venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Giornata dei Rifugiati. I turchi sparano sui profughi
Pubblicato il 20-06-2016


siriaMentre è ancora in stallo l’accordo tra Ankara e Bruxelles sui migranti, le guardie turche sparano contro i profughi uccidendone almeno undici, di cui quattro bambini. Secondo l’Osservatorio per i diritti umani siriano, i profughi siriani stavano cercando di attraversare il confine tra Kherbet al-Jouz (nel nordest della Siria) e la provincia turca di Hatay, quando l’esercito turco ha fatto fuoco su di loro, il gruppo si trovava nei pressi della città siriana di Jisr al-Shugour, controllata da gruppi jihadisti. Nella sparatoria sono rimaste ferite anche altre otto persone.
Immediata la reazione di Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia che parla di ‘gesto criminale’. “Quattro bambini innocenti uccisi dall’esercito mentre tentavano di entrare in Turchia, in fuga da una guerra che dura da 5 anni, senza soluzione, basta così. È un atto che, se confermato, non ha precedenti, insopportabile”. “Chiunque spara a dei bambini che tentano di fuggire dal terrore è un criminale, come criminale è anche chi li costringe alla fuga dal loro Paese”.
La Turchia risponde assicurando che verrà avviata un’indagine approfondita sui fatti e sottolinea che nel Paese vige la politica delle “porte aperte” e di assistenza per le persone in fuga dalla guerra, ma gli stessi cittadini turchi sanno che si tratta di pura retorica. Non è la prima volta che i soldati di Ankara sparano sulle persone in fuga.
Il governo turco non solo ha eretto un muro sul confine con Kilis, ma a Onu, Ban Ki-moon ha costruito un immenso campo profughi dove lavorano anche piccoli profughi tra i sette e i dieci anni.
Intanto oggi l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) in occasione della Giornata mondiale del rifugiato ha fatto sapere che il numero di persone fuggite da guerre, persecuzioni e violenze nel mondo ha segnato un record storico di 65,3 milioni a fine 2015, il 9,7% in più rispetto al 2014, quando il totale era di 59,5 milioni. Secondo l’Unhcr, circa la metà dei rifugiati di tutto il mondo sono bambini e la principale causa mondiale di fuga resta la guerra in Siria.
A rispondere all’allarme anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon: “Lo scorso anno oltre un milione di rifugiati e migranti sono arrivati in Europa attraverso il Mediterraneo, migliaia sono morti. L’aumento della xenofobia e delle restrizioni in materia di accesso all’asilo sono diventati sempre più visibili in alcune regioni, dove lo spirito di condivisione delle responsabilità è stato sostituito dall’intolleranza”, ha concluso sottolineando però che in molti paesi ci sono state “straordinarie manifestazioni di solidarietà”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante l’occasione fa appello all’Unione europea, in un messaggio inviato al delegato dell’Unhcr Stephane Jaquemet, per il Sud Europa: “L’Italia è da tempo impegnata in prima linea, determinata a continuare a fornire un contributo convinto e costruttivo, su molteplici fronti, richiedendo con forza un impegno autenticamente corale da parte della comunità internazionale, a partire dall’Unione Europea”. “I rifugiati arricchiscono il nostro Paese – ha spiegato il presidente italiano – l’Italia soffre di un tasso di demografia basso e l’arrivo di giovani di talento e capacità, se ben governato, la arricchisce”.

Liberato Ricciardi

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