giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Francia, pure le inondazioni dopo il Jobs Act
Pubblicato il 01-06-2016


A pochi giorni dagli Europei di calcio, Francia alle prese con scioperi e proteste contro il Jobs Act, un’ondata di maltempo che rischia di far straripare la Senna e un allarme terrorismo che arriva dagli Usa. Valls tenta di ricucire il dialogo con la Cgt mentre Hollande (14%) precipita nei sondaggi per le presidenziali doppiato da Marine Le Pen (28%). La sua presidenza oggi ‘piace’ solo a 5 francesi su 100.Francia inondazione Senna a Nemours


 

Brutto periodo per i cugini d’Oltralpe alle prese con manifestazioni, scioperi e proteste contro la ‘loi travail’, il loro Jobs Act, e anche con un’ondata inusitata di maltempo che rischia addirittura di far straripare la Senna. L’unica speranza per tornare a sorridere è appuntata ormai sugli Europei che avranno il calcio di inizio venerdì 10.

La Senna alla periferia di Parigi ha cominciato da ieri a fare davvero paura perché dopo settimane di pioggia sulla capitale che ha battuto ogni record di precipitazioni dal 1873, Meteo France ha lanciato un allarme meteo per la ‘Seine-et-Marne’ la zona orientale della banlieue parigina.
Il massimo grado di allarme era già scattato per la regione a sud della capitale, il Loiret. Ieri sera, alle porte di Orlreans, 650 automobilisti sono rimasti imprigionati sull’autostrada A10, con le auto sommerse dall’acqua e una precipitosa fuga sui mezzi inviati dalla protezione civile che li hanno portati nel Palazzo dello sport dove hanno trascorso la notte. Nella Seine-et-Marine, dove i corsi d’acqua hanno raggiunto un livello mai raggiunto dalla storica piena del 1910 che toccò anche la capitale, centinaia di persone sono state evacuate, le strade nazionali sono interrotte, le scuole sono rimaste chiuse.

Il leader della Cgt Philippe Martinez

Il leader della Cgt Philippe Martinez

Una situazione davvero difficile che si inserisce nel quadro delle proteste che stanno interessando tutta la Francia – a Parigi è stato bloccato uno dei più grandi impianti di trattamento dei rifiuti urbani con il rischio concreto di avere la capitale sommersa dalle immondizie proprio quando si inaugurano gli Europei di calcio – e che oggi ha visto le contro proteste di artigiani e commercianti sempre più preoccupati per l’andamento degli affari.
A Rennes il leader della Cgt, il sindacato più importante, di sinistra, Philippe Martinez è stato accolto dalle proteste dei dimostranti secondo le manifestazioni e gli scioperi contro la riforma dellea legge sul lavoro minaccerebbe l’attività delle piccole imprese. In questo senso si era già espresso Pierre Gattaz, il leader del Medef, la Confindustria francese, che aveva definito in un’intervista gli attivisti della Cgt come ‘terroristi e delinquenti’, beccandosi una querela per diffamazione dal sindacato. La Cgt ha argomentato che definire come terrorismo le agitazioni sindacali in un Paese che ha vissuto quello che ha vissuto è assolutamente scandaloso e Gattaz è responsabile delle sue affermazioni nel momento in cui alimenta l’odio contro un’organizzazione sindacale. E il Medef ha risposto esortando i suoi aderenti a sporgere denuncia per il pregiudizio subito nella loro libertà di lavoro dai picchetti sindacali.

Una situazione tesa e difficile perché il Governo teme di perdere la faccia se modifica la legge dopo aver fatto ricorso anche al voto di fiducia – una procedura assolutamente irrituale in Francia – per bypassare l’Assemblea senza passare dal dibattito e dal voto parlamentare. Per tentare di ricucire il dialogo, dopo giorni di silenzio, lo stesso premier Manuel Valls, dopo la ministra del lavoro Myriam El Khomri, che ha dato mil suo nome alla legge, ha telefonato a Martinez.

E come se non bastasse, l’ultima mazzata è arrivata dall’America col Dipartimento di Stato che ha emesso uno ‘sconsiglio’ a recarsi in Francia. Un’allerta viaggi in Europa citando potenziali rischi di attacchi nel corso di “eventi importanti e siti turistici”, citando specificatamente gli Europei di calcio.

Nell’allerta, il Dipartimento di Stato cita anche la giornata mondiale della gioventù che si terrà a Cracovia, in Polonia dal 26 al 31 luglio. “Nell’ambito dei continui sforzi del Dipartimento di Stato per offrire agli americani che viaggiano all’estero informazioni sugli eventi rilevanti, avvertiamo i cittadini americani del rischio di potenziali attacchi terroristici in Europa, con nel mirino eventi importanti, siti turistici, ristoranti, centri commerciali e trasporti. L’allerta scade il 31 agosto 2016”, insomma alla fine del periodo delle vacanze estive.

Obiettivi possibili sono “gli stadi, le aree per i tifosi in Francia e in Europa” e la Francia, da parte sua, ha già esteso lo stato d’emergenza fino al 26 luglio per coprire il periodo degli Europei e per il Tour de France che si terrà dal 2 al 24 luglio.
“L’attenzione è alta – ha commentato Lamberto Giannini, direttore del Servizio centrale antiterrorismo italiano – ma non ci sono segnali specifici o evidenze particolari”.

In questo panorama, nulla di cui stupirsi se i sondaggi in vista delle presidenziali del 2017 indicano un profondo rosso per François Hollande. Secondo un sondaggio Ipsos su un campione di ben 19.455 persone, pubblicato oggi dal quotidiano Le Monde, votando oggi, il capo dello Stato otterrebbe appena il 14% delle preferenze, record storico negativo per un presidente della Quinta Repubblica. Al contrario, ma neppure questa è una sorpresa, verrebbe doppiato dalla leader del Front National. Nel primo turno della corsa all’Eliseo Marine Le Pen staccherebbe Hollande di 14 punti, con il 28% delle intenzioni di voto, mentre Alain Juppé con il suo 35% continua a essere il favorito della destra neogollista.

Da débâcle i numeri sul gradimento della presidenza Hollande: insoddisfatti al 72%, così-così al 23% e appena il 5% soddisfatti.
Sondaggio Ipsos su presidenziali Francia 2017

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