venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il punto più basso
de “La Repubblica”
Pubblicato il 09-06-2016


La stretta sui giornali è impressionante. Questa si sta dimostrando la stagione più cupa dell’informazione italiana. Ero convinto che con le violazioni deontologiche (sanzionate persino dall’Ordine dei giornalisti) del propagandista Vittorio Feltri si fosse toccato il fondo nella stampa italiana. Però, dopotutto, per “Il Giornale” fu abbastanza comprensibile, è l’organo di famiglia di Berlusconi e quindi organo di “partito”, e il suo compito istituzionale è di non dare informazioni, ma di fare dalla prima all’ultima riga esclusivamente propaganda politica per il padrone. E di foraggiare i maggiordomi liberaloidi che ancora stanno aspettando la “rivoluzione liberale” su un albero di Arcore. Tutto questo ovviamente non ha nulla a che fare col giornalismo. Basta saperlo.
Però mi sbagliavo, non è “il Giornale” (o “Libero”) il punto più basso della stampa di regime. Oggi il testimone del “giornalismo” di pura propaganda è passato saldamente nelle mani di “Repubblica”. I redattori e i collaboratori si sono adeguati prontamente, così il nuovo direttore quotidianamente può allestire la “Nazione di Renzi”. E fin qui, pazienza. Giudicheranno i lettori, speriamo con severità. Ma oggi si è compiuto l’ultimo miglio verso il servilismo di regime. Consiste non nel distorcere le notizie, ma di crearne di false a tavolino. Oggi “Repubblica” spara in seconda e terza pagina una notizia: “Ecco il patto Lega-M5S” per i ballottaggi”. Il lettore legge soddisfatto e si dice tra sé e sé: bello scoop di “Repubblica”, sono veramente bravi, chissà come si sono procurati il testo di questo patto”. La notizia è ghiotta, peccato che la stessa “Repubblica” nell’“occhiello” riveli la verità: il patto non c’è, abbiamo scherzato, vi diciamo solo che esiste “la tacita alleanza tra la destra e i grillini….”. Come tacita? La notizia clamorosa di “Repubblica” sarebbe che due partiti che stanno all’opposizione qualche volta votano contro il governo? E allora? Nella prima repubblica il Pci aveva la tacita alleanza col Msi perché spesso e volentieri entrambi votavano NO ai governi centristi o del centrosinistra? Immaginate le pernacchie che avrebbero accolto il “Corriere della sera” se a quei tempi avesse titolato sotto elezioni: “Ecco il patto Pci-MSI. … La tacita alleanza per votare contro la Dc”.
Riconosciamo la mano. Questa è la linea Boschi, evidentemente è lei la nuova direttrice di “Repubblica” che ha voluto avvalorare con una scemenza autorevole una sua personale scemenza di qualche giorno fa sul referendum costituzionale. Si sa che la Boschi ha un’esperienza politica assai limitata, ma anche nella più lontana e minuscola circoscrizione appare del tutto ovvio che le opposizioni, da versanti opposti, contrappongano il loro NO alla maggioranza. Dov’è la novità scandalosa, se non nel fatto che “Repubblica” avvalori questa cialtronata con un titolo falso, pur di recuperare qualche voto per Giachetti e qualche quattrino per l’editore?
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1. “ROMA È NOSTRA”. Buone notizie. Quando il gioco si fa duro, scendono in campo gli interessi. Erano stati silenziosi nella campagna elettorale, ma aperte le urne si sono terrorizzati. Sono bastate poche ore e hanno capito che avrebbero dovuto gettare la maschera e giocare il tutto per il tutto, altrimenti niente affari, niente mazzette, niente belle torte per la corruzione.

In un giorno è risorta “Roma è nostra”.

Così con l’avallo dei giornali di regime il problema principale di Roma è diventato quello delle Olimpiadi del 2024. Montezemolo, esponente di punta di quella borghesia foraggiata da sempre dallo Stato, si è messo in testa che saranno i suoi ricatti ad essere decisivi: se vincesse la candidata sindaco del M5S, Virginia Raggi, – ha dichiarato – «saremmo costretti a ritirare la candidatura mentre siamo vicini alla meta». Speriamo vivamente che il giorno della vittoria di Raggi, il prode Montezemolo, per un minimo di coerenza si dimetta immediatamente dal suo incarico. Dopo la sua catastrofica esperienza politica il personaggio Montezemolo cerca ancora di darsi da fare, ma non è colpa sua se il suo ricatto è davvero grossolano e ha raggiunto solo lo scopo di rivelare chi c’è dietro alla foglia di fico- Giachetti. Noi lo sapevamo, ma è bene che ne siano totalmente consapevoli gli elettori romani. Lo dico sul serio: Giachetti ci fa sempre più pena. Sono i suoi amici che s’industriano a danneggiarlo.

Enzo Marzo

Critica Liberale

asterischi (n.23) – il punto più basso di “repubblica”, giornale di regime – “roma è nostra”

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