domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Roma. Sospetti e polemiche sullo spoglio dei voti
Pubblicato il 09-06-2016


A Roma lo spoglio delle schede per le amministrative è nel caos e ancora mancano i dati defintivi dei Municipi. C’era il rischio concreto di far saltare il ballottaggio di domenica 19 e allora dalla task force del Tribunale è partito l’ordine di dare priorità al controllo dei candidati a Presidente di Municipio, per il resto toccherà aspettare e probabilmente l’ultima parola la diranno i magistrati della Procura. – “A 92 anni dall’assassinio di Giacomo Matteotti per aver denunciato i brogli nelle elezioni di quell’anno, in un’epoca storica totalmente diversa – hanno dichiarato i deputati socialisti Pia Locatelli e Oreste Pastorelli firmatari di un’interrogazione – ci troviamo nuovamente davanti ad evidenti alterazioni delle elezioni, in particolare quelle riguardanti la capitale d’Italia”.

Elezioni-regionali-Di LelloInsomma a quattro giorni dalla chiusura dei seggi, almeno in una trentina di sezioni (Municipi II, XIII e VIII) su 2600 ci sono vistose irregolarità e in qualche caso mancano ancora i verbali firmati dello spoglio delle schede. Sono decine di migliaia di voti di cui non si sa letteralmente nulla; secondo Assotutela, 35 mila. È vero che 10 o 35 mila voti anche se per ipotesi venissero attribuiti integralmente a un unico candidato non modificherebbero i nomi dei due – Virginia Raggi e Roberto Giachetti – destinati alla sfida finale, ma certo potrebbero avere pesanti riflessi sugli eletti nei municipi e comunque gettare ancora una pessima luce sullo stato di degrado della macchina comunale forse ormai incapace di gestire anche le elezioni. Sicuramente per qualche candidato una decina di voti di differenza possono far scattare il seggio o una lista e fare eleggere un consigliere invece di un altro.
I problemi pare siano derivati non solo dalla stanchezza del personale dei seggi, perché non si può lavorare per 28/30 ore consecutive senza commettere errori o lasciare che se ne commettano, ma anche dalla scelta ‘per sorteggio’ dei presidenti dei seggi cui è richiesta una capacità di supervisione e controllo che solo scrutatori esperti e professionisti della materia di solito possono avere.
E mentre si moltiplicano le segnalazioni di irregolarità, la commissione centrale della Corte d’appello ha inviato una task force, guidata dal magistrato Francesco Oddi, per ricontare i voti delle sezioni ‘fantasma’ quelle dove manca perfino il verbale dello spoglio. Tra le 23 di domenica, l’ora di chiusura dei seggi, e lo spoglio che doveva essere obbligatoriamente chiuso entro le 11 del giorno successivo, è successo di tutto e in alcuni casi i presidenti di seggio hanno messo a verbale più o meno questa dichiarazione: operazione sospesa causa stanchezza.

Una situazione in cui tutto è stato possibile, anche un inquinamento dello spoglio dei voti di cui esisterebbero testimonianze come quella di cui parla Barbara Saltamartini, rappresentante per ‘Noi con Salvini’, secondo cui “è stato allontanato dalle forze dell’ordine un presidente di sezione che aggiungeva voti a un determinato partito; voti in cui era chiarissima l’intenzione dell’elettore sono stati annullati”.

“A 92 anni dall’assassinio di Giacomo Matteotti, ucciso il 10 giugno 1924 per aver denunciato i brogli nelle elezioni di quell’anno, in un’epoca storica totalmente diversa – affermano i deputati socialisti Oreste Pastorelli e Pia Locatelli – ci troviamo nuovamente davanti ad evidenti alterazioni delle elezioni, in particolare quelle riguardanti la capitale d’Italia. Episodi sconcertanti che hanno manipolato la volontà popolare dei cittadini romani, soprattutto per ciò che concerne i voti di preferenza. Per questo, come socialisti e perché il sacrificio di Matteotti non risulti invano, i deputati del Psi hanno presentato un’interrogazione al ministero dell’Interno al fine di fare piena luce su fatti inquietanti che pensavamo appartenere ormai al passato. In parecchie sezioni – proseguono – i presidenti di seggio hanno consegnato verbali in bianco, senza nessun conteggio né di voti di lista né tantomeno di preferenze sia per l’assemblea capitolina che per i relativi municipi. Di fatto mancano nel conteggio finale migliaia di voti. Verbali non compilati, verbali in bianco o incompleti, sezioni commissariate, intere urne da scrutinare ex novo scheda per scheda, voti che non coincidono con quelli dei rappresentanti di lista: questi sono gli effetti prodotti dal caos in alcuni seggi di Roma. Chiediamo quindi al ministro Alfano quali provvedimenti intenda adottare affinché vengano garantiti la certezza dei diritti sia per i candidati che per gli elettori e il perfetto svolgimento del secondo turno di ballottaggio previsto per il prossimo 19 giugno”.

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