domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pressing su Vegas. Ma lo scontro è politico
Pubblicato il 14-06-2016


giuseppe vegas

Scontro aperto tra Giuseppe Vegas, a guida della Consob, e il ministro dello Sviluppo economico, il renziano Carlo Calenda, subentrato dopo le dimissioni del ministro Guidi. “Non sta al governo commentare l’operato di autorità indipendenti, ma degli errori gravi sono stati fatti. La Gabanelli ha ragione”. Ha detto il ministro sull’operato della Commissione presieduta da Giuseppe Vegas. Il riferimento è all’inchiesta della trasmissione “Report”, a cui va dato merito, che denunciava l’eliminazione degli scenari probabilistici dai prospetti informativi da parte della Consob, per informare correttamente gli acquirenti di prodotti bancari e finanziari. Vedi le obbligazioni subordinate finite con la confisca dei risparmi investiti che ha portato sul lastrico numerose famiglie italiane che li avevano sottoscritti.

La conduttrice di Report, Milena Gabanelli, ha mostrato, nella puntata del 5 giugno, la lettera in cui il presidente della Consob avrebbe chiesto di eliminare tali scenari probabilistici. Gabanelli ha chiuso la trasmissione chiedendo le dimissioni di Vegas. Alla giornalista Vegas ha replicato che Consob non ha mai abrogato l’obbligo di inserire gli scenari probabilistici nei prospetti delle obbligazioni bancarie perché quest’obbligo non è mai stato introdotto, né a livello nazionale né a livello europeo. Oggi la presa di posizione di Calenda in risposta a una domanda posta da Giovanni Minoli nel corso della trasmissione Mix 24, dà un peso tutto politico.

Vegas, che è giunto alla guida della Consob con la candidatura Forza Italia di cui era senatore, ha respinto le critiche sostenendo che la Consob “ha sempre operato con l’unico obiettivo di perseguire i suoi fini istituzionali, fissati dalle norme nazionali ed europee”. Il presidente dell’Autorità prende atto “delle pressioni politiche esercitate nei miei confronti da alcuni esponenti di governo”. E parla di “sollecitazioni che prendono mosse da ricostruzioni mediatiche alle quali ho già replicato e ritengo di aver dimostrato l’infondatezza delle accuse”.

Sullo sfondo lo scontro tra i centristi che devono contendersi il poco spazio lasciato libero dal Pd. Il vice ministro dell’Economia Enrico Zanetti in una nota scritta plaude alle parole di Calenda: “Adesso siamo in due, nel governo, a dire in modo esplicito che ci sono stati errori e goffe autoassoluzioni. Il punto è capire se basta o dobbiamo diventare tre, quattro o cinque”. A difendere Vegas invece il ministro degli interni Angelino Alfano, un altro centrista, che cerca di difendere i propri confini di manovra sempre più stretti e che con Zanetti si contende una fetta di possibili voti. Non è la prima volta che l’ex delfino di Berlusconi si mette di traverso, basta ricordare la sua posizione sulle unioni civili quando Alfano aveva minacciato di votare contro il governo. Cosa che poi non ha fatto. Ma sta di fatto che sempre più spesso cerca di ritagliarsi un proprio ruolo.

Alfano ha parlato di una difesa per “motivi di opportunità istituzionale”. “In ballo – ha detto  – non c’è la persona del presidente Vegas, peraltro stimato per la sua serietà e competenza, ma una corretta relazione tra le istituzioni”. Perché “in ballo c’è una grande questione di opportunità. Gli osservatori tecnici e politici della riforma costituzionale, rilevano l’assenza o la debolezza di un sistema di organi di bilanciamento o di garanzia rispetto al rafforzato ruolo dell’Esecutivo e del partito vincitore che riceverà un premio dalla legge elettorale. Tutto ciò al punto che l’anno rimanente dopo il referendum e prima del voto dovrà essere impiegato per realizzare, con legge ordinaria, quanto è carente in termini di sistemi di garanzia e completare così la riforma. Di fronte a queste obiezioni, cominciare (già da adesso) ad attaccare le autorità indipendenti di garanzia, può rappresentare un pessimo presagio sul futuro e un ottimo argomento per i sostenitori del no alla riforma”.

Anche il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta ha difeso Vegas, ex senatore forzista, definendo “inaccettabile e indecente” la critica di Calenda a Vegas e a Consob. Ma già in mattinata, ancora prima delle parole di Alfano, Calenda aveva cercato di spegnere il fuoco: “Evito normalmente le polemiche, mi spiace se ne ho provocata una” ha detto il ministro per lo Sviluppo Economico. “Ho solo dato un giudizio, non voglio fare nessuna polemica con nessuno”.

Edoardo Gianelli

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