domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’ISIS RIVENDICA
Pubblicato il 13-06-2016


Attentato discoteca PulseDopo i 50 morti e i 53 feriti della follia omicida di Omar Mateen, il 29enne americano di origine afghana che ieri (alle 2 ora locale) a Orlando in California ha sparato all’impazzata in una discoteca frequentata da gay, il Pulse, sembra acquistare certezza la pista del terrorismo di matrice islamica e in particolare dell’Isis, il sedicente califfato che da un paio di anni sta tentando di prendere il controllo di vaste aree della regione mediorientale a cavallo tra Siria, Iraq e Libia. Nello stesso tempo il terrificante attacco terroristico è esploso come una bomba anche nella campagna politica per le presidenziali e viene già usato massicciamente dal candidato dei Repubblicani, Donald Trump per attaccare l’amministrazione Obama e chiedere misure tanto inutili quanto demagogiche contro americani e non di religione musulmana.

Omar MateenIl padre di Omar Mateen continua a escludere la matrice terroristica: “Non so perché lo abbia fatto. Non ho mai capito che aveva l’odio nel cuore. Se avessi saputo le sue intenzioni, lo avrei fermato”. Piuttosto tende ad accreditare la violenza omofobica. “Il movente religioso non c’entra nulla. Ha visto due gay che si baciavano a Miami un paio di mesi fa ed era molto arrabbiato”. “Siamo scioccati come il resto dell’America”, “Mio figlio – scrive l’uomo in un comunicato diretto al popolo afghano – era un bravo ragazzo, con una moglie e un bambino. Lo vidi il giorno prima della strage non vidi il male nei suoi occhi. Sono addolorato e l’ho detto al popolo americano”.
Di tutt’altro parere Sitora Yusufiy, ex moglie di Omar Mateen. Parlando con il Washington Post la donna ha detto che Mateen “non era una persona stabile. Mi picchiava. Tornava a casa e iniziava a picchiarmi perché la lavatrice non era finita o per motivi analoghi”. “Sembrava una persona normale”. La coppia ha divorziato nel 2011 e l’ex moglie non lo descrive come un devoto alla religione: “Preferiva trascorrere il suo tempo in palestra”.

Però appena qualche ora dopo la strage, è arrivata la rivendicazione: “Era un combattente dell’Isis” afferma il sedicente Califfato attraverso l’Amaq, la sua agenzia di stampa. In un tweet si legge che una fonte ha detto all’agenzia Amaq: “L’attacco che ha preso di mira il gay club di Orlando, in Florida, e che ha provocato 100 tra morti e feriti, è stato compiuto da un combattente dello Stato islamico”.

Di certo non era sconosciuto per l’Fbi da cui era stato interrogato tre volte, due nel 2013 e una nel 2014, per sospetti legami al terrorismo. Ciononostante il giovane, che per lavoro faceva la guardia giurata, ha potuto comunque acquistare una settimana fa un fucile da guerra e una pistola.
La strage si è conclusa all’alba, tre ore dopo il primo attacco, quando le forze speciali della polizia, hanno fatto irruzione nel locale e ucciso Omar Mateen che aveva preso in ostaggio altre persone.

Messaggio su Fb della discoteca Pulse

L’ultimo disperato messaggio su Fb della discoteca Pulse: “Uscite fuori dal Pulse e correte via”

Così mentre Trump rilancia il bando per i musulmani e chiede le dimissioni di Obama, esplode la polemica sull’uso delle armi. La gente si chiede se questa strage, la più grave compiuta dopo l’11 settembre, sarebbe stata possibile, almeno nelle sue tremende dimensioni, se Mateen non avesse avuto la possibilità di acquistare liberamente, senza neppure registrarsi, un’arma da combattimento in grado di esplodere centinaia di colpi al minuto. Una legge per il controllo e la limitazione della vendita delle armi è una battaglia dei Democratici ormai da un decennio, ma è stata forse anche la peggior sconfitta di Obama che ha dovuto alla fine rinunciare cedendo alle pressioni delle lobby dei costruttori di armi. Così nel Paese dove il rapporto tra le licenze concesse dallo Stato per la vendita di armi rispetto a quelle per gli Starbucks (la catena di bar specializzata nella vendita di caffè, ndr) è di 6 a 1, oggi si piange l’ennesima strage.

“Immenso dolore per la strage di ‪#‎Orlando‬. Che sia di matrice terroristica poco cambia: sono stati ammazzati dei ragazzi – scrive la deputata socialista Pia Locatelli su Fb – e sono stati ammazzati perché ‪#‎omosessuali‬. L’omofobia e l’intolleranza alimentano sempre odio e violenza negli Stati Uniti come altrove. Pensiamoci quando qualcuno vi ricorre per acchiappare voti o trovare consensi. Pensiamoci quando ascoltiamo fare le solite vecchie battute sui gay. Pensiamoci quando ci rifiutiamo di riconoscere pari diritti agli omosessuali. E pensiamoci anche noi in Parlamento che non siamo ancora riusciti ad approvare una legge contro l’omofobia: una legge lieve, di certo non bella, ma che nonostante ciò giace in Senato da oltre due anni”.

Orrore per la strage viene espresso anche dalla portavoce del Partito Socialista Italiano Maria Cristina Pisani. “Esprimo indignazione e orrore per la strage di matrice omofoba e fondamentalista di Orlando. Ha ragione il presidente Obama: negli States fino a quando non si porrà fine alla libera vendita delle armi sul mercato, una barbarie da Far West che piace tanto al populista Donald Trump, le possibilità che si ripetano episodi dettati da terrorismo, follia o fondamentalismo religioso, restano altissime” – ha aggiunto -. “La pena di morte e il legale commercio delle armi costituiscono un’anomalia della democrazia statunitense alla quale presto o tardi occorrerà si ponga fine” – ha concluso Maria Cristina Pisani.

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