lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Perché l’Isis uccide gli omosessuali
Pubblicato il 13-06-2016


La strage americana di Orlando, nel locale gay il Pulse, che ha provocato cinquanta morti e decine di feriti, è l’esatta prosecuzione delle stragi di Parigi. Non è chiaro se questa, come pare, sia solo frutto di un atto individuale, poi assunto come gesto politico dalla stessa Isis, ma la carneficina di Omar Mateen si inscrive coerentemente nella strategia di colpire l’Occidente della corruzione e del peccato. A Orlando è stata la volta dei gay, a Parigi, al Bataclan, era la volta delle discoteche rock e prima ancora del sarcasmo e della libertà di satira. Prima capiremo che questa è guerra di civiltà, senza trincerarci dietro giustificazionismi fuori luogo e tempo, e meglio sarà per noi.

Per vincere un guerra di civiltà dovremmo innanzitutto convincerci che la nostra cultura è quella giusta. Altrimenti perché mai dovremmo combatterla? Lo dico ai tanti, e purtroppo sono tanti anche in Italia, che continuano a ritenere che la guerra jidaista sia l’effetto dei nostri errori, delle nostre guerre, delle nostre sopraffazioni. Tutte cose che possono avere anche contribuito al proselitismo e al consolidamento del variegato esercito islamista che si è scagliato contro di noi. L’origine del conflitto è però religiosa e intrinsecamente legata a una particolare lettura del Corano, che viene tradotta in guerra contro gli infedeli e per loro conquista.

Se noi che siamo figli della cultura liberale, anche se a volte l’abbiamo tradita, cediamo sui principi di fondo della nostra civiltà rischieremo di essere sopraffatti da questa strategia del terrore, del sangue, della strage. In ogni luogo, come ci ricorda il professor Margelletti, può nascondersi un terrorista disposto a morire ammazzando. La prevenzione è difficile, quasi impossibile. Certo la comunità internazionale, adesso pare in corso un’offensiva russo-siriana per dare il colpo decisivo allo stato islamico, deve risolvere al più presto questa anomalia di un terrorismo che detiene un territorio. Ma non basterà. Non cesserà nel mondo questo vile e fanatico attacco del medioevo al nostro duemila. Abbiamo due doveri. Non cedere sui principi di laicità e di tolleranza, non alleggerendo, ma anzi accentuando, il nostro rispetto per i diritti di tutte le diversità, e favorire nel contempo un’integrazione degli immigrati che provengono dall’Islam che non sia né cedimento né compromesso, ma piena adesione di tutti alla cultura della libertà.

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