mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Governo battuto al Senato. Ala vota con Forza Italia
Pubblicato il 23-06-2016


Riforme-SenatoGoverno battuto al Senato su un ddl di ratifica di 5 accordi internazionali in materia di lotta al terrorismo. Grazie anche ai voti di Ala e alcuni senatori di Ap, la maggioranza va sotto su un emendamento di Forza Italia, a firma Palma-Caliendo e altri, e scatta l’allarme rosso tra i renziani. Luigi Zanda protesta: ”E’ stata una manovra politica”.

Le opposizioni esultano e cantano vittoria. Come sempre in questi casi, è un ‘combinato disposto’ di fattori la causa dello scivolone. Numeri alla mano, certamente ha inciso l’assenza di vari senatori Pd in Aula, visto che dei 113 componenti il gruppo Dem ne erano presenti soltanto 80. Mancavano, dunque, all’appello 33, alcuni dei quali assenti giustificati, altri no. Non solo, ma al momento della votazione dell’emendamento Caliendo, 7-8 senatori Dem avrebbero lasciato l’emiciclo. Se si tiene conto, poi, che tutti i verdiniani e 9 dei 32 parlamentari Ap hanno votato con l’opposizione, il gioco è fatto.

Secondo alcune fonti azzurre, gli uomini di Denis Verdini sarebbero stati determinanti in ben tre occasioni. Non solo durante il voto all’ l’emendamento di Fi che ha provocato la bocciatura del governo, ma pure prima del ‘fattaccio’, quando hanno respinto gli emendamenti delle opposizioni, e successivamente, quando sono usciti dall’Aula (per ascoltare una dura reprimenda di Verdini, raccontano alcuni) ed è mancato il numero legale sugli articoli restanti del provvedimento. Fatto sta che alla fine, la maggioranza si è ritrovata sotto ed è stata sospesa la seduta. Una volta ripresa, però, visto che il numero legale è mancato due volte di seguito, il presidente di turno del Senato, Roberto Calderoli, ha deciso di rinviare a una prossima seduta l’esame del ddl anti-terrorismo.

Prima del rinvio a una nuova seduta, l’Aula di palazzo Madama ha approvato, stavolta con parere favorevole del governo, un altro emendamento di Forza Italia, che prevede una pena non inferiore a 20 anni per chi utilizza materia radioattiva o un ordigno nucleare per finalità di terrorismo.

Minimizza il presidente dei senatori di Area popolare Ncd-Udc, Renato Schifani per il quale non vi è stato “nessun fatto politico ma squisitamente tecnico, e quindi nessun messaggio al governo. Il voto di oggi sull’emendamento Caliendo da parte di alcuni senatori del gruppo di Area popolare e’ motivato dalla maggiore sensibilità di questi che, secondo la propria coscienza, hanno ritenuto di inasprire le sanzioni nei confronti di un grave reato quale quello configurato da atti di terrorismo nucleare”.

Redazione Avanti!

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