mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Istat. In Italia sono sempre meno gli italiani
Pubblicato il 10-06-2016


crollo demograficoEra stato chiaro, nella giornata di ieri, il presidente della BCE Mario Draghi al Brussels Economic Forum: molto è stato fatto negli ultimi anni, soprattutto nell’attuazione di riforme strutturali, soprattutto nei Paesi più colpiti dalla crisi economica degli ultimi anni. Nonostante l’impegno profuso però non si riesce a contrastare il calo demografico che stiamo vivendo. Un dato di fatto, avvalorato dall’irrefutabilità dei numeri: il prossimo decennio vedrà la graduale diminuzione della popolazione in età da lavoro e, di conseguenza, la crescita occupazionale si avvierà verso una decelerazione, nonostante le riforme.

A confermare – almeno per quanto attiene alle previsioni demografiche future – le parole di Draghi è l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) che ha rilevato come al 31 dicembre 2015 i residenti in Italia siano 60.665.551 persone di cui l’8,3% dei residenti a livello nazionale sono stranieri.

Per la prima volta in novant’anni, viene registrata una consistente diminuzione. Il saldo complessivo, infatti, segna meno 130.061 unità e, a prescindere da qualsivoglia valorialità del dato, riguarda esclusivamentela popolazione di cittadinanza italiana (-141.777 unità) mentre è in aumento la popolazione straniera (+11.716 unità).

Le nascite scendono sotto il mezzo milione

I nuovi nati, nel 2015, non raggiungono il mezzo milione. Il Bel Paese registra 16.816 nascite in meno rispetto al 2014 e, volendo guardare ancora più indietro, circa 90 mila in meno rispetto agli ultimi sette anni. Benché non direttamente dimostrato è chiaro che c’è una correlazione tra la concomitanza della crisi economica e la diminuzione delle nascite. Stessa cosa è valevole per il calo dei matrimoni registrati a partire dal 2008.

In aumento i decessi

Pari a 647.571 unità risulta il numero dei decessi, superiore di 49.207 unità a quello del 2014. Risulta il valore più elevato dal 1945. Se l’aumento, per alcuni, potrebbe essere legato a fattori meramente fisiologici correlati ad una popolazione che invecchia, il dato del 2015 è attribuibile a fattori congiunturali e strutturali.

Nuovi cittadini italiani

Si conferma il trend di crescita dei nuovi cittadini italiani, nel 2015 sono circa 178 mila, oltre 35 ogni mille, con un consistente incremento rispetto al 2014 (+37%). Nel conteggio sono comprese le acquisizioni e i riconoscimenti della cittadinanza per matrimonio, naturalizzazione, trasmissione automatica al minore convivente da parte del genitore straniero divenuto cittadino italiano, per elezione da parte dei 18enni nati in Italia e regolarmente residenti ininterrottamente dalla nascita, per ius sanguinis.

Nazionalità diverse in Italia

Circa 200 le nazionalità presenti nel nostro Paese; per oltre il 50% (oltre 2,6 milioni di individui) si tratta di cittadini di un Paese europeo. La cittadinanza maggiormente rappresentata è quella rumena (22,9%) seguita da quella albanese (9,3%).

Benché Camillo Langone, sulle colonne de Il Foglio, intraveda nell’aumento delle donne laureate una delle ragioni del calo demografico, sarebbe utile, soprattutto più corretto, chiedersi se il problema non risieda piuttosto in un mercato del lavoro alla deriva che non premia i giovani, indipendentemente dal titolo di studio.

Certo è che i dati non sono dei più soddisfacenti e bisognerebbe rifletterci seriamente. Soprattutto in un Paese in cui l’età media è pari a 44,7 anni. Un Paese non certo vecchissimo ma neppure infante.

Antonio Fiore

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