domenica, 4 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

LA SCELTA
Pubblicato il 17-06-2016


APERTURA-Ballottaggio Comunali

Domenica si vota per i ballottaggi. Un voto amministrativo certo. Ma i riferimenti a livello nazionale sono facili a farsi soprattutto guardando alle grandi città: Roma, Milano, Torino, Bologna. Il segretario del Psi Riccardo Nencini ha scritto una lettera al presidente del consiglio. Un lettera in cui afferma che è ora di inaugurare un secondo tempo del Governo per intervenire laddove c’è disagio sociale e cresce antipolitica. “Ti scrivo – ha affermato Nencini nella lettera – a quarantotto ore dal voto, perché qualsiasi sia il risultato nei ballottaggi non vedo che una strategia per dare forza e speranza all’Italia: inaugurare un secondo tempo nella vita del governo, precisare l’agenda delle priorità declinandola meglio sul versante della lotta alle povertà, parlare agli italiani il linguaggio della verità (il verso è cambiato, si intuiscono segni di ripresa, eppure la missione per sconfiggere l’emergenza, per riuscire a pieno, deve essere condivisa, dai corpi intermedi fino ai singoli cittadini), proseguire con determinazione lungo la frontiera delle riforme”. (A fine pagina il testo integrale della lettera).

L’opposizione cerca e spera in un passo falso da parte dei canditati appoggiati dalla maggioranza che sostiene anche il governo. Mentre una loro conferma sarebbe un segno di apprezzamento del lavoro svolto fino ad oggi. Renzi non è mai entrato pienamente in partita. Se ne è tenuto, per quanto poteva, distante, affermando dal primo momento che la battaglia vera è quella sul referendum di ottobre sulle riforme istituzionali.

“Il mio primo appello – scrive nella sua newsletter Pia Locatelli capogruppo del Psi alla Camera – quello di andare a votare, di mettere da parte la rassegnazione, l’indifferenza, il ‘tanto non cambia nulla’. Il voto è importante perché è l’unico modo concreto che abbiamo per determinare le scelte politiche del luogo in cui viviamo. E’ un diritto che è costato la vita di molti uomini e di molte donne, è un privilegio che ancora viene negato in alcune parti del mondo. Non andare a votare e lamentarsi dell’attuale classe politica è una contraddizione, una non scelta che porta solo allo stallo. Il secondo appello è quello di votare con la testa e non con la rabbia. Si tratta di dare dei sindaci e delle sindache alle nostre città per cinque anni. E’ una scelta troppo importante perché possa essere dettata dal risentimento, dal desiderio di mandare un segnale a un politico che non ci piace, dal ‘tanto peggio, tanto meglio'”.

“In questa campagna elettorale – ha aggiunto il segretario della federazione romana del Psi Loreto Del Cimmuto – si sono scontrate due visioni della politica e del governo della città radicalmente diverse. La prima, incarnata da Roberto Giachetti e dalla coalizione di centrosinistra, ha fatto leva sulla ragione, sulla responsabilità, sulla ricostruzione di un legame di fiducia con i romani basato su cose concrete da fare e sulla credibilità di chi deve farle. La seconda visione, incarnata da Virginia Raggi, ha fatto leva invece sulla paura, sul rancore sociale, sulla divisione, sull’agitazione astratta di temi e proposte completamente disancorate da un necessario rapporto con la realtà. Come socialisti – ha concluso Del Cimmuto – dobbiamo fare ogni sforzo, in questo rush finale, per assicurare la vittoria a Roberto Giachetti e scongiurare il rischio che il governo di Roma venga appaltato a chi costruisce il proprio consenso elettorale sulla divisione e la demagogia, preparando un pessimo futuro alla città”.

Il centrodestra, che con i 5 Stelle ha stretto un tacito accordo in chiave antirenziana, ha usato queste elezioni come una sorta di primarie per misurare il proprio peso all’interno della coalizione. Ora le ultime battute. Gli ultimi comizi. Gli ultimi documenti, come quelli pubblicati dal “Fatto Quotidiano” sull’attività professione del candidato sindaco del M5S a Roma Virginia Raggi che avrebbe avuto delle consulenze dalla Asl di Civitavecchia, comune a guida grillina, mentre era consigliere comunale. “Non lavorava solo come consigliera? Quanti altri buchi nella sua memoria? La trasparenza e la Raggi non vanno proprio d’accordo”, attacca la vice capogruppo del Pd Alessia Morani. Ma ad andare giù ancora più duro è Matteo Orfini. “Se quello che scrive il Fatto è vero quella della Raggi non è una dimenticanza, è un reato”.

