sabato, 3 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Olimpiadi 2020: si dimette governatore di Tokyo
Pubblicato il 16-06-2016


Yoichi-Masuzoe-640Il governatore di Tokyo, Yoichi Masuzoe, grande sostenitore dei Giochi Olimpici, ha rimesso il suo mandato dopo la notizia di essere implicato in uno scandalo di natura finanziaria per uso improprio di fondi pubblici, destinati a spese private. Un storia che ricorda (Mutatis mutandis) quella di Ingazio Marino che si dimise per alcuni scontrini. Masuzoe fa parte del partito liberal-democratico, ma è stato “lasciato solo” dal suo gruppo, che ne ha preso le distanze. Il ritiro dalla carica dovrebbe essere ufficializzato il prossimo 21 giugno.

Sostenitore dei giochi olimpici – Masuzoe da sempre è uno dei più grandi sostenitori dei Giochi Olimpici che si disputeranno a Tokyo nel 2020 e, non a caso, avrebbe voluto prolungare il suo carico almeno fino alle prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro, in programma ad agosto, per partecipare alla cerimonia di apertura. Ma la situazione era diventata insostenibile, anche perché non si tratta del primo scandalo che riguarda Tokyo 2020. Masuzoe è finito sotto l’occhio del ciclone per i suoi viaggi all’estero definiti “inappropriati” per le eccessive spese, oltre che per l’uso delle auto di servizio per fini personali e per acquisti come opere d’arte o libri di fumetti per i propri figli. E pensare che anche il suo predecessore, Naoki Inose, si era dimesso nel dicembre 2013 per uno scandalo di natura finanziaria: l’ex governatore aveva ricevuto 50 milioni di yen (420.000 euro) come un prestito personale da parte del gruppo ospedaliero Tokushukai guidato da Torao Takuda, padre del membro della Camera Takeshi Tokuda.

Scandali e gaffe – Dunque una ‘macchia’ nel cammino che porta ai Giochi in Giappone del 2020, già segnato dalla clamorosa gaffe riguardante il logo. A settembre 2015 infatti il Comitato organizzatore aveva deciso di cambiare il disegno ufficiale dopo la pubblica denuncia dell’artista belga, Olivier Debie, secondo cui il primo logo scelto per i Giochi, realizzato da Kenjiro Sano, era un plagio di quello da lui creato per il teatro di Liegi. Non solo, sempre nello scorso autunno, il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, aveva imposto un tetto massimo di spesa (1,29 miliardi) dopo lo scandalo per l’aumento esponenziale dei costi per la costruzione dello stadio olimpico, che sarebbero lievitati fino a 252 miliardi di yen. Insomma Roma, che è in piena corsa per l’Olimpiade 2024, è meglio se tiene gli occhi aperti su questa serie di scandali per evitare gaffe simili.

Francesco Carci

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento