sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Dieselgate Volkswagen: sotto accusa l’intero CdA
Pubblicato il 22-06-2016


VW-DieselgateA nove mesi dal suo inizio, si comincia a delineare il quadro giudiziario collegato al “Dieselgate”, lo scandalo sull’alterazione dei dati riguardanti le emissioni inquinanti che ha colpito la Volkswagen nel settembre 2015. Secondo quanto riportato dal settimanale Der Spiegel, il tribunale amministrativo della Bassa Sassonia, dove il gruppo ha la sede, ha iscritto sul registro degli indagati sia Martin Winterkorn,  ex-CEO del gruppo Volkswagen, che Herbert Diess, l’attuale presidente della casa automobilistica.

Per entrambi l’accusa è di aver manipolato il mercato azionario a favore del gruppo Volkswagen in merito agli eventi del 22 settembre del 2015. Quel giorno, mentre cominciava a delineare l’entità dello scandalo, un comunicato ufficiale del CdA Volkswagen annunciava che per fronteggiare il “Dieselgate” sarebbero serviti 6,5 miliardi di Euro, cifra poi rilevatasi essere di 16,5 miliardi. Secondo il rapporto compilato dal BaFin, l’equivalente tedesco della Consob riportato dall’agenzia Reuters, il gruppo avrebbe presentato consapevolmente una cifra più bassa del reale allo scopo di contenere i danni finanziari e manipolando di fatto il corso azionario del titolo.

Gli inquirenti non escludono che il numero degli indagati aumenti arrivando ad includere, qualora fosse seguito il rapporto del BaFin, tutti i dieci attuali membri del CdA della casa automobilistica di Wolfsburg. Si colpirebbero così gli attuali vertici del gruppo, ovvero il CEO Matthias Müller e l’attuale presidente del consiglio di vigilanza Dieter Pötsch, ai tempi direttore finanziario del gruppo e firmatario del comunicato del 22 Settembre.

Una probabile condanna degli amministratori del gruppo, primo fra tutti Winterkorn, aprirebbe la strada a richieste di risarcimento da parte degli investitori istituzionali del gruppo, mettendo a rischio i futuri investimenti della società e la competitività internazionale dell’azienda. Con un fatturato di oltre 200 miliardi di Euro l’anno, Volkswagen è la principale azienda tedesca ed il il terzo costruttore del mondo ed il primo d’Europa, di cui copre il 25% del mercato. Quasi 600.000 sono i dipendenti dell’azienda, senza tener conto dell’enorme indotto non solo nazionale, ma internazionale: un’ulteriore crisi mettere fortemente a rischio, quindi, migliaia di posti di lavoro e avere enormi conseguenze sull’intero impianto produttivo e finanziario europeo.

I tedeschi usano dire che “se la Volkswagen starnutisce, la Bassa Sassonia prende l’influenza e tutta la Germania deve mettersi al riparo”. Visto l’entità dello scandalo e l’importanza del gruppo anche l’Europa dovrebbe cominciare a preoccuparsi.

Simone Bonzano

Simone Bonzano

Nato a Genova, ligure trapiantato prima a Torino e poi a Berlino, dove scrivo di cronaca cittadina e, per Avanti, dei fatti della politica tedesca.

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