sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

EFFETTO BREXIT
Pubblicato il 27-06-2016


Tra stupore e preoccupazione, i governanti europei sono alle prese con un problema di cui non si conoscono bene neppure le forme e le dimensioni. Si chiama Brexit e soprattutto, dopo-Brexit.
Su questo si interrogano da ieri a quattr’occhi i leader dei Paesi più importanti della Ue, l’italiano Matteo Renzi, il francese François Hollande, la tedesca Angela Merkel
Un primo vertice a due ieri sera a Parigi tra Renzi e Hollande, un incontro a tre oggi con la Merkel e da domani un Consiglio europeo a 27 (senza David Cameron) sul leninista ‘che fare?’.

Borse in picchiata effetto BrexitItalia, borsa in caduta e spread in crescita
Per ora gli effetti più evidente sono totto gli occhi di tutti: borse in picchiata, valute sotto stress, previsioni economiche in caduta. La borsa italiana è tra quelle che più soffrono, anzi la peggiore in Europa, peggio anche di Londra, ma va molo male anche Francoforte. Milano aveva fatto oltre -12 venerdì, viaggia sul -3,5% oggi. A tirarla verso il basso, sono sempre i titoli bancari per i 200 miliardi di crediti in sofferenza del sistema che sconta sempre il peso dell’enorme debito pubblico (destuinato ad aumentare grazie anche alla ‘flessibilità’ strappata da Roma). E naturalmente ne risente lo spread tra i nostri Btp e i tedeschi equivalenti, i Bund: viaggia oltre i 160 punti, dieci in più dei Bonos spagnoli. Peggio solo il Portogallo e l’Ungheria – il doppio del nostro – e quelli della Grecia che sono ormai sostanzialmente fuori mercato.

Questo oggi, ma nessuno è in grado di capire come sarà domani mentre è evidente che l’Ue deve riprendere l’iniziativa politica che non può essere lasciata nelle sole mani, se pur abilissime, della Bce di Mario Draghi.

A Parigi renzi ha cercato ieri di ottenere il sostegno di Hollande alla ricetta italiana che prevede di cambiare le regole per ottenere più flessibilità proponendo una diversa valutazione degli investimenti pubblici che dovrebbero essere scorporati dal patto di stabilità. La proposta non dispoiace all’Eliseo che in vista delle elezioni dell’anno prossimo, non ha nessuna voglia di fare altre manovre di austerità per mettere un freno a un deficit statale in vertiginoso aumento, ben oltre il famoso tetto del 3%. Renzi punta poi sul tema della sicurezza, della difesa comune e dell’immigrazione per cambiare la percezione che gli europei hanno oggi dell’Unione europea. Sul tema dei migranti propone il rafforzamento del Migration Compact per l’Africa mentre Hollande chiede una Schengen 2 che renda definitivi i controlli alle frontiere solo in casi di emergenza. Quanto alla Difesa europea, Parigi con l’uscita della Gran Bretagna punta a creare una difesa a livello comunitario, facendo convergere gli eserciti di Berlino, Roma, Varsavia e Parigi, l’unico Paese che disponde dell’arma nucleare. La tesi contrapposta è quella di un rafforzamento europeo della Nato.
Questioni assai complesse, che già in passato hanno portato a divaricazioni forti e che da domani saranno davanti ai 27 sotto l’urgenza provocata dalla Brexit.Hollande Merkel Renzi

Renzi: “Voto pesa come un macigno sull’Ue”
Questa mattina , il Presidente del Consiglio è venuto a parlare alle Camere per illustrare la posizione italiana in vista del vertice europeo. “Siamo di fronte – ha detto – a una vicenda storica, chi cercasse oggi di minimizzare o di strumentalizzare ciò che è avvenuto commetterebbe un errore politico. Il voto inglese pesa come un macigno per la storia del’Ue”. “Non entro qui nel merito dell’articolo 50” che aprirà il negoziato per l’uscita dall’Ue della Gran Bretagna “e sulle regole del gioco. Sono dinamiche che affronteremo in sede europea. Ma l’Italia dice che tutto può fare l’Europa tranne che aprire per un anno una discussione sulle procedure dopo aver discusso un anno sulle trattative. Così si perde di vista il messaggio del referendum” inglese e “se oggi, a dispetto di larga parte delle previsioni, con affluenza straordinaria”, ha vinto la Brexit, “tutto possiamo fare tranne che fare finta di niente. Se il popolo vota e altrove si cerca di mettere la pezza su ciò che il popolo ha deciso, si mina il gioco democratico. Serve questa consapevolezza indipendentemente dalle opinioni del singolo”. Quindi “quello che si apre domani è un vertice Ue, temo non sarà l’ultimo a occuparsi di questi argomenti, che dovrà essere concentrato non solo sull’uscita della Gran Bretagna, ma anche su rilancio dell’Ue, su come impostare una strategia”. Secondo il presidente del Consiglio, “oggi manca la consapevolezza della gravità della situazione: non vorrei che si potesse pensare di far finta di niente o che si possa immaginare un percorso molto lungo in attesa di un altro referendum”. “Questo è momento per riportare Ue alla sua forte identità, un’Ue che combatte una battaglia di giustizia sociale non solo burocratica. Oggi manca la consapevolezza della gravità della situazione: non vorrei che si potesse pensare di far finta di niente o che si possa immaginare un percorso molto lungo in attesa di un altro referendum. Rispetteremo quello che decidono i britannici ma l’Europa deve smuoversi perché se si sta un anno ad aspettare perdiamo le sfide con le priorità del nostro tempo. Ciò che è avvenuto nel Regno Unito può essere la più grande occasione per l’Europa se smettiamo di stare sulla difensiva. Le ragioni per le quali abbiamo criticato dall’interno le istituzioni Ue cercando di portare il nostro contributo sono rese più forti che mai dalle dinamiche voto inglese. L’Ue si deve occupare più di questione sociali e meno di questione burocratiche” Occorre cogliere l’occasione che si sta presentando perché “ciò che è avvenuto nel Regno Unito può essere la più grande occasione per l’Europa, se smettiamo di stare sulla difensiva”.

