martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Le cose che Renzi dovrebbe correggere
Pubblicato il 11-06-2016


Capisco che Renzi ami mettere la faccia sulle vttorie e non sulle sconfitte. Però non basta ignorare una cosa perchè questa non avvenga. Non basta rassicurare che dopo sconfitte elettorali amministrative non ci saranno problemi per il governo. Renzi è anche segretario del partito e se il partito perde voti e comuni la responsabilità non può addossarla ad altri. Pare proprio che questa incomprensibile sovrapposizione del tema referendario su quello amministrativo sia stato studiato ad arte. Come Garibaldi che dopo umiliante sconfitta di Mentana aveva già in mente la breccia di Porta Pia.

Per la verità Garibaldi capì, dopo Mentana, che doveva trovarsi nuovi alleati per sconfiggere le truppe papaline supportate dai francesi e si rivolse ancora all’esercito sabaudo. Renzi invece continua la battaglia senza mutare di una virgola la sua impostazione originaria. Chi sta con me sta con l’Italia che vuole cambiare, chi sta contro di me sta con gli inciuci e le ammucchiate. Trasformando così il referendum, ma anche i ballottaggi, in un pericoloso scontro tra lui e il resto del mondo. Il fronte del sì, del quale facciamo parte, non ha bisogno di argomenti speciosi per convincere gli italiani. Basterebbe considerare i positivi effetti della fine del bicameralismo paritario e del superamento della sciagurata riforma ulivista del Titolo V della Costituzione. E invece tutto si sta trasformando in un referendum su Renzi.

Anche Craxi mise in gioco il governo nel referendum sulla scala mobile, ma lo fece negli ultimi giorni, non cinque mesi prima, e dopo aver tessuto pazientemente la ragnatela degli accordi politici, sociali e sindacali. In fondo la sconfitta del suo referendum non sarebbe stata la sconfitta solo sua, ma dei partiti che componevano la maggioranza, delle associazioni economiche che ne avevano appoggiato il decreto, di due sindacati e mezzo su tre. Non c’era da una parte Craxi e dall’altra il mondo. C’era una gran parte di mondo con Craxi. Renzi scommette invece su se stesso. Anche le argomentazioni sui politici (ne taglio uno su tre, sostiene, come se fossero carne da macello) mi paiono almeno fuori luogo.

I fischi alla Confcommercuo e gli applausi alla Confindustria testimoniano poi quel che già il voto di Roma e Milano aveva rivelato. E cioè che il suo Pd ha come principale alleato le classi abbienti. Non che sia un reato, anzi. Ma un partito politico, lasciamo stare il Pci e il Psi, prendiamo la Dc, dovrebbe avere una rappresentanza sociale un po’ più ampia, che certo non dovrebbe escludere le classi meno abbienti, oggi quelle più vessate dalla crisi. Sinceramente, proprio perchè ci auguriamo che Lega e Cinque stelle non vincano i ballotaggi, che i sí prevalgano sui no al referendum e che il governo Renzi duri fino a scadenza naturale, vorremmo un cambio di marcia. Non per noi (ridurre tutto alla difesa dei partiti piccoli è poca cosa) ma per il bene dell’Italia.

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Commenti all'articolo
  1. La bibbia di Renzi (Gutgeld: “come far ridere i poveri senza far piangere i ricchi”) è praticamente esaurita. Quello che c’era scritto, Renzi l’ha fatto: come era facile prevedere queste cose non servivano per la ripresa dell’economia ed ora, o trova una nuova ispirazione o è – come sembra che sia – al capolinea.
    Io smetterei di paragonare Craxi a Renzi, poiché si fa torto alla storia.

  2. Caro Direttore, come sempre la Sua analisi non fa una piega.
    Certo però che Craxi, oltre ad avere un carisma che Matteo Renzi non possiede, all’epoca godeva non solo di popolarità ma anche, soprattutto, di margini di manovra assai più ampi di quelli di Renzi oggi. Probabilmente quest’ultimo la sta buttando sul o con me o contro di me in quanto si è reso conto dell’oggettiva difficoltà nel trovare alleati. Visto che con Lega e M5S neanche si può ragionare e che perfino il suo partito gli fa in parte la fronda, che opzione gli resta? Cordiali saluti, Mario.

  3. Mauro, “Il fronte del sì, del quale facciamo parte”, stona un po col resto del discorso. Sarebbe stato meglio dire “il fronte del SI del quale siamo costretti a far parte…..”. Sarebbe stato molto più sincero.
    Il effetti l’unica cosa quasi buona di questa impostazione – portata dall’ESECUTIVO, non dal legislativo, è la modifica del famigerato TITOLO V°. Il resto è proprio da buttare.
    Ma come si fa a “rivoluzionare la Costituzione, SOLO CONTRO TUTTI, come se fosse una normale legge formale. Eppoi, dimenticando come e quando è stata fatta e, soprattutto, da CHI è stata fatta.
    No, no, Renzi non è Craxi, lo sappiamo tutti, non può essere Craxi. Craxi agì in una situazione di emergenza come sappiamo, dopo che “l’Unità Nazionale” aveva abolito le festività, pagato la contingenza con buoni del tesoro, ecc. dopo che di fronte al disastro “sudamericano” avevano falliti Andreotti, Spadolini e Fanfani, con un Pertini – salvatore della Patria dal disfacimento terroristico – disperato che aveva capito che solo un uomo con i nervi d’acciaio poteva raddrizzare la Baracca.
    L’avevano capito tutti, tranne Berlinguer, che sognava l’EUROCOMUNISMO e che vedeva in Craxi un ostacolo che andava saltato.
    Hai ragione, Craxi scometteva sull’Italia, Renzi scommette su sè stesso.
    Ma non siamo a “lascia o raddoppia” siamo di fronte che ha bisogno di una carica di ottimismo, non di una guerra contro tutti.
    Non c’e il più bravo ed il più bello. C’è un bullo che ha asservito un “partito senz’anima”, non avendo un ideale od una regola a cui votarsi e che è disposto a barare pur di vedere realizzato il suo egocentrismo.
    E’ tempo di mollarlo!

  4. Salve, immagino non deve essere molto facile ‘parlare’ con Renzi. Immagino non si potrebbe insistere sul fatto che l’Italicum non va bene. Eppure in un paese civile anche le voci dei piccoli partiti andrebbero ascoltati, e dovrebbero avere un loro spazio e non essere costretti a fare il coro a chi ha in mano più potere.Capisco il punto di vista di Renzi, , ma la sua dichiarazione che anche a lui non piace l’ Italicum, avrebbe preferito il Mattarellum, come la si classifica? una gentile concessione ai perdenti o un’ammissione che non riesce più a tornare indietro?

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