lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pensione anticipata
e sgravi. Annunciate
le penalizzazioni
Pubblicato il 08-06-2016


Pensione anticipata
COSÌ LE PENALIZZAZIONI
Dal prossimo anno, con la Legge di Stabilità 2017, sarà resa operativa la nuova Ape, un sistema di pensionamento anticipato che permetterà di smettere di lavorare prima, con piccole penalizzazioni. Si potrà quindi lasciare la propria attività tre anni prima di quanto previsto dal governo Monti nel 2001 attraverso la Legge Fornero. Non più a 66 anni, quindi, ma a 63. Chi farà questa scelta, però, ricorda ‘laleggepertutti.it’, avrà una penalizzazione variabile tra il 3 e il 4% a seconda degli anni di anticipo e del reddito effettivo. La percentuale potrebbe scendere all’1% per chi percepisce importi minimi o per chi è disoccupato da tempo, oppure superare il 6% per gli assegni più congrui. Inoltre, il governo starebbe valutando un ulteriore taglio sulla parte contributiva nel caso venisse usato, per il calcolo del montante accumulato, il coefficiente dell’età effettiva del ritiro dal lavoro, anziché quello previsto per il requisito anagrafico minimo di accesso al trattamento di vecchiaia. In questo caso il primo, vale a dire uno stop anticipato, è più penalizzante del secondo. Nel periodo di pensione anticipata l’assegno verrà erogato con il contributo di un prestito bancario o assicurativo, che sarà parzialmente a carico del lavoratore. Questo, una volta raggiunta l’età minima della pensione di vecchiaia, dovrà restituire i soldi anticipati a rate negoziabili. Lo Stato invece coprirà la quota relativa agli interessi, un intervento che potrebbe tradursi in un impatto tra il 5 e quasi il 20% dell’importo della prestazione di quiescenza. Al vaglio dell’esecutivo anche gli interventi per i cosiddetti ‘lavori usuranti’ in modo da tutelare maggiormente i lavoratori che operano in condizioni particolari. Palazzo Chigi potrebbe inoltre aggiungere alle pensioni minime il bonus da 80 euro introdotto dal Jobs Act, limitandolo a chi produce un reddito massimo annuo di 26mila euro. Altre manovre in cantiere al governo potrebbero riguardare il sistema del riscatto della laurea, che si baserebbe su versamenti volontari e non più su parametri fissi, e il taglio dell’aliquota fiscale sui rendimenti dei fondi integrativi.

Poletti
FURBI SGRAVI INPS SARANNO COLPITI
“In Italia accade molto spesso che su una legge ci sia qualcuno che fa il furbo, il Ministero del Lavoro aveva spiegato che ci sono cose che non si possono fare” per avere le decontribuzioni del Jobs act. “Poi si fanno i controlli e chi ha sbagliato viene duramente colpito”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, parlando degli sgravi ingiustamente ottenuti da molte imprese. Poletti ha aggiunto che quanto accaduto non cambia “in maniera significativa i numeri del Jobs act”. Il ministro ha spiegato che “sono milioni che hanno usato la decontribuzione, in termini assoluti cambia poco”. Poletti ha invece ricordato come la creazione di “400 mila posti stabili è un grandissimo risultato”. Poletti ha concluso ricordando che “noi vogliamo bene alle imprese ma alle buone imprese che rispettano le regole”. Il decreto che dovrebbe prevedere una stretta sull’utilizzo dei voucher, dovrebbe arrivare in Cdm “entro pochissimo tempo”, ha sottolineato Poletti.

Unioni civili, Pessi
PER ASPETTI LEGATI AL LAVORO LEGGE NON BASTA
“È una legge che cambierà il Paese, questo è certo, ma per quanto riguarda le ricadute che avrà sugli aspetti legati al lavoro, alcune cose andranno interpretate e chiarite dalla giurisprudenza che però non potrà sciogliere tutti i nodi e credo che qualcosa sul piano normativo si dovrà ancora fare”. Così Roberto Pessi, giuslavorista, prorettore alla Didattica della Luiss, ha parlato con Labitalia degli effetti sulle norme sul lavoro della legge che riconosce le unioni civili anche tra persone dello stesso sesso. “Sicuramente – ha spiegato Pessi – ci vorrà un intervento legislativo per intervenire sulla norma che prevede la nullità del licenziamento della lavoratrice a causa di matrimonio. Una norma che andrà riscritta perché tutela solo un genere, quello femminile, per via di un orientamento giuridico che tradizionalmente ha teso a proteggere le donne cui magari veniva imposto di non sposarsi pena la perdita del lavoro. E dunque o si sceglie il regime della doppia tutela estendendo anche al coniuge uomo le regole della nullità oppure se si lascia così, avrà valore solo nel caso di unioni civili fra persone di sesso femminile”. Ma se “non dovrebbero esserci problemi sulla parificazione delle unioni civili al matrimonio anche in azienda e sui luoghi di lavoro (fatti salvi i costi economici che naturalmente aumenteranno) – ha affermato Pessi – diverso è il discorso sulle discipline lavoristiche che riguardano la maternità e la paternità”. Infatti anche se la stepchild adoption non è stata approvata, possono presentarsi casi di coppie omosessuali con figli piccoli, di cui legalmente, per ora, rimane genitore uno solo. A chi spetteranno i permessi? E un padre di bambino piccolo che abbia sottoscritto un’unione civile con un compagno può rivendicare il congedo? “In termini giuridici – ha osservato Pessi – non c’è una vera equiparazione tra madre e padre, né si potrà procedere all’individuazione di tali ruoli attraverso le auto-dichiarazioni. Il tema è molto complesso”. “Ad esempio quello che chiamiamo congedo di maternità cioè i tre mesi retribuiti dopo la nascita del bambino, potrebbe essere invocato se il bambino è molto piccolo e necessita di accudimento che nessun altro se non il padre può dargli. O ancora i permessi parentali. Attualmente si dividono a metà, tra madre e padre. Ma nel caso di unione tra persone dello stesso sesso bisogna scegliere cosa fare: si applicano tutti quanti a un solo genitore (la ‘madre’ o il ‘padre’) o si dimezzano (la metà a uno solo) o si raddoppiano (tutti a tutti e due) “. Insomma i nodi da sciogliere ci sono, eccome. “Farà la sua parte anche la negoziazione collettiva nazionale e aziendale – ha osservato Pessi – Ad esempio i congedi matrimoniali sono previsti in tutti contratti collettivi e riguardano sia l’uomo che la donna”. Ci sono anche i costi economici: “Oltre a quelli per le aziende, visto che i congedi matrimoniali sono previsti in tutti i contratti collettivi, ci sono quelli a carico dello Stato. La spesa per le pensioni di reversibilità potrebbe passare dagli attuali 24 miliardi l’anno a oltre 30 miliardi di euro”. E poi, ha concluso Pessi “tutto questo è comunque sottoposto alla validazione della tenuta dell’intervento legislativo nel suo complesso. Ricorsi per una sua possibile anti-costituzionalità per via dell’esclusione della stepchildadoption sono molto probabili”.

