mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Elezioni di Roma. AAA cercasi trentamila voti fantasma
Pubblicato il 16-06-2016


elezioni-amministrative-ballottaggioSe trentamila voti vi sembran pochi … ci vorrà la magistratura (un altro fallimento della politica) per chiarire che fine hanno fatto trentamila voti, scheda più scheda meno, di cittadini che domenica 5 giugno si sono recati a votare per le elezioni del Comune di Roma. “Quello che stupisce – sottolinea Loreto Del Cimmuto, segretario della federazione romana del Psi – è la leggerezza e la superficialità con cui viene maneggiato lo scandalo dello spoglio delle amministrative di Roma”.

Intanto i fatti. Di quaranta sezioni non si sa nulla. Gli scrutini sono stati chiusi senza fornire i dati finali.
Nell’ex Fiera di Roma, i magistrati del pool chiamati a redigere il rapporto finale e sancire ufficialmente il risultato, hanno alzato bandiera bianca e si sono dovuti arrendere davanti al groviglio di errori, inesattezze, mancanze. Su 2600 sezioni, 50 si erano chiuse con verbali incompleti e di queste soltanto per dieci è stato possibile ricostruire lo spoglio. Ben 32 sezioni hanno fornito verbali in cui risultano a zero tutti i conteggi mentre per altre otto sezioni la sarabanda attorno alle schede e ai verbali è di tale ampiezza che ancora non è stato possibile arrivare a un risultato utile. Calcolando una media di 700 aventi diritto al voto, si arriva a un totale presumibile di trentamila voti di cui non si sa letteralmente nulla, neppure se gli elettori si sono recati al seggio. Desaparecidos.

L’unica consolazione, se tale si può chiamare, è che comunque questo ‘buco’ non mette in discussione il ballottaggio di domenica perché la distanza in voti tra i primi tre arrivati, Virginia Raggi (453 mila), Roberto Giachetti (320 mila) e Giorgia Meloni (265 mila), è tale che neppure se uno degli ultimi due si aggiudicasse il totale dei voti espressi nelle sezioni ancora sotto esame – ed è un’eventualità comunque inverosimile – arriverebbe a mettere in discussione il secondo turno.

Ben diversa però la situazione delle liste per i consiglieri comunali e municipali dove l’ordine degli eletti può essere letteralmente stravolto dalle preferenze espresse con i voti ancora mancanti.

Un pasticcio incredibile destinato ad avere una lunghssima coda giudiziaria, una vergogna tutta romana che aggiunge discredito a discredito, un vulnus grave al sistema democratico che ha già prodotto interrogazioni al ministro degli interni: Oreste Pastorelli e Pia Locatelli per la Lista una Rosa per Roma a sostegno di Roberto Giachetti e Barbara Saltamartini, per la lista ‘Noi con Salvini’ a sostegno di Giorgia Meloni.

“Il Diritto dei candidati e delle liste di vedersi attribuiti i voti effettivamente ottenuti e i diritti dei cittadini di sentirsi attori rispettati della partecipazione democratica – ha dichiarato Loreto Del Cimmuto, segretario della federazione romana del Psi – sono stati evidentemente oltraggiati. Quello che stupisce però è la leggerezza e la superficialità con cui viene maneggiato lo scandalo dello spoglio delle amministrative di Roma. Non c’è nessun mea culpa e nessun chiaro segnale, soprattutto dal ministero dell’interno,sui provvedimenti che dovranno essere posti in essere per evitare in futuro situazioni simili. Il fatto che si affermi che non è sostanzialmente messo in dubbio l’esito elettorale non ci conforta. C’è un problema politico che, aldilà dei singoli ricorsi delle liste e dei candidati, rende evidente l’aleatorietà dei dati e l’inaffidabilità di una macchina organizzativa da terzo mondo dietro la cui inefficienza possono consumarsi, è lecito pensare, i più indicibili brogli. Ci chiediamo chi pagherà per questo”.

Per ora Angelino Alfano se la cava attribuendo il caos all’inesperienza e alla stanchezza di presidenti e scrutatori di seggi; una giustificazione che chiaramente non giustifica un bel niente e che soprattutto fa temere per il futuro a meno di non pensare che queste elezioni siano una fastidiosa eredità burocratica della vecchia Italia repubblicana e da cui liberarsi non appena possibile.

Lorenzo Mattei

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Commenti all'articolo
  1. La strada maestra è una soltanto: annullare le votazioni nei seggi di cui si parla e ripeterle. Nel frattempo sospendere il ballottaggio, oppure svolgere il ballottaggio ma attendere lo spoglio dei seggi ove si sono ripetute le votazioni per proclamare gli eletti. Non si capisce peraltro come si sia potuto proclamare il risultato del primo turno (altrimenti il ballottaggio non si poteva fare) senza avere lo scrutinio di ben 50 seggi. Anche solamente per rimandare al ballottaggio lo scrutinio del primo turno deve essere completo!! Da questo punto di vista siamo nella piena e patente illegalità. Fa molto bene Loreto ad alzare la voce. Enrico Antonioni

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