giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

“I panni sporchi si lavano in famiglia”? Sì, però, serve parlarne…
Pubblicato il 16-06-2016


“I panni sporchi ,si è sempre detto,si lavano in famiglia”.Condivido in gran parte questa antica massima popolare,tuttavia… Tuttavia ,qualche volta,le cose dobbiamo dircele con chiarezza,senza timori,senza la paura che possano essere strumentalizzate all’esterno . La franchezza e l’onestà  devono sempre caratterizzare il comportamento  dei socialisti.  Di questo ne sono sempre stato convinto . Un compagno della direzione,dal nome importante, mi ha inviato una mail per avvertirmi che la campagna elettorale “non è un pranzo di nozze”. E chi ha mai pensato il contrario ? Sarò pure un “novellino” della politica militante,ma non ho mai ritenuto che le elezioni si vincono con i baciamano .Mi sono però sempre rifiutato con forza di accettare deteriori compromessi , intese scorrette e , anche se consentite dalla legge , fanno rivoltare la mia coscienza (Un esempio ? Gli abbinamenti delle candidature di un uomo con molte donne al solo scopo di moltiplicare i voti ). Qualcuno potrebbe obiettare : forse è per questo che avete perso… Non è vero:  se abbiamo perso (parlo soprattutto della capitale ,in cui sono stato capolista di “Una rosa per Roma”) ,non è certo per questo. C’è  chi sostiene che in realtà non abbiamo vinto,ma neanche perso ,anche perché ( a parte il “fenomeno” Cinque stelle” ) tutti hanno perso elettori ;  nel nostro piccolo ,di voti ne abbiamo guadagnato quasi 2500. Una piccola cosa,certo, ma non siamo arretrati. L’obiettivo , è noto,non è stato raggiunto : dovevamo conquistare un seggio al Campidoglio e non ce l’abbiamo fatta ,forse abbiamo fatto male a venderci la pelle dell’orso prima di catturarlo. Questo significa impegnarci di più nel prossimo futuro,nelle prossime competizioni elettorali,referendum compreso. Su questo mi piacerebbe aprire una parentesi .Il Psi ha deciso ,non senza perplessità, per il “si” .Le motivazioni sono note anche perché il congresso di Salerno è ancora “caldo” e c’è una decisione della Direzione socialista che ha promosso la costituzione dei  “Comitati per il sì”. A mio parere non si possono consentire i “Comitati per il no” all’interno del partito,così come è stato annunciato da alcuni candidati durante la campagna elettorale per le amministrative. Ma di questo avremo modo di parlarne più in là .

In un’assemblea dei candidati ,che abbiamo tenuto qualche giorno fa , la grande maggioranza era ben lontana dai trionfalismi di maniera,che nascondono tante  realtà. La verità è che la partita è stata giocata male,senza allenatore e senza neppure guardialinee. Si sa che se la partita si fosse vinta tutti avrebbero accampato grandi meriti. Stavolta è stato difficile attribuirseli ,anche perché una parte del gruppo dirigente  ha gettato la spugna prima ancora di combattere.  Ora però tutti cercano di “scaricare” sul vicino ,oltre che sull’avversario,ogni responsabilità.

Era sicuramente una situazione elettorale molto difficile: lo è stata per le grandi liste,ben organizzate con squadre di tutto rispetto e  ben foraggiate finanziariamente,figuriamoci per una lista civica nuova, come la “Rosa”,poco conosciuta,povera, che ha trovato scarsissima visibilità sui media. Non  è stata  aiutata neppure dal candidato sindaco Giachetti , per le disattenzioni nei confronti di alcune liste civiche ( ma soprattutto la nostra) ,forse dovute ai troppi impegni concomitanti. Non è stato presente alla conferenza stampa di presentazione della lista e neppure alla chiusura della nostra campagna elettorale,senza  che il suo staff si preoccupasse di  organizzare un’altra manifestazione con la nostra attiva presenza. Ma,ovviamente, non sono state solo queste le ragioni della nostra “sconfitta”: la diaspora di alcuni grandi elettori ,che hanno favorito la presentazione di candidati socialisti in altre liste, danneggiando “Una rosa per Roma”, l’eccesso di competitività dei candidati ,convinti a torto che potevano essere tutti eletti consiglieri (creando disagi,esasperazioni e l’affollamento delle richieste di sostegni agli stessi uomini , strutture e organismi,compresi quelli sindacali), la carenza pressoché assoluta di  un coordinamento dei candidati,lasciati a “briglia sciolta”,nella illusione di costituire , in modo “anarchico” ,una squadra vincente. E senza rispettare i ruoli,che comunque esistono anche in una lista civica  ( il capolista,il segretario della federazione,ecc. ).Poi ,in una competizione di questo genere,   si sono anche inseriti  i furbi e i furbastri che hanno costituito, a spese proprie o di altre strutture istituzionali,un proprio Comitato elettorale, per dimostrare agli altri che erano comunque “ i più forti”,in vista di future elezioni .

