sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Omicidio di Sara. Locatelli:
un decalogo per le ragazze
Pubblicato il 01-06-2016


Convalidato dal Gip di Roma il fermo di Vincenzo Paduano, la guardia giurata che ha confessato di aver ucciso l’ex fidanzata Sara Di Pietrantonio, dopo l’interrogatorio di garanzia in carcere. L’accusa è omicidio volontario premeditato e stalking. Secondo quanto emerso dall’autopsia, Sara sarebbe stata aggredita, tramortita e strangolata prima di essere data alle fiamme. La ragazza era quasi certamente morta quando l’ex fidanzato le ha dato fuoco.

Sara Di Pietrantonio femminicidio“È stato un momento. Ora ho paura” avrebbe detto dalla cella Paduano a chi ha avuto modo di parlargli. Il 27enne si trova in una cella singola del carcere romano di Regina Coeli ed è sorvegliato a vista 24 ore su 24 anche per difenderlo da se stesso.

Da quanto hanno appurato gli investigatori, dopo la ‘rottura’ con il fidanzato, Sara ha continuato ad avere contatti via sms con il suo ex. Dal ragazzo gli arrivavano minacce, ma la studentessa lo avrebbe confidato solo al nuovo fidanzato.
Alle minacce ha fatto seguito un delitto atroce perché il 27enne non si rassegnava alla fine della storia e non accettava che lei frequentasse un altro, epilogo tragico di una relazione durata due anni e sfociata in un ‘rapporto morboso’.

Secondo la ricostruzione degli investigatori Paduano, vigilantes, quella sera faceva servizio in zona, ma ha lasciato il lavoro e ha aspettato Sara sotto casa del suo nuovo ragazzo. Prima che la ragazza risalisse in macchina per tornare a casa, si è allontanato precedendola e poi, quando è arrivata su via della Magliana, si è fatto superare, l’ha affiancata costringendola a fermarsi. Dopo la lite, avrebbe tirato fuori l’alcol spargendolo sulla macchina e addosso alla ragazza che terrorizzata, è scesa dall’auto scappando e chiedendo inutilmente aiuto agli automobilisti di passaggio. Patuano l’ha raggiunta, colpita, strangolata e alla fine ha appiccato il fuoco. Poi è tornato al lavoro dove è stato prelevato dagli agenti della mobile che lo hanno arrestato.

“La crudeltà del femminicidio di Sara Di Pietrantonio e i dati diffusi da Telefono Rosa, che parlano di 155 donne uccise da gennaio 2015, devono spingerci a fare qualcosa di immediato e concreto. Naturalmente – scrive Pia Locatelli capogruppo Psi alla Camera e presidente onoraria dell’Internazionale socialista donne in un post su Il Fatto quotidiano – la piena applicazione della convenzione di Istanbul, così come l’attuazione del Piano antiviolenza sono importanti, ma dobbiamo pensare anche a qualcosa da fare subito un forte campanello d’allarme per le ragazze nel quale si danno i segnali di pericolo e si consigliano le azioni da intraprendere.

Una sorta di ‘decalogo’ che tuteli tutte le adolescenti e le giovani donne che non necessariamente hanno subito violenza dai loro partner e che non hanno gli strumenti per riconoscere alcuni segnali di pericolo. Bisogna pensare a una campagna mediatica da diffondere soprattutto sul web, principale strumento di informazione dei giovani e delle giovani, nella quale si indichino chiaramente quali sono gli immediati sintomi di un rapporto “malato” che spesso degenerano in violenza.

Ho ascoltato storie di ragazze giovani che erano quasi “orgogliose” della gelosia del loro ragazzo, come se questa fosse una dimostrazione d’amore. Così come ho sentito minimizzare le insistenze di partner lasciati, gli insulti e a volte perfino uno schiaffo. Basta che poi lui chieda scusa, giuri che non accadrà più e si mortifichi e quasi sempre il tutto viene dimenticato. Tutti questi invece – conclude – sono dei campanelli d’allarme che dobbiamo insegnare a riconoscere e soprattutto a non sottovalutare. Subito. Prima di un altro atroce femminicidio”.

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