domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Istat. Crescita moderata,
ma prospettive in calo
Pubblicato il 07-06-2016


Mutui-prestiti-economia-ripresaLuci e ombre sull’economia italiana che continua a crescere con un “ritmo moderato” ma con prospettive in calo. L’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana infatti ha segnato un ulteriore calo, suggerendo “il rallentamento nel ritmo di crescita dell’attività economica nel breve termine”. È l’avvertimento che arriva dall’Istat nella nota mensile pubblicata oggi. Dopo i dati di Bankitalia anche l’Istituto Nazionale di Statistica sottolinea che ai risultati positivi registrati nel primo trimestre si affiancano “alcuni segnali di debolezza nelle aspettative delle imprese e negli ordinativi del settore manifatturiero”.

Nel primo trimestre del 2016 la spesa delle famiglie residenti, ha registrato l’Istat, è cresciuta su base congiunturale allo stesso ritmo del trimestre precedente (+0,3%). Gli aumenti più rilevanti – spiega la nota dell’Istat – si sono registrati nella spesa in beni non durevoli (+0,7%) e in quelli durevoli (+0,5%, in rallentamento rispetto ai trimestri precedenti) mentre le spese per i servizi sono risultate più deboli (+0,2%). Anche la spesa delle amministrazioni pubbliche ha registrato un lieve incremento (+0,2%). In maggio è proseguito il calo di fiducia dei consumatori iniziato a gennaio. Nell’ultimo mese risultano in peggioramento le valutazioni sul clima economico e, in misura più lieve, sul clima futuro. Il mercato del lavoro mostra un andamento articolato nelle sue componenti. Ad aprile l’aumento degli occupati ha riguardato sia gli uomini (+0,3% su base congiunturale) sia, in misura minore, le donne (+0,1%. La crescita ha coinvolto i dipendenti a carattere permanente (+0,2%, 35 mila occupati in più), a fronte di una sostanziale stabilità di quelli a termine e ha riguardato anche gli indipendenti (+0,3%).

Nello stesso mese, il tasso di disoccupazione ha ripreso ad aumentare (11,7%, un decimo in più rispetto a marzo), come effetto dell’evoluzione della componente femminile: il tasso di disoccupazione delle donne è infatti cresciuto di cinque decimi di punto rispetto a marzo, toccando quota 12,8%. Tale andamento è legato alla crescita del numero di donne in cerca di occupazione (+4,2% in un mese) in corrispondenza di un calo delle inattive (-0,8%) che riflette, presumibilmente, un aumento dell’intensità nella ricerca di lavoro. Contempo-raneamente, il tasso di disoccupazione maschile ha proseguito la discesa, raggiungendo ad aprile il 10,8%, un decimo di punto in meno rispetto al mese precedente.

Ma il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan esprime comunque ottimismo: “È un indebolimento delle aspettative di crescita, attendiamo i dati definitivi. Io continuo ad essere fiducioso che l’Italia vada meglio di altri paesi in una economia globale che stenta un po’”. Per Padoan è un dato isolato a cui non bisogna dare “troppa importanza”. “Vedere che i mutui ripartono è un segnale incoraggiante, vuol dire che l’economia sta tornando alla normalità rispetto alla crisi e in condizioni di miglioramento rispetto al passato”. “La ripresa si rafforza e continuerà a farlo nei prossimi mesi e anni”, ha ribadito il ministro.

Edoardo Gianelli

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