Nuovi percorsi
L’INPS È L’ARTE
“Trasparenza vuol dire anche mettere in mostra i ‘gioielli’ accumulati nel tempo e renderli visitabili ai cittadini, che nell’occasione potranno ricevere anche informazioni sulle attività dell’Istituto”. Così il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha presentato, nel corso di una conferenza stampa a Roma, l’appuntamento ‘Welfarte’, svoltosi il 21 maggio scorso, con l’apertura straordinaria dei palazzi e delle sedi storiche dell’Inps in tutta Italia. A Roma, nel quartiere Eur, l’iniziativa, che ha coinvolto anche Eur spa e Mibact, ha preso il nome di ‘Eur porte aperte’ e ha consentito la visita gratuita anche a palazzi e musei del quartiere oltre che, in via del tutto straordinaria, al cantiere de la ‘Nuvola’ di Fuksas. Il pubblico ha potuto visitare le sedi storiche dell’Istituto di Roma, Milano e Firenze e i palazzi che ospitano il convitto ‘Principe di Piemonte’ di Anagni e il collegio Santa Caterina di Arezzo. “Abbiamo messo in mostra – ha evidenziato Boeri – i palazzi dell’Istituto che hanno grande valore architettonico, e attraverso visite guidate abbiamo mostrato al pubblico parte del patrimonio artistico dell’Ente. Noi vogliamo valorizzare questo patrimonio e tramandarlo alle generazioni future, e ci sono state tante opere legate ai temi della previdenza e del lavoro”. All’Eur, oltre al Palazzo della direzione generale Inps, dove i visitatori hanno potuto ammirare l’esedra monumentale e la preziosa collezione di opere d’arte custodite all’interno dell’edificio, sono stati anche aperti Palazzo Uffici, con il sottostante rifugio anti aereo, il cantiere del nuovo Centro Congressi. L’operazione, ha spiegato Boeri, “ha avuto un costo complessivo, comprensivo di personale e allestimenti, di 50 mila euro; gli allestimenti resteranno per le prossime edizioni che faremo perché, ripeto, vogliamo valorizzare e tramandare questo patrimonio architettonico e artistico”. E anche il presidente di Eur Spa, Roberto Diacetti, ha rimarcato che “questa è stata l’occasione per far scoprire le grandi opportunità architettoniche e artistiche che offre l’Eur, che passa spesso come un quartiere legato al business: abbiamo mostrato a tutti la storia che c’è in questi palazzi e renderla ‘appannaggio’ di tutti”.

Orlandi
DELINQUENTI ANCHE ALLE ENTRATE MA VENGONO LICENZIATI
”Abbiamo i delinquenti, come tutti, ma non spazziamo mai la polvere sotto il tappeto”. Infatti ”abbiamo licenziato questa gente”. Lo ha affermato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, in audizione nella commissione Finanze della Camera. Quando si sono verificati casi di corruzione, ha ricordato Orlandi, ”ci siamo costituiti parte civile e abbiamo chiesto il risarcimento”. A causa delle particolari attività svolte dall’Agenzia delle entrate ”a volte è molto difficile intercettare i casi di truffa”, ha riferito Orlandi. Soprattutto quando ”quello che si vende non è ciò che fai ma ciò che non fai”. Ci sono stati dei casi di soggetti che lavoravano per l’amministrazione che ”hanno chiesto dei soldi per non fare la verifica”. ”Tutti i casi di corruzione – ha ribadito il direttore – prevedono il licenziamento”. Pugno duro, ma anche attenzione a non strumentalizzare. ”Ho già avuto problemi nel passato, e potrei averli, perché se si crea un’incomprensione tra il paese e l’amministrazione ci sono dei rischi di violenza”, ha fatto notare Orlandi, parlando dei casi di dipendenti che sono stati minacciati. ”Le ho già vissute con i miei occhi e non le voglio riviverle”, ha aggiunto.

Carlo Pareto

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