Pastorelli: i giovani hanno votato per restare
Nel corso del dibattito è intervenuto per i socialisti, Oreste Pastorelli che ha voluto introdurre almeno una nota positiva: “Hanno votato per la Brexit le persone oltre i 65 anni e scelto di restare in Europa i giovani, quella generazione Erasmus che sa che i confini non hanno più senso in un mondo globalizzato. Questo ci dà speranza per il futuro”. (qui il testo completo).Al termine del dibattito, è stata approvata una mozione della maggioranza che servirà a rappresentare la posizione italiana nel vertice Ue di domani e dopodomani. (qui il testo completo)

Nencini scrive ai leader Pse: congresso straordinario
Nello stesso tempo il segretario del Psi, Riccardo Nencini, ha scritto una lettera ai leader del Pse sollecitando un Congresso straordinario dei socialisti europei per reagire alla Brexit e al lento declino dell’ideale europeo.
“L’Europa – ha scritto – è appesa a un filo. Può precipitare in una lenta agonia oppure, se troviamo il coraggio dei pionieri, affrontare una condizione drammatica con soluzioni decisive. Non basta pretendere l’immediata fuoriuscita dell’Inghilterra dall’Unione. Urge una proposta di pari forza – uguale e contraria – all’impatto provocato dall’esito referendario su mercati e istituzioni. Adesso!”. “L’Europa è stata innanzitutto patria di culture e di valori, una fucina di futuro – ha proseguito Nencini nella lettera – il baluardo postbellico verso dittature di segno opposto. L’abbiamo ridotta a un tavolato di norme, di regolamenti, tuttalpiù a centro decisionale per questioni finanziarie. Troppo poco di fronte a cambiamenti epocali. Troppo poco di fronte alla globalizzazione. Troppo poco, insomma, di fronte all’inizio di una storia nuova, un secondo tempo sorto dal superamento di Yalta e dall’ingresso nello scenario internazionale di agguerriti protagonisti. Troppo poco, infine, di fronte a un’emergenza socioeconomica che da anni miete vittime nel mercato del lavoro.

Non possiamo recedere dalle nostre responsabilità. Combattere rigurgiti nazionalisti guardando a una cornice federale; abbassare la soglia del rigore per rilanciare investimenti e occupazione e offrire così una risposta al vento populista che spazza i confini dell’Unione; rileggere il Trattato di Dublino, dotarsi di un ministro europeo per le finanze, rivedere le parti più obsolete del Trattato di Maastricht, mettere le briglie a un capitalismo finanziario che guarda con sospetto alle politiche sociali. Più Europa ma una diversa Europa, non il ripiegamento nella nostalgia, nell’isolamento. Verremmo spazzati via. Aveva proprio ragione Thomas Mann: solo l’Europa può salvarci dai nostri egoismi.
Torno a chiedere a ciascuno di voi, nel nome di una storia comune, la convocazione dei vertici del Partito del Socialismo Europeo perché si discuta e si scelga una strada condivisa”- ha ribadita Nencini.”Si chiamino a raccolta le energie più giovani, gli intellettuali che intendono sporcarsi le mani, l’intera società di mezzo. Prima che altri referendum, già minacciati in Francia, in Italia, in Olanda e altrove, ci trovino impreparati e incerti. Prima che sia troppo tardi. Citare Spinelli e Adenauer senza seguirne le tracce sarebbe soltanto colpevole”- ha concluso.

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Commenti all'articolo
  1. Ottima iniziativa: l’obiettivo deve però essere di qualità, basato sulle politiche sociali ed economiche e volto soprattutto a riprendere il filo di un’Europa federale, fermi sul punto che “ci ci sta, ok, chi non ci sta, segua pure l’UK”.
    Sarebbe positivo preparare l’incontro svolgendo prima una sedrie di riflessioni dentro i singoli partiti nazionali, così da far scaturire da una platea allargata le mosse di una politica dei socialisti in Europa.
    E, per cortesia, bando alle “corse” come le conosciamo in Italia; ci vuole profondità di pensiero e larghezza di vedute, tutto al massimo della condivisione.

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