martedì, 6 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

San Ferdinando tra tensioni e proteste
Pubblicato il 09-06-2016


SanFerdinandoTensioni a San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria.  Un centinaio di migranti ha manifestato per strada dopo l’episodio di mercoledì in cui un carabiniere ha ucciso un giovane del Mali che lo aveva aggredito e ferito con un coltello. Tra i manifestanti rabbia e tensione, ma nessun episodio di violenza. I migranti scandiscono slogan contro i carabinieri, definendoli “razzisti”. I manifestanti gridano anche “Italia razzista” ed espongono cartelli dello stesso tenore. “Non siamo qui per fare la guerra o per fare casini, siamo qui per lavorare e per mangiare. I carabinieri devono venire per mettere pace e non per uccidere”. Ha detto un migrante del Mali, connazionale del giovane ucciso. “Quello che è accaduto – ha aggiunto il migrante – non è giusto. E vogliamo che tutta l’Italia e tutta l’Europa lo sappiano”.
La protesta si è poi spostata davanti al Municipio di San Ferdinando, dove gli extracomunitari si sono radunati per denunciare le condizioni in cui sono costretti a vivere nella tendopoli. I manifestanti hanno incontrato il commissario prefettizio del Comune, Francesco Pepe. Della delegazione fa parte anche il fratello dell’immigrato ucciso.

Un episodio che ricorda quanto successo a Rosarno, nel 2010. Quando tra il 7 e il 9 gennaio scoppiarono disordini in seguito a una rivolta dei migranti che lavoravano nei campi. La scintilla fu il ferimento di un lavorante da parte di sconosciuti che spararono dei colpi di carabina. Furono oltre 2 mila i braccianti extracomunitari che marciarono verso il centro di Rosarno e si scontrarono con la polizia. Alle fine il bilancio fu di 53 feriti.

Alla base di queste storie lo sfruttamento. Lavoratori pagati una manciata di Euro per giornate tra i campi che iniziano all’alba e finiscono al calare del sole. A San Ferdinando sono circa 400 a lavorare in queste condizioni. Quasi tutti arrivati come rifugiati e diventati ormai stanziali mentre quello status dovrebbe essere temporaneo per definizione. Una manna per gli sfruttatori e caporalato mentre i diritti di tutti, di chiede legalità e sicurezza e di chi cerca dignità e condizioni di vita più umane, sono calpestati.

Edoardo Gianelli

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento