sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Al teatro Opera Jessica Pratt è Linda di Chamounix di Gaetano Doninzetti
Pubblicato il 20-06-2016


Scena atto terzoCon qualche accento melodico inneggiante alla genialità rossiniana si è aperta all’Opera di Roma  il 17 giugno scorso Linda di Chamounix di Gaetano Doninzetti con la bellissima voce del soprano Jessica Pratt nel ruolo principale di Linda.

Con repliche fino al 28 c.m. l’opera sorprende per la freschezza delle voci e soprattutto per il fatto che Donizetti ha scritto queste belle pagine musicali verso la fine del 1841, pochi anni prima della morte; mentre Il barbiere di Siviglia di Rossini, con il quale ha delle parentele canore, è datato  1816, anno in cui il compositore bergamasco aveva soltanto 19 anni. Le somiglianze volano nel cielo della modernità: il genio se ne appropria.

Tolte queste trascurabili precisazioni, questa stesura, sempre poco rappresentata per le difficoltà che incontra il soprano che la interpreta mettendo a dura prova le potenzialità vocali, giunge al Costanzi e non delude quanti sono intervenuti  per passare una felice serata all’insegna del bel canto.

Partitura in tre atti di Gaetano Donizetti, su libretto di Gaetano Rossi (presentata con un solo intervallo) la regia è affidata allo spagnolo Emilio Sagi, già apprezzato nella città leonina per la sua Carmen (2013/2014). Alla bacchetta il maestro Riccardo Frizza che in verità si fa prendere la mano dalla lirica, relegando la musica in secondo piano, a volte quasi disarticolata dal contesto che teatralmente viene vissuto.

Il ritorno sul palcoscenico romano della soprano Pratt, che aveva esordito all’Opera come Cunegonda nel Candide di Bernstein nel 2014 era atteso. Applaudita poi nella scorsa stagione nella Lucia di Lammermoor, anche in quest’opera donizettiana ricopre il ruolo della protagonista.

Danno voce agli altri personaggi Ketevan Kemoklidze (ruolo en travesti di Pierrotto), Ismael Jordi / Giulio Pelligra (28 giugno) (Carlo, visconte di Sirval), Roberto De Candia (Antonio), Bruno De Simone (Marchese di Boisfleury), Christian Van Horn (il prefetto), Caterina di Tonno (Maddalena) e Saverio Fiore (l’intendente del Feudo).

Ismael Jordi e Jessica Pratt

Ismael Jordi e Jessica Pratt

L’allestimento, una coproduzione con il Gran Teatre del Liceu di Barcellona, vede le scene di Daniel Bianco, i costumi di Pepa Ojanguren e le luci di Albert Faura. Maestro del Coro Roberto Gabbiani.

La trama parla di un amore povero, nato  quasi all’ombra dell’indigenza, fra una ragazza Linda e Carlo giovane pittore. Dopo un appuntamento non concluso con il suo amore segreto la ragazza ritorna a casa e si appresta a lasciare il luogo ove ha vissuto con la  famiglia ora sfrattata: il contratto d’affitto dei terreni  dal Marchese non è stato rinnovato.

Tutto prende avvio  a Chamounix tra le montagne dell’Alta Savoia mentre albeggia e donne e bambini pregano perché Dio accompagni nel viaggio coloro che s’apprestano a partire  per trovare lavoro in Francia.

Alcune trovate scenografiche spostano l’ambientazione intorno al 1760 a quasi i giorni nostri con una automobile anni ’30 che entra in scena, mentre i costumi sono adeguati al periodo della rappresentazione. Tutto molto funzionante, ma piuttosto minimalista per un allestimento che in termini di sfarzo, compreso quello coreografico,  pretendeva di più.

L’opera ha un lieto fine, anche se macchinoso, nel quale la protagonista che aveva perduto il senno riconosce il suo amato. Carlo intona il canto dei loro giorni felici e l’emozione del ricordo, la voce del suo amato, la promessa delle nozze scuotono la fanciulla, i cui occhi ritrovano finalmente la madre, la famiglia, il villaggio e l’amore.

I duetti e il fraseggio canoro fra gli interpreti è sempre impeccabile, senza nessuna sfumatura negativa che ne alteri minimamente la rappresentazione. Tutto questo funziona benissimo per la gran gioia degli intervenuti che a sipario chiuso hanno iniziato ad applaudire calorosamente.

Guerrino Mattei

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