domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

CAOS A PARIGI
Pubblicato il 14-06-2016


Guerriglia a Parigi 3Come era prevedibile il corteo contro il Jobs Act – che in Francia si chiama Loi travail, o meglio ‘Legge El Khomri’, dal nome della ministra del lavoro Myriam El Khomri – è sfociato molto in fretta in una serie di scontri durissimi con la polizia. Come accade spesso da queste parti, i casseur – gli sfasciatutto – hanno rapidamente fatto degenerare la manifestazione sindacale, attaccando la polizia e dando vita a una guerriglia urbana nel centro della Capitale che ha fatto presto rivivere gli anni del maggio francese.

Decine di feriti tra polizia e manifestanti e decine di arresti di “militanti col volto incappucciato” sorpresi a lanciare ogni genere di oggetti contundenti contro gli agenti in tenuta antisommossa che a loro volta hanno risposto con le cariche e l’impiego massiccio di gas lacrimogeni.

Guerriglia a Parigi 2Un clima brutto anche politicamente perché il Governo Valls non vuole – e non può a meno di non perdere la faccia – fare marcia indietro sulla Legge El Khomri, ma sa che la questione peserà in maniera decisa sulle già assai precarie fortune del Partito socialista e del futuro candidato alla presidenza nel 2017 a conclusione del mandato di François Hollande anche alla luce della forza crescente della destra xenofoba e antieuropea di Marine Le Pen.

Manifestazioni contro la legge El KhomriIn una Francia in stato d’allerta terrorismo Philippe Martinez, il leader della Cgt, il sindacato su posizioni più dure che guida la protesta, aveva promesso una manifestazione ‘enorme’. A Parigi il corteo è partito alle 13 e15 da Place d’Italie diretto agli Invalides, non lontano dal fuoco delle manifestazione sportive di Euro2016. Il 31 marzo scorso, in piazza scesero 1 milione e duecentomila manifestanti in tutto il Paese, 390 mila secondo il ministero dell’Interno, ma comunque queste ultime settimane sono state caratterizzate da scioperi e proteste e da una microcnflittaulità che ha creato un’infinità di problemi dal settore dei trasporti a quello dell’energia. Anche oggi per la Cgt sono cesi in piazza a Parigi in un milione mentre per la polizia a malapena arrivavano a 80 mila.

E in questo clima plumbeo si è inserito l’ultimo terrificante attentato terroristico. Un attentato suigeneris, il primo di questo genere, condotto da un solo uomo e che ha avuto per obiettivo un vicecomandante di polizia Jean-Baptiste Salvaing, e la compagna, Jessica Schneider, anch’’essa funzionario di polizia, e il figlioletto di tre anni.

Jean-Baptiste Salvaing, e la compagna, Jessica SchneiderIl dramma è iniziato ieri sera poco prima delle 20 e 30 quando al momento di tornare a casa l’ufficiale di 42 anni viene ucciso a coltellate dal killer che poi entra nella’appartamento della vittima e prende in ostaggio la compagna e il figlioletto. I fatti successivi seguono il triste copione dell’allarme, l’assedio, l’assalto delle forze speciali. Si salva solo il bambino, in stato di shock. Sembra anche il terrorista, Larossi Abballa, 25 anni, abbia filmato tutto e postato i video su Facebook. In uno dei video, si vede il figlio dei due poliziotti, seduto dietro di lui, sul divano il terrorista che dice: “Non so ancora che farò di lui”.

Larossi Abballa abitava a Mantes-la-Jolie, poco lontano dal luogo dell’assalto omicida ed era stato processato nel 2013 (insieme ad altre 7 persone) per aver partecipato all’invio di jihadisti in Pakistan e condannato a 3 anni e sei mesi con la condizionale per “associazione per delinquere mirata alla preparazione di atti terroristici”. Dopo la condanna era rimasto sotto sorveglianza e coinvolto in un’inchiesta su una filiera jihadista siriana. Era schedato a livello ‘S’, il livello che indica gli individui radicalizzati a rischio terrorismo.

Lui stesso aveva spiegato alla polizia durante le trattative prima dell’assalto finale, che aveva agito “per rispondere al comunicato dell’emiro” Al Baghdadi, l’autoproclamato Califfo dell’Isis, diffuso il 21 maggio scorso, in cui invitava ad attaccare gli Stati Uniti e l’Europa durante il mese del ramadan, cominciato il 6 giugno.

A quanto ha riferito il procuratore di Parigi Francois Molins, nell’abitazione del killer, la polizia ha trovato un elenco di obiettivi, inclusi nomi di giornalisti e di personaggi pubblici. Sono stati sequestrati anche “tre telefoni, tre coltelli e un coltello particolarmente insanguinato” mentre la caccia è aperta a tre sospetti complici di Larossi Abballa.

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