domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

CRESCE IL LAVORO
Pubblicato il 09-06-2016


Lavoro-Renzi

Buone notizie dall’Istat che ha registrato un aumento dell’occupazione in Italia sotto la spinta dei contratti a tempo indeterminato e degli over 50. E’ quanto emerge dall’analisi sul mercato del lavoro dell’Istat secondo cui “i primi tre mesi dell’anno in corso hanno determinato una crescita complessiva di 242 mila occupati su base annua, con un contributo decisivo dell’occupazione dipendente a tempo indeterminato (+341 mila), a fronte della sostanziale stabilità di quella a termine e del calo degli indipendenti, concentrato tra i collaboratori e gli autonomi senza dipendenti”.

Aumenta l’occupazione
Secondo l’Istituto di statistica l’occupazione nel primo trimestre del 2016 è pari, al netto degli effetti stagionali, a 22 milioni 558 mila persone, in moderato aumento rispetto al trimestre precedente (+0,1%), con un nuovo incremento dei dipendenti a tempo indeterminato (+0,5%, +75 mila), a fronte della diminuzione dei dipendenti a termine (-2,4%, -57 mila) e della stabilità degli indipendenti. Aumenta inoltre l’occupazione tra gli over50: “Divaricazioni si osservano anche in relazione alle dinamiche degli occupati per classe di età, con un aumento per i 50-64enni a fronte di lievi diminuzioni per i 15-34enni e per i 35-49enni”, si legge. Un aspetto significativo delle dinamiche recenti del mercato del lavoro è costituito dal calo, sia congiunturale sia tendenziale, degli inattivi. Ma l’aumento dello 0,3 % congiunturale del Pil nel primo trimestre è stato caratterizzato da “un crescente utilizzo di lavoro: le ore complessivamente lavorate aumentano dello 0,5% sul trimestre precedente e del 2,1% su base annua”. Inoltre l’incremento dei passaggi da disoccupazione a occupazione aumenta soltanto per gli uomini e i giovani 15-34enni, ed è maggiore tra i residenti nel Centro-nord e tra i laureati. Il tasso di disoccupazione rimane però invariato all’11,6% rispetto al trimestre precedente e diminuisce di quasi 1 punto percentuale rispetto ai primi tre mesi del 2015, con un calo tendenziale di 127 mila disoccupati di lunga durata.

L’assemblea di Confcommercio
Ma non è la sola notizia sul fronte economico. Renzi intervenendo all’Assemblea di Confcommercio ha preso qualche fischio da alcuni contestatoti ai quali ha risposto con i numeri: “I numeri di posti di lavoro dell’Istat qualsiasi paese che non vive di rancore ideologico dovrebbe accoglierli con uno sguardo sorridente. Dal febbraio 2014 sono 455mila posti in più, più 390mila a tempo indeterminato. Aver cancellato l’articolo 18 non ha tolto diritti. I numeri dell’Istat – ha detto ancora – riguardano soprattutto i posti a tempo indeterminato, c’è un record storico. Ma contemporaneamente i lavoratori autonomi e le piccole medie imprese sono ancora in sofferenza. I risultati sono sì positivi ma non ancora sufficienti a rilanciarci”.

Per il segretario del Psi Riccardo Nencini, bisogna già da ora pensare alla prossima legge di stabilità per affrontare “con decisione le tante povertà. Tre le nostre priorità: aumento delle pensioni minime finanziando il provvedimento con una maggiore tassazione del gioco d’azzardo; un ‘piano casa’ che affronti la fame di alloggi; sostegno agli studenti meritevoli e in condizione di bisogno”.

L’Iva non si tocca
Parlando di impegni il presidente del consiglio ha aggiunto di ritenere “irrinunciabile per la crescita nel 2017 di non aumentare l’Iva. Ma l’Iva non si tocca più dal 2013, le clausole non sono mai state toccate dal nostro governo, l’ultimo aumento è scattato nell’ottobre di quell’anno, noi siamo in carica dal febbraio 2014″. “Nei prossimi mesi – ha aggiunto – ci sarà una discussione se intervenire di più su Irpef o su una misura di riduzione del cuneo o di Ires”.
Non si è detto del tutto soddisfatto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli che in apertura dell’Assemblea 2016 della Confederazione ha detto che “un anno fa parlavamo di ripresa, ma fu una previsione che si è realizzata solo in parte”. In dodici mesi “occupazione, consumi, produzione, fiducia e credito hanno avuto andamento altalenante, non riuscendo ad imprimere un cambio di passo alla ripresa”. Lo scenario internazionale “è altrettanto ridicolo, tassi di interesse e tassi di cambio dovrebbero spingere investimenti ed esportazioni, che invece non stanno funzionando”. Per Sangalli siamo di fronte “ad una ripresa senza slancio e senza intensità”. E ancora: “Siamo pronti a dare il nostro contributo per un Paese più moderno e giusto, perché su riforme ed equità si gioca il destino dell’Italia”. “Abbiamo da tempo sostenuto la necessità e l’urgenza di riforme istituzionali- ha aggiunto Sangalli – soprattutto per rafforzare la governabilità del Paese e promuovere l’economia diffusa, che richiede decisioni chiare e rapide. Per noi ora – ha terminato il presidente Confcommercio – è importante che si sviluppi nel Paese un approfondito dibattito sui contenuti delle riforme”.

La Cassazione e l’articolo 18
Dalla Cassazione è arrivato una sentenza che ha stabilito che nei licenziamenti del pubblico impiego si applica ancora l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e non la disciplina prevista dalla legge Fornero. Tanto meno quella arrivata dopo con il Jobs act. Lo ha confermato la Cassazione con una sentenza della sezione lavoro. Viene così confermata l’esistenza di un doppio binario tra pubblico e privato per le regole sui licenziamenti. La riforma Fornero del mercato del lavoro aveva limato l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, che prevede la possibilità di reintegro del dipendente in caso di licenziamento illegittimo. Con il Jobs act, poi, il reintegro è stato di fatto limitato ai casi di licenziamento discriminatorio, quello basato su motivi di razza o religione ad esempio, sostituendolo in quasi tutti gli altri casi con un indennizzo in denaro. Ma da tutte queste modifiche restano fuori i dipendenti pubblici, come confermato dalla Cassazione. Per loro in caso di licenziamento illegittimo, scatta sempre il reintegro nel posto di lavoro.

Redazione Avanti!

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