giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Sanità. Dopo i tagli,
meno prevenzioni e cure
Pubblicato il 08-06-2016


Sanità-tagliLa scure della recessione si abbatte anche nel delicato settore della sanità italiana. Il problema vero e proprio dei cittadini italiani, sembra essere principalmente di tipo sanitario, legato alla prevenzione e alla cura delle malattie. Perché si decide di curarsi di meno? Perché vi è una scarsa prevenzione, unita a una diminuzione delle vaccinazioni, e a una costante riduzione della spesa sanitaria.

il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha affermato: “Nel nostro paese dobbiamo tornare a investire nella prevenzione primaria e secondaria, la prevenzione è una cosa alla quale le Regioni, tutte, devono prestare il massimo dell’impegno e dell’attenzione”.

Nonostante le parole del ministro, la realtà dei fatti è che In Italia sta diminuendo sempre più la prevenzione, un serio fattore di rischio, che porta a un serio innalzamento del fenomeno della mortalità. Per quanto riguarda la cura delle patologie, sono impietosi i dati forniti dal rapporto Censis, secondo il quale ben 11 milioni di italiani, hanno deciso di posticipare, o, nei casi più estremi, di rinunciare del tutto a prestazioni sanitarie necessarie. I tagli degli operatori pubblici, effettuati in questi ultimi anni, stanno sortendo effetti, chiaramente, negativi sulla qualità dell’assistenza pubblica fornita, mentre crescono i profitti della sanità privata, che attualmente si attesta sui 34,5 miliardi di euro.
Questo perché vi è inoltre un sostanziale aumento del prezzo dei ticket, risultato di una seria crisi economica degli enti locali e delle regioni. Il cittadino, dunque, a fronte di una spesa simile, o quasi, tra pubblico e privato, sceglie la qualità del secondo, anche laddove sono presenti strutture pubbliche d’eccellenza come in Toscana o in Lombardia.

Bisognerebbe trovare una soluzione concreta che permetta, in futuro di diminuire i costi della pubblica sanità, senza peggiorare ancora la qualità del servizio, e diminuendo i tempi di attesa per una prestazione medica.

Alessandro Nardelli

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