sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Renzi da Putin, mentre l’Ue rinnova le sanzioni
Pubblicato il 17-06-2016


italia-russia-150305181101Mentre il Presidente del Consiglio italiano si trova in Russia, il Consiglio Ue che avrebbe dovuto decidere sul futuro delle sanzioni il prossimo 28 e il 29 giugno ha deciso oggi di prolungarle fino al 23 giugno 2017. Lo ha reso noto lo stesso Consiglio. L’Ue, si ricorda in una nota, “continua a condannare l’annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Federazione russa e rimane impegnata ad attuare pienamente la propria politica di non riconoscimento”.

Putin oggi ha provato a far breccia nel muro delle opposizioni europee in vista del prossimo rinnovo delle sanzioni. Il tentativo del Presidente russo è stato quello di sciogliere i nodi politici con l’Europa attraverso quelli economici, puntando sul XX forum internazionale di San Pietroburgo.
A rispondere alla chiamata, come ospite d’onore, l’Italia con il premier Matteo Renzi che ha subito reso noto lo scopo della visita: “Oggi firmeremo accordi per oltre un miliardo di euro, accordi legittimi nel quadro delle sanzioni perché noi rispettiamo tutte le regole”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi quantifica così, a margine della visita al cantiere Astaldi a San Pietroburgo, il valore delle intese che oggi pomeriggio, alla presenza anche di Vladimir Putin saranno firmate tra aziende italiane e russe, tra le imprese italiane coinvolte, Salini Impregilo, Prysmian e Tecnimont. “Noi stiamo lavorando per costruire ponti, questo è l’obiettivo dell’Italia, l’Italia pensa che serva il dialogo e non la chiusura. Per questo oggi è una giornata importante perché noi pensiamo che le ragioni che ci uniscono sono più di quelle che ci dividono”.
Il nostro Paese infatti ha bisogno di risalire la china dopo due anni di sanzioni che hanno portato a pesanti perdite nell’export: -31% dal 2014, con una perdita di 9,6 mld di euro. Ma Matteo Renzi ha voluto anche mettere sul piano la vicinanza politica e geografica di Mosca con l’Europa: “È fondamentale che la Russia prenda parte ai tavoli del Mediterraneo”, e ha aggiunto: “Non parlo del passato, l’ho promesso, io non ero ancora primo ministro lo sono diventato quando si consumava la crisi e se siamo arrivati a quel processo sanzionatorio c’è un punto: non sono stati gli Usa a decidere ma alcuni leader europei hanno scelto di accelerare alcune procedure”. Secondo Renzi, “l’accordo di Minsk va implementato. Oggi nella fase che stiamo vivendo la parola guerre fredda non può stare nel vocabolario del terzo millennio. Ue e Russia devono tornare ad essere degli ottimi vicini di casa; stavolta l’accordo c’è, il protocollo di Minsk è lì, e noi chiediamo che ci sia l’implementazione”, ha concluso.
Putin, nella tavola rotonda all’assemblea plenaria del business forum di San Pietroburgo, ha risposto entusiasta alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio italiano: “Renzi  un grande oratore, mi complimento con lui per l’ultimo intervento. L’Italia può andare fiera di un premier del genere”.
L’incontro sembrava quindi aprire una breccia alle continue ostilità europee verso la vicina Russia, ma in realtà a fare da apripista all’incontro e alla presenza europea a Bruxelles ci ha pensato già una delle massime Istituzioni dell’unione europee: il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, che proprio ieri ha fatto il suo primo viaggio in Russia da quando riveste il ruolo. Il rispetto degli accordi di Minsk per la pace in Ucraina è “l’unica via” per arrivare alla revoca delle sanzioni ha detto Juncker, che nel suo intervento ha subito toccato i tasti dolenti.
Nonostante le affermazioni poco concilianti del presidente Juncker la sua presenza a San Pietroburgo ha scatenato polemiche a Bruxelles, specie da parte della Polonia e dei Paesi Baltici.

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