venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Investire in Africa per arginare le migrazioni
Pubblicato il 07-06-2016


Migranti-vertice UE-MerkelLa migrazione è un fenomeno epocale, globale, che richiede non solo un nuovo approccio, ma anche un’urgenza negli interventi. È stato questo il leit motiv bnelle parole di Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Ue, e di Federica Mogherini, Alto rappresentante della politica estera europea, nella presentazione di fronte al Parlamento di Strasburgo del nuovo piano Ue per fronteggiare la tragedia dei migranti.

Timmermans, in un’intervista al quotidiano Le Monde, aveva anticipato già stamane il senso del suo intervento. La partenza dei migranti dalla “Libia e dall’Egitto verso l’Italia – aveva detto rispondendo a una domanda – causano ormai numerosi naufragi nel Mediterraneo con un pesante bilancio in vite umane. Questa situazione assolutamente inaccettabile ci impone di trovare delle soluzioni”.

Le rotte dei migrantiPiù tardi, davanti agli europarlamentari, assieme a Mogherini, in apertura ha presentato “un nuovo quadro di partnership” con i paesi terzi, che parta con sette paesi pilota ed ha chiesto “il pieno supporto” del piano “al Parlamento europeo, agli Stati membri, al Consiglio ed alla Bei”.
“Combinando le forze si può arrivare a otto miliardi” nei cinque anni, così il vicepresidente vicario della Commissione Ue Timmermans nel presentare la comunicazione sui compact per i Paesi terzi per il controllo dell’immigrazione al Parlamento europeo. “Possiamo replicare fuori dall’Europa ciò che è stato fatto con l’Efsi” e “con l’effetto leva – ha aggiunto  – si potrà arrivare a 62 miliardi. Ma abbiamo bisogno dell’impegno di tutti i Paesi membri e delle Istituzioni”.

Da parte sua Federica Mogherini presentando alla plenaria del Parlamento europeo la Comunicazione sull’immigrazione, ha spiegato che il fenomeno è globale e serve quindi un nuovo approccio. “Proviamo a dare una visione strategica” alla risposta europea alla crisi dell’immigrazione, con “un cambio” di logica in cui si riconosca che “il fenomeno dell’immigrazione è globale ed ha bisogno di un approccio globale” e partendo da i “compact” su misura con Paesi delle vicinanze nel Mediterraneo, con Giordania e Libano e continuando con Niger, Nigeria, Senegal, Mali e Etiopia, ed avendo il “focus sull’Africa” dove il fenomeno delle migrazioni è di massa, bisogna “passare dalla logica degli aiuti a quelli degli investimenti”.

Il Commissario agli Affari Interni, Dimitris Avramopoulos, intervenendo successivamente, ha definito come “insufficiente e poco attraente” e per questo “poco utilizzata” la Blu card varata nel 2009 per l’impiego in Europa dei lavoratori altamente qualificata di Paesi terzi. Dalla Commissione si suggerisce una revisione delllo strumento con l’abolizione degli schemi nazionali e l’apertura ai profughi. La proposta prevede di unificare tutto in un solo strumento, la Blu card Ue, che dovrebbe avere, secondo le stime di Bruxelles, un impatto economico positivo tra 1,4 e 6,2 miliardi di euro l’anno. Avramopoulos ha poi definito “la proposta di Renzi a Juncker sul Migration Compact” come “un importante contributo alla stesura del Piano presentato oggi: Roma e Bruxelles si sono trovate su due pensieri paralleli”.

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