martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

PSÍ PER LA RIFORMA
Pubblicato il 10-06-2016


Manifesto banner referendum costituzionaleMentre si continua a fare campagna elettorale per i ballottaggi sulle amministrative, in questi giorni è già partita la competizione per il referendum sulla riforma costituzionale. A ottobre il popolo italiano sarà chiamato a decidere se cambiare oppure no alcuni punti cardine del testo della Costituzione, sulla riforma che prende il nome dal Ministro per i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, si gioca anche la permanenza del Governo Renzi a Palazzo Chigi.
In più occasioni infatti il Presidente del Consiglio e segretario del Pd ha ribadito che in caso di bocciatura della sua riforma ci saranno le dimissioni di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi.
“Ho legato la mia permanenza al governo all’approvazione delle riforme nel referendum di ottobre e mi hanno accusato di aver personalizzato. Adesso gli stessi vorrebbero legare il governo al voto
di alcune realtà municipali? Ma non scherziamo. Nessun Paese del mondo civile fa così. Si rassegnino: le elezioni amministrative sono un passaggio locale. Utili tutte le riflessioni sociologiche di questo mondo. Ma che vada in un modo o in un altro stiamo parlando di episodi territoriali, non di un voto
nazionale”. Ha affermato Matteo Renzi in una intervista al Corriere della Sera. E aggiunge: “Io credo che sia poco corretto fare analisi di politica nazionale sul voto amministrativo. Ma se proprio si deve fare, dico che non mi fa paura chi fa politica contro qualcuno”.
Tra i promotori per il Sì anche il Psi. L’11 e il 12 giungo saranno infatti presenti nelle piazze italiane i gazebo socialisti per la raccolta delle firme. L’obiettivo prefissato dalla campagna straordinaria è il raggiungimento di 100mila adesioni entro un mese. I Comitati socialisti per il Sì sono già stati costituiti anche all’estero e le ragioni per il Sì sottoscritte, attraverso un manifesto, da intellettuali, costituzionalisti, artisti, storici. A Firenze, l’11 giugno, sarà presente il Segretario del Psi, Riccardo Nencini, insieme a militanti, amministratori e iscritti al partito.
“È già partita una campagna di mobilitazione del Psi per il Sì al Referendum del prossimo autunno”- ha annunciato Nencini, che specifica: “sabato 11 e domenica 12 il PSI sarà presente in tutte le piazze italiane per proseguire la raccolta delle firme. Il nostro impegno politico è stato fortemente sostenuto da intellettuali, costituzionalisti, storici e artisti di primo piano nel panorama italiano. Questa mobilitazione non rimarrà circoscritta solo nel nostro Paese, ma si estenderà anche all’estero dove vivono nostri connazionali che si sono già attivati per la creazione dei comitati: abbiamo attivisti pronti a scendere in campo da Bruxelles sino a San Paolo in Brasile, convinti della necessità di una riforma costituzionale che il nostro Paese attende da anni e che garantirà quella governabilità necessaria per affrontare le sfide sociali del presente, in un momento di gravissima difficoltà per una fetta sempre più ampia della popolazione”. “È tempo di rimboccarsi le maniche, puntando all’ambizioso traguardo delle 100.000 firme. Abbiamo per anni cercato inutilmente di cambiare il bicameralismo paritario e quest’aspirazione è nel Dna stesso dei socialisti che, al tempo della costituente, si schierarono con forza in favore del monocameralismo”, ha detto il Segretario del Psi. “Questa riforma non è perfetta, certo, ma è necessaria per affrontare le sfide a cui siamo chiamati. Il fronte opposto, con la retorica di difesa acritica della carta costituzionale alimenta il caos e l’ingovernabilità alla quale la politica è chiamata a porre un freno”, conclude Nencini.
La Costituzione anche se è una carta fondamentale non è immutabile, e riformarla dopo 70 anni dalla firma del testo costituzionale significa dimostrare credibilità a livello internazionale al contrario di quanto dimostrato con i tantissimi governi che si sono susseguiti.
Le ragioni per il sì sono state esposte anche dal presidente del Psi, Carlo Vizzini: “Diminuzione del numero dei parlamentari, con una specifica funzione del Senato che sarà la camera del territorio, eliminazione del Consiglio Nazionale Economia e Lavoro, velocizzazione del processo legislativo con indicazione dei tempi in cui un provvedimento deve essere approvato, e di conseguenza si metterà fine all’uso e all’abuso della decretazione d’urgenza, ai maxi emendamenti del governo, alle leggi delega e ai decreti delegati. Sarà restituita la centralità alla Camera dei deputati e i tempi di legiferazione saranno in linea con le esigenze di famiglie e imprese”.
“Inoltre – ha proseguito Vizzini – è prevista la revisione del titolo V che elimina le competenze concorrenti tra Stato e Regioni, causa spesso di confusione e conflitti di fronte alla Corte costituzionale”.

Per saperne di più:
SOCIALISTI X SÍ – PERCHÉ VOTARE A FAVORE DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE

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