domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ladri di battute
ovvero l’arte dell’equivoco a teatro
Pubblicato il 10-06-2016


Marco Zadra

Marco Zadra (www.marcozadra.it)

Dall’8 al 12 giugno, al Teatro San Genesio di Roma, va in scena “Ladri di battute”, il nuovo spettacolo teatrale di Marco Zadra.
Una compagnia teatrale di incapaci decide di mettere in scena un giallo di Agatha Christie.
Il regista, Frank Dobermann, cambia i nomi dei personaggi per camuffare l’opera, rendendoli tutti tedeschi dai nomi impronunciabili. Gli attori, durante le prove dello spettacolo, non solo si trovano in difficoltà con la pronuncia, ma mettono a nudo quelli che sono i vizi, le manie ed i capricci tipici di chi frequenta il mondo teatrale. Sul palco si alterneranno attori di vario genere: chi con evidenti limiti intellettivi, chi consumato dalla gelosia, chi troppo pignolo e addirittura chi con problemi di alcolismo!
Il regista, anche attore, ha evidenti vuoti di memoria e pur di non ammettere le proprie lacune, ricorre a trucchi di ogni tipo pur di riuscire a dire le sue battute, che neppure un liceale per copiare alla maturità avrebbe mai pensato. Se a tutto questo aggiungete un macchinista portoricano ed un assistente di palco tedesco, entrambi con problemi di comunicazione e neanche troppo svegli, ecco che l’atmosfera nei camerini diventa caos. La prova generale ha inizio alle ore 19.00. Alle 21 dovrebbe cominciare la rappresentazione, ma uno dei protagonisti non è riuscito ad arrivare in tempo per l’inizio dello spettacolo e l’attore alcolista ha perso i sensi. Chi potrà sostituirli? E soprattutto come farà il nostro Frank, terribilmente approssimativo nella recitazione, a rendere credibile il proprio ruolo, cioè quello di Ispettore di Scotland Yard?

Il ritmo della commedia è scandito e incalzante, gli attori, seppur non professionisti, riescono appieno a reggere uno spettacolo di due ore che, grazie alla loro bravura, passano in un batter d’occhio. La scenografia e gli effetti sonori e di luci, rendono il tutto ancora più vero e ti immergono in quell’atmosfera surreale e divertente nella quale si trovano i personaggi. L’intento, quello di divertire lo spettatore, riesce in modo quasi naturale e ci si ritrova ad affezionarsi all’inettitudine di quegli attori roccamboleschi.

Gioia Cherubini

 

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