domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Turchia e Israele riprendono
i rapporti dopo 6 anni
Pubblicato il 27-06-2016


turchia israeleUn gelo durato sei anni, quello tra la Turchia di Erdogan e lo Stato di Israele di Netanyahu. Oggi si sono sciolte le riserve a Roma con l’annuncio del Premier israeliano della ripresa delle relazioni tra i due Paesi interrotte nel marzo 2010 dopo la morte di 10 attivisti turchi della Mavi Marmara, la nave turca assaltata dall’esercito israeliano mentre tentava di forzare il blocco su Gaza. L’annuncio di Netanyahu che si torva a Roma per incontrare il segretario di Stato, John Kerry è stato preceduto da quello del primo ministro turco. Binali Yildirim ieri ha ufficializzato l’accordo per la normalizzazione dei rapporti e ha annunciato che “gli ambasciatori saranno inviati nei rispettivi paesi prima possibile”. Nell’ambito delle condizioni dell’accordo, che sarà firmato domani e che è stato raggiunto dopo anni di negoziati e le scuse ufficiali da parte di Netanyahu, anche la rimozione del blocco navale alla striscia di Gaza, condizione che Israele ha però bocciato. “Si tratta di una questione di massima sicurezza per noi, e non ero disposto a scendere a patti”, ha spiegato Netanyahu durante la sua visita a Roma. Yildirim ha specificato che Israele risarcirà le famiglie delle vittime con 20 milioni di euro, mentre circa 10mila tonnellate di materiale per Gaza saranno scaricate nel porto di Ashdod a partire da venerdì. Nell’intesa rientrano anche un ospedale da campo da 200 letti, un impianto per la depurazione dell’acqua e una centrale per sopperire al fabbisogno di elettricità degli abitanti della Striscia. È stato dunque raggiunto un compromesso. “A questo proposito la nostra prima nave carica di oltre 10mila tonnellate di aiuti umanitari partirà per il porto di Ashdod venerdì”, ha aggiunto il premier turco.
La notizia è stata subito accolta dalle dichiarazioni del segretario dell’Onu, Ban Ki-moon che vede nell’accordo come un “segnale di speranza per la stabilità della regione”.
Ma Ankara punta alla distensione su tutto il fronte orientale, non solo Tel Aviv, anche con Mosca Erdogan si dice pronto a “qualsiasi iniziativa” per alleviare il dolore arrecato alle famiglie delle vittime dell’incidente del Jet russo. Il Cremlino ha infatti fatto sapere che il presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto una lettera di scuse da parte del presidente turco Recep Erdogan per l’abbattimento del jet Su-24 sul confine turco siriano a novembre. Erdogan sottolinea nella lettera di “non aver mai avuto il desiderio né l’intenzione premeditata di abbattere il jet della Federazione Russa”. “Assumendocene i rischi e con grandi sforzi – prosegue il Presidente turco – abbiamo recuperato il corpo del pilota in mano agli oppositori siriani e lo abbiamo portato in Turchia. Tutto questo lavoro è stato svolto da noi rispecchiando la qualità dei rapporti con la Russia”.
La distensione dei rapporti diplomatici tra Mosca e Ankara avrebbe dei risvolti anche nella guerra in Siria.

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