lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Roma. Aperti al pubblico
i giardini di Palazzo Venezia
Pubblicato il 21-06-2016


fontana del giardino di Palazzo Venezia smallIl giardino di Palazzo Venezia torna ai romani e ai turisti che potranno godere della sua frescura nelle ore diurne, e nelle serate estive assistere a concerti e performance teatrali e artistiche.

Palazzo Venezia, nell’immaginario collettivo simbolo del potere fascista come testimoniato dai filmati dell’Istituto Luce in cui il Duce pronunciava i discorsi dal piccolo balcone prospiciente la piazza e dichiarava guerra a Gran Bretagna e Francia, ha una storia che affonda le radici nel mecenatismo del Regno Pontificio.

Commissionato dal cardinale Pietro Barbo, futuro papa Paolo II, che vi collocò la sua collezione d’arte, fu costruito tra il 1455 e il 1467 utilizzando anche il travertino del Colosseo e del vicino Teatro di Marcello, su progetto forse di Leon Battista Alberti, probabilmente di Francesco del Borgo. Nel 1564 Pio IV ne cedette una parte alla Repubblica di Venezia che vi trasferì l’ambasciata. Dopo il Trattato di Campoformio passò all’Austria che ne fece sede della propria ambasciata. Nel 1916 il Regno d’Italia glielo sottrasse e vi si aprì il museo di arte medievale e moderna.

Nel 1929 Mussolini vi fissò la sede del Governo e del Gran Consiglio. Da anni è sede del Museo Nazionale di Palazzo Venezia e della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte, mentre il giardino è stato degradato a parcheggio delle auto ministeriali.

Il palazzo, che nel 1909 subì sostanziali modifiche con arretramento di un corpo di fabbrica per la realizzazione del piano di sistemazione di piazza Venezia in asse con via del Corso, costituisce il primo edificio rinascimentale con cortile centrale, fulcro del palazzo ed elemento di ripartizione degli spazi sul quale si affaccia la scenografia del portico a due ad ordini sovrapposti e archi su pilastri, chiari rimandi al Colosseo e al Teatro di Marcello.

La fontana al centro venne commissionata nel 1729 a Carlo Monaldi dall’ambasciatore veneto Borbon Morosini, che risolse l’approvvigionamento idrico per gli abitanti del palazzo. Il cortile si trasformò in giardino, viridarium, nella prima metà dell’Ottocento con le siepi di bosso, in seguito vi furono piantate le magnolie, diverse varietà di palme e la rosa banksiae “Alba Plena”.

particolare della vasca nel giardino

Particolare della vasca nel giardino

Dal 2014 ospita anche la sede del Polo Museale del Lazio, istituito in base al DPCM n. 171/2014 che definisce la riforma del MiBACT voluta dal ministro Franceschini, accorpando la gestione di 43 musei e luoghi della cultura. Il 15 giugno scorso il ministro, il direttore del Polo Edith Gabrielli e il direttore del Museo Nazionale di Palazzo Venezia Sonia Martone, entrambe di recente nomina, hanno presentato alla stampa questo progetto di riassetto museologico proprio nel giardino sulla pedana allestita per ospitare gli spettacoli estivi, che funge da palcoscenico e platea con 300 posti a sedere. La prima parte del progetto ha ricevuto con la legge 190 del 23 dicembre 2014 un finanziamento di 5 milioni e quattrocentomila euro per il programma triennale 2016-2018.

Dal 20 giugno tutto il complesso di Palazzo Venezia riassume il suo ruolo di centralità nella vita capitolina grazie all’impulso che la dott.ssa Gabrielli vuole imprimere al palazzo trasformandolo in luogo di interazione fra tutte le arti, integrando la tutela del passato con la produzione culturale contemporanea. Il segnale del cambiamento parte dal rilancio del giardino, bonificato da superfetazioni e oggetto di interventi di arredo urbano, e degli istituti che ospita con un programma culturale adeguato alla storia della città e al suo futuro. Il giardino sarà accessibile dagli ingressi quattrocenteschi di via del Plebiscito e piazza San Marco e da quello settecentesco di Via degli Astalli, una autentica rivoluzione nel tessuto urbano.

Palazzo Venezia il giardinoDal 20 giugno al 16 settembre vi si svolgerà La Rassegna il Giardino Ritrovato, di arte musica teatro e danza, programmazione a cura del direttore del Museo Sonia Martone e Anna Selvi.

L’iniziativa del rilancio prevede inoltre una comunicazione culturale ad ampio raggio, rivolta anche alla formazione, con un ciclo di Conversazioni d’arte a cura del professor Marco Ruffini di “Sapienza” Università di Roma, che vedranno avvicendarsi esperti di rango internazionale, con conferenze magistrali sui grandi protagonisti della scultura e della pittura dal tardo Medioevo al Barocco, con video proiezioni dei loro capolavori, che si concluderanno con la visita al Palazzo guidata dal direttore Sonia Martone.

Il biglietto del Museo comprende l’accesso allo spettacolo fino a esaurimento posti

Tania Turnaturi

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