venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Lavoro, la verità nascosta
Pubblicato il 01-06-2016


Continua la tattica del governo e dell’ISTAT che fanno tutto il possibile e anche di più per non farci capire assolutamente niente in merito all’andamento della occupazione nel nostro paese.

A fronte di una voce negativa, emergente dai rilievi dell’ISTAT, ne viene subito richiamata una che possa essere usata positivamente secondo il principio che vuole che un dato positivo e uno negativo si cancellano a vicenda.

Se poi, chi i dati li maneggia con un minimo di abilità ha l’accortezza di interpretare uno dei due dati ad uso e consumo del “committente politico”, il gioco è fatto. Se cresce la disoccupazione e quindi diminuisce di fatto l’occupazione, poco male in quanto c’è un dato positivo che dovrebbe mettere tutti d’accordo, ed è quello della crescita del numero di coloro che hanno ripreso a cercare lavoro.

Viene spontaneo constatare che siamo davvero messi male se viene considerato indice di fiducia e di ripresa anche il dato relativo al numero di coloro che il lavoro non ce l’hanno, ma che, vivaddio, lo stanno cercando.

Prima abbiamo assistito alla manipolazione del dato relativo al grande successo che si sarebbe realizzato con il passaggio di molti rapporti di lavoro da precario a tempo indeterminato, poi sono stati costretti ad ammettere che quei dati non erano affatto da prendersi alla lettera.

Improvvisamente è esploso il miracolo dei Voucher. Un vero e proprio regalo che il governo ha deciso di fare ad imprenditori davvero poco corretti e pronti ad approfittare di qualsiasi occasione utile per fregare lavoratori, fisco e INPS e lo hanno fatto in modo talmente scandaloso da costringere lo stesso Presidente della Repubblica a intervenire per avvertire Poletti che si trattava di un imbroglio non più tollerabile.

Intanto la televisione continua nella sua opera di soccorso com’è avvenuto ieri in occasione di una bella iniziativa organizzata dalla ColDiretti che ha indetto a Milano una affollatissima assemblea di coltivatori che guardati in faccia, non confermavano affatto l’entusiasmo e il consenso che veniva decantato per la politica del governo e anche per il Sì in occasione del prossimo referendum.

Tutto questo mentre tutti i dati indicano che malgrado i miracoli decantati in occasione dell’expo 2015 l’agricoltura italiana sta vivendo un momento davvero critico e avrebbe bisogno di fatti concreti e di parole. Una crisi, quella che investe l’economia e il mondo del lavoro in generale alla quale non si può continuare a fare fronte (abbaiando alla luna) come avviene quando ascoltiamo le solite litanie sulle istituzioni che costano troppo, sui deputati che sono troppi, sulle persone che sono attaccate alla poltrone e non intendono andare a casa.

Ci domandiamo, sperando che sia l’ultima volta che siamo costretti a farlo, se nel governo ci sia o no qualcuno che si chiede se dopo anni di affermazioni apparentemente indiscutibili sul ‘nuovo’ che cerca di sconfiggere il ‘vecchio’, su tagli miracolosi promessi e mai realizzati alla spesa pubblica, se non ci sia stato anche qualcosa di sbagliato nella scelte del governo. Un minimo di autocritica non guasterebbe affatto e non semplicemente per una questione di stile, ma soprattutto perché se non si ha il coraggio di ammettere gli errori commessi e riconoscere le cose che non vanno, è impossibile ricercare le soluzioni giuste.

Silvano Miniati
Network Sinistra riformista

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Commenti all'articolo
  1. renzi non è facilmente comprensibile, perché è “quantico”, cioè all’avanguardia della fisica. Ieri sera a Virus ha spiegato che sta facendo tanti “piccoli passi” per il bene dell’Italia.
    Fare piccoli passi, correndo svelto, come fa lui è al di sopra della conoscenza umana.

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