domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

IL BUON GOVERNO
COMINCIA DAI COMUNI
Pubblicato il 03-06-2016


Elezioni comunali“Siamo presenti in quattro quinti dei comuni che vanno al voto. Ci sono le nostre liste in città come Roma e Napoli. Ci sono liste con la Rosa, ma identificabilissime come socialiste, in altre città come Bologna e queste liste al ballottaggio saranno decisive per i candidati della sinistra riformista. E questa per noi che non eleggiamo da una ventina d’anni in molti grandi comuni, è un’occasione per tornare al governo delle grandi città”.
Riccardo Nencini sedutoRiccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, sottolinea la presenza diffusa e radicata su tutto il territorio nazionale dei socialisti.
“C’è anche un numero molto grande di candidati a Sindaco socialisti nei comuni di media grandezza – continua – da Melfi a Castelfidardo, da Morrovalle a Città di Castello. Complessivamente questa è anche l’occasione per ricreare una filiera della vera sinistra riformista che, con la fine di Italia Bene Comune, non è stata più ricostruita. Mai come oggi direi, che ‘Il buon governo comincia dai Comuni’.

Vanno alle urne 13 milioni di elettori per eleggere i sindaci di oltre 1.300 Comuni, tra cui Roma, Milano, Torino e Napoli. Le opposizioni sostengono che queste amministrative sono un test per il Governo. Certamente le preferenze del segretario del PD, che è anche Presidente del Consiglio, hanno pesato molto da Milano a Roma nella scelta dei candidati a Sindaco… Renzi dice che non è un test …
Mah, quando hai una capitale che va al voto … anche se è un voto amministrativo, alla fine ha un significato anche politico nazionale.

ma allora peserà sul Governo…
Non vedo un riflesso diretto. Il peso politico è già tutto spostato sul referendum costituzionale di ottobre. Però, devo dire, che indubbiamente l’esito di questo voto amministrativo potrebbe condizionare anche il voto referendario.

Sarà un test per i 5 stelle però, soprattutto se avranno un buon risultato a Roma…
Sarebbe la conferma che si stanno istituzionalizzando. È il paradosso della politica in Italia. Un partito nato per contestare il sistema, si sta istituzionalizzando ogni giorno di più. D’altra parte assistiamo anche ad un altro curioso fenomeno: i grandi partiti che si nascondono sempre di più dentro le liste civiche. Un fenomeno di cui abbiamo parlato già al Congresso di Venezia.

Perché si nascondono? I candidati a Sindaco si vergognano dei partiti di appartenenza?
Valutano che nella società italiana la politica occupa non solo un ruolo marginale, ma addirittura “negativo”. Ecco allora che cercano di mimetizzarsi utilizzando simboli diversi. Così però si fa un regalo all’antipolitica che è invece il pericolo che dovremmo combattere maggiormente.

In tutta Europa i fan del premier ungherese Orban sostengono la tesi dello ‘ Stato illiberale’, ovvero che sia più efficiente di quello democratico in una situazione di crisi. È un vento che in Italia sentiamo soffiare nelle parole di Matteo Salvini, ma pure in una certa ‘antipolitica’ che emerge anche in occasione delle elezioni amministrative. A Roma, ad esempio, si sente anche dire che alla fine sarebbe meglio lasciarla commissariata …
È un guaio. In questo modo alla fine si arriverà a sostenere che si stava meglio nel ‘Ventennio’ oppure che è meglio il sistema monopartitico cinese. È una strada doppiamente sbagliata. Non si reagisce alla crisi della democrazia nel tempo della società tecnologica col ricorso al populismo o, in alternativa, con l’Uomo solo al comando. Si reagisce mettendo in campo forme nuove di partecipazione alle Istituzioni e all’amministrazione della cosa pubblica. Noi, ad esempio, ci siamo battuti per il voto ai sedicenni e per il dibattito pubblico sulle grandi opere che è oggi contenuto nel nuovo codice degli appalti per le grandi opere. Servono insomma strumenti per allargare la platea decisionale.

Beh, su questo il Movimento 5 Stelle ha preceduto tutti …
La mia risposta è: sì, ma… Il difetto nella loro azione politica è che hanno sostituito la ‘rete’ alla democrazia rappresentativa che invece va integrata con nuovi strumenti e non certo sostituita da un tweet o da un ‘mi piace’ su un post.

Bisogna ammettere che in molte città sono stati dati esempi di cattiva amministrazione …
All’antipolitica ci arriviamo perche viviamo una condizione di fragilità socioeconomica e nel terrore di migrazioni di massa durevoli. Poi, ma solo dopo, si somma il malgoverno di città importanti, penso a Roma. Il malgoverno si aggiunge a questi due pilastri.

E uno degli scandali ricorrenti riguarda le municipalizzate. Troppe, inefficienti, costose. Meglio dare tutto in gestione ai privati a cominciare dall’acqua?
Indubbiamente ci sono troppi Enti di governo locale, di servizio alla persona. Poi ci sono troppi Comuni e troppe Istituzioni insediate sul territorio. C’è un alternativa a tutto questo ed è quella di sostituire, fondere assieme i piccoli Comuni, di rivedere l’assetto delle Regioni e di lasciare in mano pubblica solo i servizi essenziali come l’acqua. In alcuni casi davvero non si vede il motivo di una SpA pubblica. Io, ad esempio, come viceministro ho la delega agli aeroporti e vedo una quantità enorme di aeroporti con la gestione di Comuni e perfino di Province. Che senso ha lasciare un aeroporto con una direzione pubblica se c’è un privato che investe?

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