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Opinioni e commenti
 

DETERMINANTI
Pubblicato il 08-06-2016


Congresso di Salerno

“Il centro sinistra nel suo complesso sale mentre il Partito Democratico scende”. Questo il dato dell’Istituto Cattaneo ricordato in conferenza stampa alla Camera dei Deputati dal segretario del Psi Riccardo Nencini. “Rispetto alle ultime amministrative davanti al Pd troviamo un segno meno, questo significa che gli altri partiti hanno preso più voti rispetto alle ultime amministrative. Quindi è anche grazie a noi che la bilancia è rimasta in equilibrio”. Nencini ha poi ricordato i dati del Psi: “Se togliamo le grandi città il Psi è al 5,81%. Se includiamo le grandi città siamo al 2,5%”.

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Da sinistra: Vincenzo Iacovissi, Luigi Iorio, Riccardo Nencini, Maria Cristina Pisani, Luigi Covatta

Alla conferenza stampa oltre il segretario del Psi, erano presenti, Luigi Covatta, Luigi Iorio, Maria Cristina Pisani, Pia Locatelli, Oreste Pastorelli Gian Franco Schietroma, Vincenzo Iacovissi.

“Un’importante novità emersa da queste elezioni amministrative – ha detto Nencini – è la quantità di liste civiche presenti nei comuni sopra i 15.000 abitanti. Era una tendenza già rilevata nel 2011, quando erano il 52% del totale. Ora hanno superato il 60% e questo rileva chiaramente una crisi dei grandi partiti che hanno difficoltà a presentarsi pubblicamente con i loro simboli”. Nencini ha poi aggiunto: “Se da un lato si evidenzia una crisi generale dei Partiti, assistiamo ora ad una mutazione del M5S, passato da forza antisistema e di rottura, a forza pienamente istituzionalizzata”.

Nencini ha poi parlato dell’impegno socialista nelle sfide per i ballottaggi. “Il centrosinistra può vincere in città determinanti come Milano, Torino, Bologna e Roma, solo se mette assieme tutte le forze politiche che non sempre erano in liste riformiste al primo turno”. “Rivolgo un appello a Radicali, Verdi ma anche alle forze cattoliche popolari, a cominciare da Ncd, perché sostengano al ballottaggio i candidati della sinistra riformista e scelgano il buon governo dell’Italia dei comuni. Ma l’appello, prima che da noi, deve partire da Renzi”.

Nencini ha poi ricordato come al Congresso di Salerno il Psi “abbia indicato la necessità di un secondo tempo. Se ne può parlare – ha detto – partendo dalla legge di Stabilità. I dati del Censis che indicano che gli italiani spendono sempre meno per curarsi, sono inquietanti. Piano casa, pensioni minime, lotta alla povertà: bisogna partire da qui”.

Infine il referendum: l’11 e il 12 giugno prossimo infatti, nelle piazze di tutta Italia saranno presenti i gazebo socialisti per la raccolta delle firme. I ‘Comitati socialisti per il Sì’, organizzati su base provinciale, aperti a tutti, sono sostenuti da un manifesto firmato da intellettuali, costituzionalisti, storici, artisti. “L’obiettivo – ha aggiunto Nencini – è di 100mila adesioni entro un mese”. Dell’appuntamento referendario ha parlato il direttore di Mondoperaio Luigi Covatta. “Sono passati quasi quarant’anni – ha detto – da quando, sulle colonne di Mondoperaio, si aprì il dibattito sulla riforma della Costituzione.” “Sono diverse le critiche che giungono – ha aggiunto Covatta ricordano le principali – . A sostenere che la riforma dà troppo potere al governo sono gli stessi che si lamentavano della ricattabilità del Parlamento da parte del governo. Non si può infatti ignorare che oggi, benché il governo non sia così forte come in altri paesi, il Parlamento è sempre più debole: mentre è presumibile che regolando con maggiore chiarezza gli equilibri fra le due istituzioni entrambe si rafforzino, e che il superamento del bicameralismo paritario valga addirittura a spuntare l’arma della questione di fiducia”. “Non ci sfugge, peraltro, – ha concluso – che il testo che verrà sottoposto al giudizio degli elettori non risolve tutti i problemi, e presume anzi ulteriori interventi di adeguamento dell’edificio costituzionale”. “Con questa riforma – ha concluso – si giunge ad un primo approdo un processo che avviammo noi stessi quasi quarant’anni fa”.

Daniele Unfer

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