lunedì, 5 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La tempesta perfetta (uno)
Pubblicato il 11-06-2016


Affido al mio giornale tre riflessioni. Sabato domenica e lunedì. Per i socialisti soprattutto.
Sabato.
Era del tutto evidente. Il voto amministrativo, quando coinvolge le tre capitali italiane, si tinge di valutazioni politiche. Riepilogo: Napoli tornerà nelle mani di De Magistris, Roma abbraccia la candidata grillina, Milano sceglierà sul filo di lana (e Torino?). Anche se i leader smentiscono accordi, non v’è dubbio che tra gli elettorati di Lega, Fratelli d’Italia e M5S vi siano troppe compatibilità: accesa antipolitica, acceso anti europeismo, accesa opposizione alla cultura riformista. Si salderanno nel voto del 19. La prefigurazione di due idee di Paese, già chiara, si manifesterà così in modo plastico. La loro idea non mi piace. La loro idea non ci piace. A veder bene, potrebbero emergere addirittura due modelli nel campo dell’opposizione: quello romano e quello meneghino. Il primo populista, figlio di un apparentamento tra elettori, il secondo da destra presentabile, figlio di un accordo politico. In entrambi i casi la sinistra ne uscirebbe male. Molto male. Non solo perché sconfitta, ma soprattutto perché battuta senza aver perfezionato una sua idea d’Italia e perché presentatasi agli elettori litigiosa e talvolta inaffidabile.
Vediamo. Siamo chiari: all’origine di tutto c’è una fragilità socioeconomica che dura da almeno otto anni, che ha indebolito il ceto medio – la vera rete italiana -, che ha logorato ogni prospettiva di futuro, che ha trasformato in fonte di paura migrazioni e cambiamento. Per questo le forze populiste navigano tranquille nel cuore dell’Europa. E macinano consensi. Viene poi il presente italiano e qui le lacerazioni nel Pd sono all’ordine del giorno. Ripeto quanto detto a Salerno: dall’emergenza si esce solo con una missione condivisa, coinvolgendo i corpi intermedi, costruendo una ‘finanziaria’ tutta volta ad affrontare vecchie e nuove povertà, ispirando un’azione corale del governo. Queste devono essere le priorità del Presidente del Consiglio. Per rompere l’assedio. Per parlare a tutti gli italiani. Proprio perché la caccia grossa è appena iniziata e il voto di domenica scorsa rafforza la pattuglia eterogenea dei cacciatori.
Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

More Posts - Website

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Se non sbaglio, nell’articolo “Voto con relativa sorpresa”, del 6 giugno, il Segretario scriveva “Sono in campo due differenti idee dell’Italia. Bisogna scegliere”, ma per l’elettore questa scelta diventa obiettivamente piuttosto difficile, visto che la sinistra, cioè uno dei poli dello schieramento politico, che dovrebbe appunto fornire indicazioni in merito, sembra non aver “perfezionato una sua idea d’Italia”, stando almeno a queste odierne riflessioni se non le ho mal interpretate.

    Il fatto poi che una forza politica non abbia un’idea complessiva sul come debba configurarsi il futuro del proprio Paese, e alla quale ispirarsi, fa pensare che le sue decisioni possano essere abbastanza slegate tra loro, prive cioè di un filo conduttore – una eventualità che non è certo delle più entusiasmanti – oppure che l’un modello equivalga sostanzialmente all’altro, il che potrebbe indurre al “qualunquismo” e favorire altresì un ulteriore distacco dalla politica (ma anche le mie sono semplici considerazioni, senza alcuna pretesa di essere nel giusto).

    Paolo B. 11.06.2016

  2. Ti invito a leggere “L’idea di SOCIALISMO un sogno necessario” di Axel Hoffmann. La sinistra non esiste più e chi si dichiara riformista non è detto che sia socialista. Per un SOCIALISTA la Costituzione è uno strumento per contenere il governo e non viceversa (Patrck Henry 1789). Coloro che stanno sovvertendo la Costituzione sono dei cattofasciocomunisti e vogliono distruggere la Democrazia liberale per sostituirla con una democrazia popolare come la Germania dell’est degli anni sessanta. Come vedi questa è la bussola per un Socialista che non ha dimenticato i Turati, Matteotti, Pertini, Saragat, Nenni e tutti coloro senza nome che si sono battuti contro i nazifascisti per la libertà e per una repubblica parlamentare no per una repubblica masson-piduista.

  3. Egregio Segretario,

    condivido in pieno quanto Lei scrive e leggo con stupore e dispiacere le lettere di alcuni compagni secondo i quali al referendum bisogna votare No in quanto la riforma è condivisibile solo in parte e Renzi la butta troppo sul “dopo di me il diluvio” ect.etc… A me sembra che invece sia proprio così, se cade Renzi siamo fregati e finiamo nella rete dei partiti populisti i quali, come Lei scrive, hanno in comune molto di più di quanto vogliano far credere agli italiani.
    Secondo me è il momento di stringersi tutti intorno a Renzi, o la vedo brutta. Ma ce lo immaginiamo un governo con Di Maio, Salvini, Santanchè etc.etc. ?
    Cordiali saluti, Mario Mosca.

Lascia un commento