domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Lionel Bringuier 
e  Yuja Wang “rinnovano”
Santa Cecilia
Pubblicato il 06-06-2016


Lionel Bringuier

Lionel Bringuier

Lionel Bringuier e Yuja Wang concludono la Stagione Sinfonica dell’Accademia Santa Cecilia di Roma al meglio, dando letteralmente spettacolo nell’offrire  al pubblico rispettivamente un’ottima direzione d’orchestra ed un’interpretazione pianistica di livello internazionale.

Sabato 4 giugno ore 18,00 (repliche  lunedì 6 ore 20,30 – martedì 7 ore 19,30) 15 minuti circa di Danze Galánta di Zoltán Kodály (Kecskemèt 1882 – Budapest 1967), pagina sinfonica dai ritmi infuocati, dalle melodie trascinanti e dai colori sfavillanti, nonché felice connubio tra la tradizione popolare ungherese e il gusto mitteleuropeo degli inizi del XX secolo, hanno aperto la prima parte.

Subito dopo la pianista si è presentata alla tastiera  in abito particolarmente sexy, con  lunghi spacchi che evidenziavano le cosce ricadendo ad ogni movimento sopra le scarpe dai tacchi vertiginosissimi, annunciando piacere agli occhi oltre che alle orecchie degli astanti, sia anziani che giovani, poco sorpresi però da quella “entrata” che frazionava  tutti gli stilemi ceciliani.

Yuja Wang - pianistra

Yuja Wang

Bringuier, francese anni 30, attuale direttore musicale della prestigiosa orchestra della Tonhalle di Zurigo e musicista dalla brillante carriera internazionale, al suo debutto romano incontra Wang, cinese  anni 29, beniamina del pubblico di Santa Cecilia, le cui doti virtuosistiche si sciolgono tutte  sulle note del Concerto per la mano sinistra in re maggiore per pianoforte e orchestra, e nella seconda parte con il Concerto in sol maggiore: entrambi di Maurice Ravel (Ciboure, Bassi Pirinei 1875 – Parigi 1937).

A conclusione una bella pagina della letteratura musicale russa, Suite da l’Uccello di Fuoco (versione 1919) di  Igor Stravinskij (Oranienbaum, Pietroburgo 1882 – New York 1971), partitura che rappresenta un punto cardine nell’esperienza creativa che segnò l’inizio della lunga collaborazione fra l’autore e la compagnia dei Ballets Russes di Sergej Diaghilev.

Vedere Yuja, nome che in cinese significa “piume carine”,  arrivare al pianoforte con incedere altero, ma anche leggero e  guardingo per evitare cadute e apprestarsi alla tastiera per dare inizio alla sua performance, tiene tutti col fiato sospeso.

Poi braccio destro ciondoloni sul fianco, che utilizza soltanto per girare la pagine dell’haipad, le sue “dita volanti”,  (flying fingers) così la chiamano in America per la sua tecnica prodigiosa, cominciano a dare spettacolo volando letteralmente sulla tastiera. Il suo corpo e tutto ciò che è energia dentro di lei partecipano al concerto incantando il pubblico ceciliano, coinvolgendo soprattutto il primo violino Roberto González-Monjas,  con sotto il mento un Guarnieri ‘filius Andreae’ del 1710, il quale pare accompagnarla con saltelli e  salti repentini come se sulla sedia ad ogni “ricaduta” incontrasse una corona di spine.

A chiusura stagione  la Fondazione, e per lei tutta la presidenza che ne fa le scelte, non poteva fare omaggio migliore agli abbonati e a quanti per la prima volta si sono avvicinati alla sinfonica. Il nome e la risonanza internazionale della pianista cinese hanno dato una grande mano per fare il tutto esaurito sabato scorso.

Nella seconda parte  Yuja si è presentata stretta in un vestito rosso, fasciata come un neonato ante guerra, con tute le cosce scoperte e scarpe diverse che davano al suo metro e quaranta longilineità ed altezza apparenti, certamente desiderate, che non si possono avere con il semplice martellare delle dita su un pianoforte: madre natura ha reputato di averle già dato tanto!

Ravel scrisse il Concerto per mano sinistra per un suo amico violinista che  aveva perduto in guerra il braccio destro. Per il compositore “aristocratico” questo fu un vero capolavoro, forse irripetibile che, senza nulla togliere  al Concerto in sol, ha coinvolto il pubblico che si è sciolto in applausi lunghi, fragorosi e ampiamente meritati.

Guerrino Mattei

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