domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonio Ciuna:
Imboccata la strada giusta
per uscire dalla crisi economica
Pubblicato il 06-06-2016


Signor Direttore Mauro Del Bue,
la ringrazio sentitamente per l’attenzione che ha verso i suoi lettori ai quali consente di potere esprimere, attraverso il suo giornale, le proprie idee e le proprie considerazioni sulla politica in generale.
In merito al divenire della politica nazionale osservo con interesse che il governo Renzi, nonostante i contrasti interni e gli ostacoli nazionali ed europei, sembra che sia in grado di imboccare la strada migliore per fare uscire quanto prima il Paese, dall’attuale crisi economica.
Dopo decenni di governi retti da politici con maggioranze eterogenee e traballanti, per la prima volta vediamo un Primo Ministro che è ben determinato a raggiungere gli obiettivi prefissati e che invoca, tramite l’istituzione del Referendum, il consenso popolare, per apportare quelle indispensabili modifiche alla Costituzione, peraltro già approvate dalle due Camere Parlamentari, che renderanno il nostro Paese più moderno e più governabile.

Il comune cittadino non è in grado di valutare le sottigliezze giuridiche e le conseguenze politiche che si possono determinare con le modifiche alla Parte II  della Costituzione. Egli crede di capire che il Paese migliorerà nella sue strutture pubbliche: più governabilità, snellimento e maggiore tempestività nelle approvazioni delle leggi parlamentari, soppressione delle Provincie,minore spesa pubblica con la soppressioni di alcuni organi dello Stato e degli Enti inutili.

Pertanto ritengo di vitale importanza politica approvare il Referendum che si voterà nel prossimo mese di ottobre. Dopo decenni di travagliate discussioni in tutte le sedi istituzionali sarebbe una grave iattura per il Paese se non venissero approvate le modifiche alla Costituzione. Occorrerebbero altre decine di anni per approvare altre modifiche.
Inoltre c’è il rischio che il Paese diventi ingovernabile in quanto il Primo Ministro Renzi ha detto chiaramente che rassegnerà le proprie dimissioni al Capo dello Stato, qualora non venisse approvata la parziale riforma della Costituzione, e ha legato l’esito positivo del Referendum alla sua esistenza politica. Al momento attuale ritengo che le dimissioni del governo sarebbe molto dannoso per il Paese in quanto in atto non esiste alcuna possibilità di creare in Parlamento una nuova maggioranza politica ed il Capo dello Stato sarebbe costretto a sciogliere il Parlamento ed in conseguenza si dovrebbe andare a nuove elezioni anticipate dall’esito quanto mai incerto e si rimarrebbe per lungo tempo senza un governo politicamente valido in un momento così difficile per la crisi economia esistente e per il grave fenomeno della migrazione di popoli del Nord Africa e del Medio Oriente.

Apprendo con molto piacere il nuovo orientamento della politica governativa che sarebbe propensa a ritenere prioritaria la realizzazione della grande infrastruttura del Ponte sullo Stretto. Probabilmente hanno influito al riguardo le numerose osservazioni fatte da molti commentatori, favorevoli alla realizzazione dell’opera.

Cordiali saluti

Antonio Ciuna

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