giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. Ces a fianco dell’Italia, ma Renzi non c’è
Pubblicato il 16-06-2016


Dalla Ces (Confederazione europea sindacati) arrivano critiche pesanti all’Europa, ma sostegno all’Italia, per come sta affrontando la questione dei migranti, compreso il consiglio di liberarsi subito dell’accordo firmato con la Turchia di Erdogan, che contraddice il diritto umanitario rispedendo indietro popolazioni in fuga dalla guerra.

migrantiRiunita a Roma, la Ces, che rappresenta 45 milioni di lavoratori, ha approvato ieri un documento sui migranti, alla presenza di tutti i principali leader sindacali europei, compreso il francese Philippe Martinez, che ha interrotto per una giornata la dura lotta della Cgt contro la ‘loi du travail’.

Nonostante l’organizzazione sindacale sia dalla stessa parte del Governo italiano per quanto concerne il ‘Migration compact’, il premier Renzi, che pure era stato invitato, non solo non si è fatto vedere, ma neppure ha spiegato le ragioni dell’assenza. Dal Governo nessuna risposta all’invito, né una presenza, né una mail neppure una telefonata. Uno sgarbo poco comprensibile che viene spiegato solo in via ufficiosa da alcuni sindacalisti. Renzi, dicono, avrebbe preferito non esporsi su un tema elettoralmente delicato, in vista dei ballottaggi per paura, insomma, di perdere voti a destra. Eppure nel documento la Ces chiede addirittura “maggiori fondi” ai Paesi, come l’Italia, che accolgono i rifugiati.
La delusione della Ces è talmente grande, che compare per iscritto nel comunicato finale: “I leader sindacali avevano anche chiesto un incontro con il premier italiano Matteo Renzi per discutere della risposta della Ue alla crisi dei rifugiati alla luce del ‘Migration compact’, proposto dall’Italia alla Commissione e al Consiglio europeo. La Ces – si legge testualmente – deplora vivamente che il Governo italiano non abbia risposto positivamente alla sua richiesta d’incontro”. Oltre a Martinez, Camusso, Furlan, Barbagallo, a Roma erano presenti tra gli altri Ignazio Toxo (Comisiones Obreras, Spagna), Rudy De Leeuw (Fgtb, Belgio), Andrè Roeltgen (Ogbl, Lussemburgo), Josef Bugeja (Gwu, Malta), Luc Triangle (Federazione europea lavoratori industria), Harald Wiedenhofer (Federazione europea lavoratori agroalimentare), Carla Cantone (Federazione europea pensionati).
Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil, non la manda a dire a Renzi: “Abbiamo esportato la democrazia con i carri armati. La conseguenza è che le guerre sono aumentate e i rifugiati pure. Forniamo loro le armi e poi non vogliamo neppure subirne le conseguenze. In Italia il rifugiato politico è il Governo, che preferisce nascondersi. Eppure condividiamo le politiche sui migranti”.
Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, cita solennemente Papa Francesco: “Siamo di fronte ad un’Europa vecchia, stanca ed egoista che chiude le sue frontiere. Noi vogliamo creare le condizioni per il dialogo sociale, anche dove i Governi stentano. I migranti appartengono agli ultimi e quindi a noi. Dobbiamo offrire un modello di Europa diverso, perchè la dignità dell’uomo è fondamentale. Lampedusa non è un’area ricca, ma ha saputo accogliere. La destra xenofoba rinasce in Europa, insieme alla criminalità e al caporalato. Noi vogliamo creare un continente migliore”.
Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, ritiene “sbagliato” l’accordo della Ue con la Turchia. “I migranti italiani – prosegue Camusso – hanno popolato Paesi interi. Il mondo è sempre stato attraversato dai migranti e continuerà ad esserlo”.
La Cgil ha tre proposte: 1) servono i corridoi umanitari, perchè gli hotspot non bastano; 2) la Ue abbia un ruolo attivo per la pace e contrasti le guerre in aumento, altrimenti “ci troveremo a gestire solo la coda del problema”; 3) dietro le migrazioni ci sono le organizzazioni criminali di tutto il mondo, compresi coloro che gestiscono il caporalato italiano. Per Camusso “la tratta degli esseri umani finanzia la criminalità organizzata”.

Luca Visentini, segretario generale della Ces, afferma: “Dobbiamo fare in modo che i lavoratori europei non vedano i migranti come un pericolo. I rifugiati possono portare un importante contributo all’economia e al welfare, a patto che non ci siano né sfruttamento né condizioni diseguali tra lavoratori”. “L’Europa – si legge nel documento finale della Ces – non sta rispettando i suoi obblighi internazionali di difesa dei rifugiati. Lo scorso anno la Ue ha deciso di reinsediare 22 mila richiedenti asilo. Ma, fino ad oggi, sono state reinsediate solo 6321 persone provenienti da Turchia, Giordania e Libano. Su 160 mila rifugiati che dovevano essere trasferiti dalla Grecia e dall’Italia verso altri Paesi Ue, solo 1.500 si sono spostati altrove”. Il documento della Ces propone: 1) porre fine a tutte le misure che mettono a repentaglio la dignità umana, i diritti o l’integrità fisica degli esseri umani; 2) mettere fine alle condizioni disumane di detenzione negli hotspot; 3) abbandonare l’accordo Ue-Turchia; 4) riconoscere e difendere l’accordo di Schengen; 5) mettere fine alle politiche di austerità; 6) una politica di asilo che rispetti gli standard internazionali; 7) più risorse per le operazioni di ricerca e salvataggio; 8) canali legali sicuri di immigrazione; 9) revisione del regolamento di Dublino; 10) ruolo più efficace della Ue per portare la pace nelle aree di guerra; 11) sostegno allo sviluppo più efficace nei Paesi di origine; 12) centri ben equipaggiati di accoglienza e di esame delle richieste di asilo; 13) individuare e migliorare le competenze lavorative dei rifugiati; 14) puntare ad una assoluta parità di trattamento nel mercato del lavoro e di accesso ai servizi sociali; 15) più fondi per i Paesi che accolgono i rifugiati.
Sull’accordo Ue-Turchia Visentini denuncia: “È inumano e inefficace. Diamo 6 miliardi alla Turchia perchè si tenga i migranti, ma molti di loro vengono rimandati indietro nei Paesi di origine, anche in presenza di una guerra”.
(fonte Agi)

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