domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Guerre stellari in musica: un omaggio
a John Williams
Pubblicato il 01-06-2016


Stéphane Denève, direttore

Il direttore Stéphane Denève

Per descrivere in modo chiaro ed informativo ciò che il pubblico romano ha veduto in questi giorni all’Auditorium Parco della Musica  basterebbero le poche righe dell’ufficio stampa della Fondazione capitolina, che compendiano sinteticamente la volontà dell’Accademia ceciliana di connubiare con il cinema per rendere omaggio ai grandi compositori di colonne sonore, le quali hanno fatto epoca per la gioia di grandi e piccoli, ancora vive nella memoria.

Testualmente si legge: “Ancora un omaggio dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia al cinema “in musica” e a John Williams, direttore d’orchestra e compositore statunitense, fecondo e pluripremiato autore di colonne sonore, vincitore di 5 premi Oscar. Nel concerto di sabato 28 maggio ore 18 – lunedì 30 ore 20,30 – martedì 31 ore 19,30 (Sala Santa Cecilia), diretto da Stéphane Denéve, si ascolteranno alcune delle musiche più apprezzate di Williams, legate in maniera indissolubile ai capolavori di Steven Spielberg (E.T: l’extraterrestre e Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo) e di George Lucas (Guerre Stellari)”.

Ed ancora: “Infine, la bacchetta di Denéve si leverà per la colonna sonora più nota ed eseguita di sempre, quella destinata al capolavoro cinematografico (nel quale il contributo musicale di Prokofiev è decisivo) di Sergej Eisenstein  Alexander Nevskij, spettacolare epopea della vittoria russa contro gli invasori teutonici che vedrà protagonisti il Coro ceciliano, preparato da Ciro Visco, e il mezzosoprano Varduhi Abrahamyan”.

Un concerto veramente  straordinario con alle spalle del pubblico le maschere dei protagonisti della musica di John Williams (New York 1932) che si aggiravano silenziose, quasi per un riavvcinamento del “terzo tipo”, ancora necessario.

Il maestro francese Stèphane Denève ha introdotto il concerto, parlando in lingua italiana, ieri sera (ultima replica) con delle parole semplici che rievocavano l’atmosfera dei film concertati e soprattutto come la musica sia stata per questi capolavori essenziale per il grande successo che hanno avuto.

Michele dall'Ongaro, al centro

Michele dall’Ongaro

La direzione è stata straordinaria e alla fine della prima parte, brandendo la spada luminosa, il maestro ha motteggiato sulla possibilità di tenerla come bacchetta  per dirigere  “questa magnifica Orchestra e coro di Santa Cecilia”. Idea subito abbandonata, supportato dall’applauso del pubblico: “Sarebbe impossibile oltre al peso, non fare del male a chi mi sta vicino”.

La seconda parte  si è aperta con l’Aleksandr Nevskij di Sergej Prokof’ev (Sonzovka 1891 – Mosca 1953). Opera 78 splendida, cantata per mezzosoprano, coro e orchestra, che ha visto allo stallo il mezzosoprano armeno Varduhi Abrahamyan, già nota agli appassionati della lirica per aver cantato recentemente  nell’opera Benvenuto Cellini al Teatro Costanzi di Roma.

Questo capolavoro venne rappresentato per la prima volta a Santa Cecilia nel 1953 diretto dal maestro Guido Cantelli, mezzosoprano Myriam Pirazzini. Mancava da Roma dal 2011, diretto da Vasily Petrenko, mezzosoprano Ekaterina Semenchuk.

In sala un pubblico variegato, misto anche da un punto di vista generazionale, applaudiva ogni qualvolta la musica, soprattutto quella di Guerre Stellari, gli ricordasse l’infanzia o la crescita dei figli. Tanto che il maestro al termine di un movimento ha fatto discretamente, senza voltarsi, cenno di farlo continuare.

Anche questo è qualcosa che si muove secondo noi in senso positivo: ci si avvicina alla musica classica senza troppi pregiudizi, cercando di viverla e capire a ristoro dell’anima e arricchimento della conoscenza.

Se poi ad ogni concerto il direttore, o chi per lui,  spiegasse brevemente ciò che si va ad ascoltare non sarebbe male: anche prima di ogni bis. Non tutti acquistano il libretto e crediamo che questa “cortesia” possa rientrare negli applausi che alla fine  gli intervenuti tributano senza incertezze e a lungo.

Guerrino Mattei

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