“Da quel che si apprende – sottolinea il responsabile giustizia del Pd – la candidata dei 5 Stelle al comune di Roma, Virginia Raggi, ha agito in contrasto con la Legge Severino”. “La legge anticorruzione impone ai candidati di dichiarare ogni rapporto professionale con enti pubblici: un obbligo che lei ha dimenticato di adempiere. E’ una brutta storia per una candidata che vuole fare della trasparenza la propria bandiera”. Secondo la senatrice Dem Pina Maturani la Raggi potrebbe essere addirittura “ineleggibile in base alla legge Severino”.

“Questa è l’ultima goccia di fango prima del ballottaggio” è stata la difesa di Virginia Raggi. “Continuano ad attaccarmi sul mio lavoro perché non hanno argomenti. Noi siamo più forti ed andiamo avanti. Mancano 48 ore e avremo finalmente la possibilità di voltare pagina”. “Nel 2012 non era necessario essere iscritti nell’albo speciale se non ovviamente a quello degli avvocati – spiega la pentastellata – L’incarico era fiduciario. Il mio mandato era quello di mettere in esecuzione una sentenza della Corte dei conti per far recuperare soldi alla Asl che era stata sostanzialmente truffata”.

Intanto tutti i candidati sono impegnati negli ultimi comizi a caccia degli indecisi. E si teme, ancor più che per il primo turno, l’astensionismo.


Il testo integrale della lettera del segretario del Psi Riccardo Nencini inviata al presidente del Consiglio Matteo Renzi:

“Signor Presidente,
Ti scrivo oggi, a quarantotto ore dal voto, perché qualsiasi sia il risultato nei ballottaggi non vedo che una strategia per dare forza e speranza all’Italia: inaugurare un secondo tempo nella vita del governo, precisare l’agenda delle priorità declinandola meglio sul versante della lotta alle povertà, parlare agli italiani il linguaggio della verità (il verso è cambiato, si intuiscono segni di ripresa, eppure la missione per sconfiggere l’emergenza, per riuscire a pieno, deve essere condivisa, dai corpi intermedi fino ai singoli cittadini), proseguire con determinazione lungo la frontiera delle riforme.

Non ho nessun dubbio: spetta alla sinistra riformista muovere, agire. La fragilità di una destra di taglio europeo e la prevalenza di partiti populisti e anti sistema carica di responsabilità l’universo riformatore. E spetta intanto alla coalizione che guida il Paese, e al suo Presidente, tracciare la strada maestra.
Convincere e ricucire, questa è la strada, informando i cittadini fino alla noia che l’Italia trovata due anni fa teneva il mare con la difficoltà di una zattera.
Non verrà meno il tentativo di mettere in un angolo questa nuova esperienza facendo del ‘fattore R.’ la causa di ogni male. Prima le mozioni di sfiducia, poi le alleanze nei ballottaggi, domani l’assalto referendario. Con una differenza rispetto al passato: alle opposizioni si sono aggiunti pezzi del Pd. L’obiettivo: tornare rapidamente al voto. Insomma, elezioni anticipate!

Siccome è nel disagio sociale e nella crisi del ceto medio che crescono i sentimenti dell’antipolitica, dell’apatia o della ribellione, è li che bisogna innanzitutto intervenire. Non è solo opportuno. È giusto. L’occasione è la prossima legge di stabilità. Misure per accrescere il numero degli alloggi popolari, per rendere più dignitose le pensioni minime traendo fondi dal gioco d’azzardo, per restituire vivibilità alle periferie, per investire su studenti meritevoli ma con famiglie in condizioni di bisogno (gli atenei del Sud si stanno svuotando…). Insomma, dare organicità ai provvedimenti già presi e raddoppiare gli sforzi in questa direzione. Daremmo maggior respiro alla campagna referendaria. Daremmo un orizzonte credibile ai tanti che non ce la fanno.

Referendum inglese e i turni elettorali franco-tedeschi hanno il potere di modificare cornice istituzionale e contenuti politici dell’Unione Europea. L’Italia può svolgere un ruolo decisivo. Bisogna prepararsi. Come sai, non c’è tempo da perdere”.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento