sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Matteotti, martire della libertà
Pubblicato il 10-06-2016


“Oggi celebriamo un martire e un eroe non solo un socialista. Matteotti fu ucciso perché difese la libertà, fu ucciso per reprimere il dissenso”. Bobo Craxi ricorda la figura di Giacomo Matteotti nel 92.mo anniversario dell’omicidio fascista a Roma, Lungotevere Arnaldo da Brescia, il luogo in cui fu rapito dagli emissari del regime. “Il fascismo – prosegue Craxi – aveva vinto le elezioni ma non aveva ancora messo le radici. Matteotti fu ucciso perché si oppose alla legge Acerbo e denunciò i brogli elettorali”.
Craxi si concede un affondo politico sull’attualità: “La legge Acerbo somiglia proprio all’Italicum”.
Alla celebrazione odierna il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato una corona di fiori e un messaggio di saluto. Messaggi anche dal Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti, dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha inviato una corona di fiori.
Angelo Sabatini, Presidente della Fondazione Matteotti, ricorda l’importanza che ebbe quell’omicidio nella coscienza del popolo italiano. “Durante il fascismo – sottolinea Sabatini – c’era chi nascondeva l’immagine di Matteotti nel cassetto vicino al letto, proprio come si fa con un santino. Alle celebrazioni del 10 giugno 1945 Nenni e Di Vittorio vollero la pompa magna per onorare pubblicamente l’uomo che molti italiani veneravano di nascosto”.
La fama di Giacomo Matteotti ha oltrepassato anche i confini europei. Nel febbraio 2013 fu ucciso a Tunisi, mentre usciva di casa, Chokri Belaid, avvocato di sinistra impegnato per la difesa dei diritti umani. Da laico Belaid si oppose ad una possibile deriva islamista della Tunisia, dopo la cacciata di Ben Ali. “Tra gli elogi funebri in Tunisia – afferma Bobo Craxi – c’è chi lo ricordò come il Matteotti tunisino”. La famiglia non volle alcun esponente del Governo ai funerali.
Il consigliere regionale del Lazio, Gianluca Quadrana, si rammarica che “per una ricorrenza così significativa il Lungotevere non sia stato chiuso al traffico”.
Il subcommissario al Comune di Roma, Maria Barilà, si dice “onorata” per poter celebrare “un uomo che mi emozionava persino nei libri di scuola”. Anche Oscar Tortosa auspica che “l’esempio di Matteotti venga studiato e approfondito nelle aule scolastiche”.
Vincenzo Pirillo, tra gli organizzatori della celebrazione insieme a Marcello Leonardi del circolo ‘Saragat-Matteottì, commenta amaro: “Ciò che manca oggi in Italia è proprio la passione politica e l’impegno civico che portarono Matteotti al martirio. Sono gli aspetti di Matteotti che rimpiangiamo di più”.
(Agi)

L’ultimo discorso di Matteotti

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