domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Minacce informatiche, Italia seconda in Europa
Pubblicato il 30-06-2016


web virus minacce infromaticheFanno riflettere le stime fatte dagli esperti della Check Point Software Technologies, che mostrano un’Italia al secondo Paese in Europa, e al 30esimo al mondo, a livello di minacce informatiche e di attacchi da parte degli hacker. Questo perché il continuo aumento delle funzioni degli smartphone, tablet, pc, e l’utilizzo smodato dei social network, porta sempre più persone a utilizzare tali apparecchi.

Sempre secondo le analisi degli esperti di Check Point Software Technologies, lo scorso mese, ci sono stati ben 2300 diversi tipi di software dannosi in tutto il mondo, con un aumento del + 15 %.

Tra i malware più fastidiosi vi è ‘Conficker’, responsabile del 14% di tutti gli attacchi informatici mondiali. Dal momento in cui è stato individuato per la prima volta, nel 2008, sta creando un sacco di fastidi a tutti gli utenti del social network Facebook, del servizio di videochiamata Skype e di quelli di posta elettronica come Gmail e Yahoo, sul sistema operativo Windows.

Al secondo posto, invece, con il 9% degli attacchi totali, a livello globale c’è ‘Tinba’, un trojan che si maschera dietro un programma, solo all’apparenza innocuo, ma che in realtà, agisce su coloro che posseggono un conto corrente, preferibilmente italiani e polacchi.

Per quanto riguarda, invece gli smartphone i tablet e similari, molto pericolosi, ‘Hummingbade’ e ‘Iop’, che attaccano gli smartphone Android e ‘Xcode Ghost’ che colpisce iPhone e iPad.

Nathan Shuchami, head of threat prevention di Check Point, ha affermato che: “Rileviamo costantemente un’impennata del numero di varianti di malware attive contro le reti aziendali, che è esemplificativo dell’impegno che gli hacker stanno dedicando a creare nuovi attacchi zero-day, oltre a dimostrare l’importanza della sfida che le aziende affrontano difendendo le loro reti dai cybercriminali. Le organizzazioni devono valutare l’applicazione di soluzioni advanced threat prevention per le proprie reti, per gli endpoint, e per i dispositivi mobili, al fine di bloccare i malware allo stadio pre-infettivo, e garantire una sicurezza effettiva contro le minacce più moderne”.

Alessandro Nardelli

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