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Opinioni e commenti
 

Genocidio armeno, è scontro tra Ankara e Berlino
Pubblicato il 03-06-2016


Guests hold posters of the 'recognition now' organization reading "RecognitionNow says Thank you" during a meeting of the German Federal Parliament, Bundestag, in Berlin, Germany, Thursday, June 2, 2016. The German Parliament is to vote Thursday on whether to label the killings of Armenians by Ottoman Turks a century ago as genocide. (AP Photo/Michael Sohn)

Guests hold posters of the ‘recognition now’ organization reading “RecognitionNow says Thank you” during a meeting of the German Federal Parliament. (AP Photo/Michael Sohn)

Era un voto scontato, ma la decisione di Berlino avrà conseguenze nei rapporti con Ankara tutt’altro che scontate. Subito dopo l’approvazione del testo sul riconoscimento del genocidio armeno da parte del Bundestag, passato quasi all’unanimità (un solo no e un’astensione), la Turchia ha richiamato il proprio ambasciatore. Il destino degli armeni “è esemplare della storia degli stermini di massa, delle pulizie etniche, delle deportazioni e dei genocidi che hanno segnato in modo così terribile il Ventesimo secolo”, si legge nel documento, che condanna anche la complicità e il “ruolo inglorioso” del Reich tedesco, allora principale alleato militare dell’Impero ottomano: pur avendo ricevuto precise informazioni sullo sterminio “non provò a fermare questi crimini contro l’umanità”.
Albert Weiler, membro del partito dei cristiano-democratici, ha affermato che la Germania aveva un “dovere storico” di riconoscere il brutale massacro degli armeni, e ha precisato:

“Senza questa ammissione non possono esserci perdono e riconciliazione. La sofferenza non ha limiti di tempo. Il genocidio non rimarrà mai nel passato. Riconoscere il genocidio costringerà il governo della Turchia a fare un passo coraggioso e a guardare alla propria storia”.

Angela Merkel ha voluto ricordare che “Germania e Turchia sono unite da molte cose e, anche se ci sono divergenze di vedute su una determinata questione, la portata delle nostre relazioni e dei nostri rapporti strategici e di amicizia è molto grande”. Vogliamo contribuire a promuovere il dialogo tra Armenia e Turchia, ha aggiunto la cancelliera, ma il Presidente Erdogan è su tutte le furie e ha annunciato che la decisione di Berlino avrà serie conseguenze. Minaccioso anche il tono del vicepremier turco, Numan Kurtulmus, che ha definito la risoluzione un “errore storico”, mentre il premier Binali Yildirim ha definito il voto “ridicolo”, aggiungendo che quanto accaduto “è stato un evento normale che si è verificato in condizioni di guerra nel 1915″.

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