venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Francia nel caos. Tra scioperi e allarme terrorismo
Pubblicato il 16-06-2016


a-VALLS-MARTINEZ-640x468In Francia si mescola il terrore per nuovi attacchi imminenti da parte dell’Isis, lo stato di allerta creato dagli scontri provocati dagli hooligans russi e il trambusto per gli scioperi e le manifestazioni contro la loi travail del Governo Hollande. Risultato: il caos totale da gestire.

L’incubo del terrorismo, soprattutto in questi giorni in cui la Francia ospita gli europei di calcio, è stato rinfocolato dal duplice omicidio di tre giorni fa, quando un giovane che si è detto affiliato all’Isis ha assassinato un poliziotto e sua moglie, anche lei in servizio alle forze dell’ordine. Ma a tenere alta la tensione anche il Primo Ministro francese, Manuel Valls, che con le sue affermazioni sembra riportare le lancette indietro nel tempo, ai tempi della guerra fredda: “Questa guerra durerà una generazione. Altri innocenti perderanno la vita. Mi si accuserà di generare ancora più ansia, ma la realtà è questa”. Ha affermato ai microfoni di France Inter, il giorno dopo l’uccisione di una coppia di poliziotti nella banlieue di Parigi.
“Facciamo fronte a una minaccia globale – ha aggiunto il primo ministro – abbiamo un nemico interno con questi individui autoradicalizzati che possono agire con pochissimi mezzi”. Lo stesso nemico interno che teme anche il vicino Belgio. In un messaggio intercettato dai servizi segreti di Bruxelles, infatti, si profila l’ipotesi di altri attacchi imminenti, con “diversi combattenti che hanno lasciato la Siria per raggiungere l’Europa attraverso Turchia e Grecia. Sono armati e divisi in due gruppi, pronti a colpire in Francia e Belgio”.

Ma il governo francese che punta il dito contro il nemico del Sedicente Stato Islamico, non dimentica di alzare i toni contro i cittadini e i lavoratori francesi che in queste ultime settimane stanno manifestando contro la “loi travail”, la legge di riforma sul lavoro francese, molto simile al Jobs Act italiano. A tuonare contro le manifestazioni ci ha pensato il presidente Hollande che dal consiglio dei ministri ha messo in guardia i sindacati: “Chiedo alla Cgt di non più organizzare questo tipo di manifestazioni a Parigi. Noi agiremo di conseguenza, caso per caso, perché sapete che non è possibile pronunciare una proibizione generale”. Valls rincara la dose e addirittura accusa il servizio d’ordine della Cgt di aver partecipato alle violenze, confondendosi con gli estremisti incappucciati: “quando non si è in grado di organizzare una manifestazione, quando c’è un atteggiamento ambiguo nei confronti dei casseurs, non si organizza questo tipo di manifestazioni”. La Cgt è nel mirino dell’Esecutivo di Parigi, tanto che il portavoce del governo, Stéphane Le Foll, si è stupito che l’attacco all’ospedale Necker “non abbia suscitato nessuna condanna da parte della Cgt”. E ancora il ministro degli Interni, Bernard Cazeneuve: “non accetterò più che dei selvaggi affermino cose come: un poliziotto, una pallottola o poliziotti, la Francia vi odia”.

Insomma per l’Esecutivo il problema sono i sindacati, ma la Cgt ha subito risposto piccata al Governo: “La minaccia di proibire le manifestazioni è il segno di un governo boccheggiante”. Per concentrare il suo attacco contro Valls: “Il Primo Ministro non può ignorare la responsabilità delle autorità pubbliche, sotto la sua responsabilità primaria di garantire la sicurezza e di polizia”, inoltre “la CGT vuole ricordare al Primo Ministro che come lui non è interamente responsabile per ciò che accade dentro e intorno gli stadi della Euro Cup, allo stesso modo non è responsabilità manifestanti dover garantire la sicurezza dentro e intorno a una manifestazione autorizzata dalla Prefettura di polizia”.
In particolare, Philippe Martinez (CGT), aveva già ricordato che il sindacato non era responsabile anche per quanto causato dagli hooligans: “Tutte le partite sono state assicurate. La Cgt non mette in pericolo gli europei di calcio. Non siamo responsabili per le violenze degli hooligan”.

Ma proprio gli europei di calcio sembrano rappresentare la notizia principale per i media aldiqua del confine, unita alle zuffe dei tifosi, che glissano invece su quanto stia accadendo realmente in Francia.

Maria Teresa Olivieri

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