sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Così fan tutte, Mozart chiude la stagione all’Auditorium
Pubblicato il 28-06-2016


Artisti alla ribaltaCon i campionati europei in corso, l’Italia che giocava con la Spagna e un clima da ponte tutto romano per i S.S. Pietro e Paolo ieri sera, in replica al Parco dell Musica, si è chiusa la stagione concertistica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Così fan tutte, o La scola degli amanti,  celeberrima opera giocosa di Mozart che andò in prima assoluta al Burgtheater di Vienna il 26 gennaio 1790 con un discreto successo di critica e pubblico, un anno prima della morte del genio salisburghese. Ad eseguirla in forma di concerto, dopo la prima del 27 scorso, sono stati l’Orchestra e il Coro dell’Accademia  ceciliana diretti dal maestro russo Semyon Bychkov, classe 1952.

Cast di rilievo internazionale: con Corinne Winters  (Fiordiligi) giovane soprano, definita dal New York Times “una straordinaria attrice e una cantante di straordinaria grazia e finezza”; il mezzosoprano Angela Brower  che ha vestito i panni di Dorabella, ruolo che, nonostante la sua giovane età le ha portato il prestigioso Munich Festival Prize; Sabina Puértolas soprano spagnolo, vincitrice tra gli altri del prestigioso concorso Operalia (2003 Zarzuela Price) impegnata nel personaggio di Despina; il celebre e giovane tenore Paolo Fanale (Ferrando); il basso austriaco Markus Werba  (Guglielmo); e infine Pietro Spagnoli che è Don Alfonso.

Il “dramma giocoso” in due atti – su libretto di Lorenzo Da Ponte – narra una vicenda fatta di simmetrie e di scambi, nella quale si confrontano fermezza morale e libertà individuale. Mette in scena sei personaggi – due coppie di innamorati, un filosofo amico dei quattro e una serva – ai quali la musica di Mozart infonde specifiche caratteristiche psicologiche delineandone i caratteri, i sentimenti, le idee e scandagliandone l’anima per coglierne ogni minima vibrazione.

“Eppure in questa opera buffa, Mozart fa entrare un’aria nuovissima – osservazioni dell’ufficio stampa – che si esprime nella musica in un tono elegiaco e disincantato dove accanto ai momenti più esplicitamente giocosi si insinua la verità dei sentimenti umani, siano questi di delusione, rabbia, incertezza, gioia, amore dove insomma i sussulti interiori ammantano il meccanismo del gioco delle coppie di una profondità psicologica del tutto inedita”.

È superfluo ricordare a chi ci legge che noi questa forma di opera in concerto la preferiamo in quanto scintillio di luci, coreografie a volte azzardate  e scenografie troppo futuristiche finiscono per disorientare il pensiero, lo sguardo e perfino la gioia di un ascolto.

Così ha funzionato tutto a meraviglia. Gli intervenuti, per la verità numerosi oltre ogni aspettativa, visto le concomitanze sportive giornaliere, hanno potuto ammirare gioiosità, sotterfugio, ammiccamento e tanta bravura da parte di tutti gli interpreti, soprani in testa. Belle voci che forse hanno preso anche la mano dello straordinario direttore perché il secondo atto l’ha menato un po’ per le lunghe, “sfrasando” di parecchi minuti oltre il limite: per lo meno di “un tempo supplementare” sulla lunghezza di marcia!

Semyon Bychkov, direttore

Semyon Bychkov, direttore

Applausi a non finire. Il presidente dall’Ongaro visibilmente soddisfatto  ha abbandonato per ultimo la platea, mentre commenti e apprezzamenti di grande riconoscimento uscivano lentamente insieme ad un pubblico felice, ma provato dopo oltre tre ore e mezzo di concerto.

Quando la musica è bella poco importa se manca lo sfarzo dell’allestimento, i costumi e gli effetti speciali. In clima di risparmi questa politica del Santa Cecilia  crediamo che sia vincente nella formula “giovani alla ribalta e costi sostenibili”.  Noi la pensiamo così e ci piace anche ricordarlo a chi ci legge. La musica è per tutti. La dovizia scenografica e tutto il resto non apportano qualcosa in più: spesso distraggono.

Il Coro di Santa Cecilia è diretto da Ciro Visco.

Guerrino Mattei

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