venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Curdi. La strage di Erdogan a Cizre arriva a Ginevra
Pubblicato il 06-06-2016


Cizre-Turchia-Curdi-04-1000x600La crisi diplomatica tra la Turchia e la Germania, dopo il riconoscimento del genocidio armeno da parte del Bundestag, sembra rientrata. Ankara, dopo i toni furiosi dei giorni scorsi contro Berlino, non prenderà misure fino al compimento di “una valutazione del contesto che ha portato a tale decisione – ha detto il neo premier Yildirim – Nessuno si aspetti una completa rottura dei rapporti”.
Il motivo è l’imbarazzo di Ankara dopo le rivelazioni sulla strage di curdi avvenuta nella città di Cizre. Nonostante le continue denunce da parte della stampa e degli osservatori internazionali, l’Unione europea e gli Stati Uniti hanno sempre girato la testa dall’altra parte, ma giovedì Faysal Sariyildiz, deputato del partito di sinistra pro-kurdo Hdp ha fatto recapitare ai parlamentari europei un libro di 92 fotografie che raccontano il terribile massacro di Cizre.
A Ginevra ha incontrato il Consiglio Onu per i diritti umani: sperando in un’indagine internazionale che accerti i crimini contro l’umanità compiuti contro i curdi. Ne ha raccolto le prove: con video e fotografie per la prima volta diffuse oltre il Kurdistan, in cui si documenta come 259 persone sono morte per opera dell’esercito turco. Una vera e propria guerra interna condotta senza esclusione di colpi, a gennaio il deputato, è rimasto a Cizre (nel sud-est turco) e ha vissuto 79 giorni sotto coprifuoco assistendo alla morte di 259 civili, di cui 177 bruciati durante gli attacchi dell’esercito ad alcuni edifici dove la gente aveva trovato rifugio. “Sono state bruciate dalle forze di sicurezza mentre erano nascoste nei rifugi sotterranei. Gli altri sono stati colpiti dai cecchini, o lasciati morire in mezzo alle strade, ostacolando i soccorsi e i ricoveri ospedalieri”, documenta Sariyildiz.
Sariyidiz ha scelto di rimanere a Cizre sotto le bombe per documentare l’orrore per poi scappare all’estero e con l’abolizione dell’immunità parlamentare il mese scorso, anche lui rischia la vita. Ha chiesto un’indagine delle Nazioni Unite che accerti crimini contro l’umanità compiuti a Cizre nei confronti dei curdi, portando come prove anche i video pubblicati in anteprima dal Corriere della Sera. Tra le immagini atroci riprese, anche quelle che riprendono una trentina di soccorritori che camminano issando la bandiera bianca per soccorrere i feriti e che vengono colpiti lo stesso.
Non solo, ma proprio i curdi rappresentano ormai il solo avamposto sicuro contro l’avanzata dell’Isis. Anche in queste ore l’alleanza delle Forze democratiche siriane (Sdf, composta in gran parte dalle milizie curde del Pyd ma anche da gruppi arabi e assiri), sostenuta dagli Usa, avanza da Nord, verso Raqqa. Tanto da far tremare ancora una volta Erdogan, il cui peggior incubo è il riconoscimento delle milizie curde e il loro successivo costituirsi, grazie alla guerra siriana, in una “Entità curda” ai confini turchi. Infatti la Turchia, a fronte del sostegno degli Stati Uniti alle Forze Democratiche Siriane, egemonizzate dalle Unità di Protezione Popolare curde, ha di nuovo minacciato un’invasione del territorio siriano da parte delle sue truppe, da tempo schierate a migliaia sulla linea di frontiera e già presenti, seppure in quantità esigua e non ufficialmente, all’interno della Siria. Solo ieri le forze armate turche hanno reso noto che 27 ribelli curdi sono stati uccisi vicino al confine con Iraq e Iran, nella provincia di Hakkari.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento