domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Minoranza Pd: “Se non convinti, niente più fiducia”
Pubblicato il 24-06-2016


Pd-Guerini-EuropeeNiente più fiducia in bianco. Ora la minoranza del Pd voterà a favore solo se convinta del merito dei provvedimenti. Lo ha detto Roberto Speranza della minoranza del partito in un’assemblea al Nazareno. La direzione del Pd, in cui si doveva discutere delle amministrative, è stata rinviata alla prossima settimana, dopo i risultati del referendum inglese che ha sancito l’uscita dalla Ue. Speranza ha sottolineato che la minoranza non chiede poltrone o posti in segreteria ma una svolta nell’azione di governo. Alle amministrative ha detto ancora Speranza “c’è stata una sconfitta molto dura. Non ricordo una sconfitta amministrativa così pesante del centrosinistra, che non si può minimizzare. Non vogliamo fare processo a nessuno, non avrebbe senso”.

“Non voglio – ha aggiunto – parlare di Renzi e di altri, vorrei una discussione matura e senza magliette di parte: dobbiamo avere l’ambizione di parlare del futuro dell’Italia, capire il perché del messaggio politico chiaro e forte che gli italiani hanno lanciato e come ripartire”. Questa è una “responsabilità” che “non sentiamo come minoranza ma come democratici italiani”. “Se non siamo noi del centrosinistra – ha detto ancora Speranza – a batterci per una società più giusta ed equa smettiamo di essere noi stessi e finisce che chi crede nella lotta per una società più giusta inizia a guardare altrove”.

“Non sto parlando di ministeri e poltrone né tantomeno di posti in segreteria, quelli li avevamo, anche importanti e vi abbiamo rinunciato per difendere le nostre idee. Sto parlando delle linea politica di fondo se vogliamo evitare che l’Italia superi le gravissime fratture sociali che la caratterizzano. Non siamo più disponibili: si deve invertire la rotta e sulle questioni sociali non c’è voto di fiducia che tenga”. Speranza ha poi sottolineato che “in questi mesi abbiamo spesso votato cose che non ci convincevano, ad esempio per togliere la tassa sulla casa in maniera indistinta, anche ai miliardari. Non siamo più disponibili a sostenere provvedimenti che aggravano le fratture sociali, perché così consegneremo il Paese alle destre e ai Cinque stelle”. “Queste elezioni hanno rappresentato il funerale del partito della nazione, che è stato tentato follemente in comuni importanti”. “Basta – ha concluso – con alleanze improprie e con tentativi di sfondamento a destra: il Pd torni con coraggio a fare il cardine di un nuovo centrosinistra aperto al civismo”.

Le elezioni appena passate hanno mostrato i limiti della maggioranza così come concepita oggi. Il Pd non riesce a allargare i propri consensi verso il centro e allo stesso tempo perde voti a sinistra. Le basi su cui poggia la teoria del partito della nazione escono indebolite e rischiano di non poter reggere alla forza del Movimento Cinque Stelle che è l’unico partito capace di sfruttare a pieno le caratteristiche dell’Italicum. Se Casaleggio avesse scritto di suo pugno una legge elettorale non avrebbe potuto far di meglio per aiutare il proprio movimento.

A Roberto Speranza ha risposto Lorenzo Guerini: “Una cosa è invitare alla ricerca della massima sintesi possibile su alcuni provvedimenti, fatto del resto che è un’abitudine in un partito come il Pd. Altra è evocare l’ipotesi di non votare la fiducia al governo. Sarebbe un fatto grave e la negazione del significato stesso di essere un partito”. Renzi in questi giorni, in risposta al fermento delle opposizioni interne, ha minacciato la cancellazione delle correnti. Cosa che comunque non impedirebbe ai singoli deputati di avere posizioni differenti da quelle del segretario.

“Io penso – ha aggiunto Gianni Cuperlo della minoranza – che un grande partito debba discutere e avere delle proposte che siano sintesi della discussione. Ancorare fortemente il Pd alla sua missione che è di essere architrave della sinistra. Serve un grande partito a sinistra e non una confederazione”. Il senatore PD, Federico Fornaro presentando all’assemblea della Sinistra Riformista l’analisi del voto sulle amministrative 2016 ha affermato che “bisogna avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome:il PD ha subito una chiara e netta sconfitta alle elezioni comunali del 2016. Il centro-sinistra rispetto alle precedenti amministrative (24 capoluogo di provincia) perde il 10,5% dei voti e il PD oltre il 4%. Cresce l’astensionismo e il voto di protesta (crescente nei territori e nei bacini di consenso tradizionale della sinistra) che si indirizza verso il M5S, oramai sdoganato, e verso il non voto. Se non si comprendono le ragioni del disagio e del rancore – largamente diffuso tra i giovani e nei ceti popolari – nei confronti del PD e non si inverte rapidamente la rotta nelle scelte di fondo del Governo e nella gestione del partiti si va a sbattere”.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Speranza rassegnati, sono quelli come te che fanno fallire il PD. In inghilterra 52 contro 48 vince la maggioranza.. nel tuo partito 90 contro 10 vincono i 10. Quindi rassegnati: voto 5 stelle perchè voi possiate scomparire dal partito e possibilmente dalla faccia della terra.

  2. Costituzione della Repubblica Italiana.
    Art. 67
    Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

    Se applicassero la Costituzione e facessero gli interessi dell’Italia, cioè se fossero “mediamente” patriottici se ne fregherebbero del segretario e del cerchio magico del loro partito. Invito alla lettura “La via del coraggio” di J.F.Kennedy. Si sa in Italia le nostre classi dirigenti in genere, la storia insegna, sono fatte da vigliacchi.

  3. da vecchi riformisti di sinistra e cofondatori dell’ulivo, nel 2007 volevamo un grande partito socialista anche in Italia, né massimalista né craxiano. Per questo votammo anche PSI nel 2008 (ahimè, 1%). E per questo non avevamo mai aderito al minestrone veltroniano. Figurarsi ora con la DC 2.0 del royal baby..
    Cuperlo, Bersani, Speranza ecc, finchè reggerete il sacco a Renzi non avrete alcuna credibilità. Così neppure Nencini & co.
    Noi andiamo (faticosamente) a sinistra e naturalmente al referendum http://www.iovotono.it

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