C’è anche dell’altro,ma  per amore di partito e degli ideali socialisti ,mi fermo qui. Vorrei solo ribadire che in futuro i candidati ,di una lista civica o di partito,dovrebbero essere selezionati  in modo più rigoroso,Non conta molto essere eterosessuali , gay o trans,italiani di nascita o di origine straniera, perché i diritti umani vanno sempre rispettati . Conta però molto la passione per gli ideali laici e socialisti,il rispetto delle regole e delle leggi,il desiderio di voler cambiare le cose ,indipendentemente dal proprio destino personale. Non è con le esasperate ambizioni personali che si conquistano le barricate,ma con la tenacia,la forza delle idee collettive di giustizia sociale   e di democrazia.

 

Aldo  Forbice

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. caro Forbice, hai elencato problemi che vanno discussi in modo approfondito senza gettare la spugna; purtroppo per recuperare una situazione difficile come quella romana ci vuole tempo, costanza e pazienza; senza dimenticare che i risultati non arriveranno presto; poi i giochi interni sono quelli che hanno contribuito in modo determinante a ridurre il PSI a Romanello stato attuale,. buon lavoro e buona fortuna.

  2. Mah…a cose fatte, quando non sono andate come si sperava ( ma qual’era la previsione ‘reale’?), si fa presto a dire : si poteva fare questo, si poteva fare quello.. Non so perchè Giachetti non sia stato presente, e non voglio banalizzare dicendo che è sempre ‘ il solito gioco’, magari avrà avuto le sue ragioni, ma un pochino, permettete, ne dubito. Non insisto con il ricordare che questo maniera è tipica di una certa politica, perchè infine viene tollerata, come se il gioco diventasse innocuo se si vince, ma invece, a mio parere, andrebbe smontato questo e ben altri…
    sarebbe interessante un ampio dibattito su valori etc, senza nessun sfondo nè elettorale nè di posizioni. (utopia?)

  3. E’ difficile se non impossibile farsi un’idea, o esprimersi, su quanto avviene lontano da noi, geograficamente parlando, ma il leggere “..i ruoli, che comunque esistono anche in una lista civica (il capolista, il segretario della federazione, ecc. )” mi porta a fare una considerazione di carattere generale, visto che anche dalle mie parti c’è un fiorire di liste civiche, e di riflessioni al riguardo.

    Riferendomi ai Comuni con popolazione inferiore ai quindicimila abitanti, dove di fatto funziona il sistema “maggioritario”, anche in passato c’erano le liste civiche, alle quali partecipavano per solito esponenti di partiti diversi, ed alleati, oltre a candidati indipendenti, e il “logo” era per solito “neutro”, senza richiami ai simboli di partito, ma se ben ricordo i candidati “politici” della lista venivano presentati riportando a fianco del nome il partito di appartenenza, così che l’elettore poteva conoscere l’orientamento politico della lista medesima.

    E’ vero che la lista civica viene convenzionalmente data come una formazione indipendente dai partiti, e quelle di allora a ben vedere non lo erano, ma il legame ai partiti era comunque esplicito e dichiarato, ed era quindi naturale che le segreterie dei partiti dessero altrettanto esplicitamente il loro appoggio alla lista dove si sentivano rappresentate.

    Poi, col sopraggiungere della disaffezione verso la politica, si è semmai preferito non identificare “politicamente” alcun componente della lista civica, in modo da rimarcare il carattere civico ed autonomo della stessa, ma io credo che una tale formula vada bene se effettivamente la lista non ospita figure di partito, diversamente preferirei il vecchio criterio di cui dicevo (perché preferisco la POLITICA che si espone).

    Paolo B. 16.06.2016

  4. Caro Forbice apprezzo la tua correttezza; ti faccio presente, dal momento che hai partecipato al congresso, che è stato solo una passerella per nencini per accreditarsi nel pd e per garantirsi la prossima elezione. Ti faccio presente, inoltre, che sui problemi Costituzionali non può esistere disciplina di partito e non si può accettare di votare sì ad una deforma che apre la strada ad un nuovo fascismo e chi si presta a questo gioco certamente socialista non è.

Lascia un commento