lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Giovanni Alvaro:
De Magistris ha motivo
di esultare?
Pubblicato il 24-06-2016


Sono ben 500.000 gli elettori milanesi che non hanno voluto recarsi alle urne ed hanno incrementato l’astensionismo, e sono anche 500.000 gli elettori napoletani che hanno fatto la stessa scelta. Ma le due astensioni sono fortemente diverse. A Milano l’astensione è quella normale che, punto più punto meno, si allinea alla percentuale nazionale che, comunque, registra che oltre il 50% degli iscritti alle liste elettorali è andato a votare permettendo, non solo, di dire che il Sindaco sia stato scelto dalla maggioranza degli aventi diritto al voto, ma ne legittima politicamente l’elezione.

La stessa cosa non può essere detta per l’elezione di De Magistris perché quei 500 mila cittadini napoletani, che non hanno voluto votare, rappresentano la stragrande maggioranza di quegli elettori, lasciando a Napoli di poter vestire la maglia nera della più bassa affluenza attestandosi, in questa tornata, al 37,88% che, depurato dalle schede bianche e da quelle nulle, scende ulteriormente al 35,96%. Il sindaco, quindi, dell’ex Capitale del Regno delle Due Sicilie è stato scelto da poco più di un terzo dei cittadini partenopei.

Veramente una grande e splendida vittoria! Non c’è che dire, per il nostro ‘O Giggino, che strilla esaltato che “ha vinto il popolo napoletano”, che a Napoli si è scritta una pagina di storia con “l’unica, vera ed effettiva novità politica di queste elezioni” e che “Napoli diventerà una forza nazionale e internazionale”. Queste le perle più ridondanti accompagnate, col petto in fuori, dall’esaltazione della ‘irraggiungibile’ percentuale del 66,85% registrata a fine spoglio sul totale dei voti ottenuti da De Magistris e di quelli ottenuti da Lettieri che sono stati quasi uguali ai 92.000 ottenuti al primo turno. Senza la presenza dei voti di Lettieri, quel 66,85, formalizzato dallo scrutinio consegnato alla ‘storia’, si sarebbe avvicinato a poco meno del 100% con magno gaudio del Sindaco arancione.
I voti riversati sul nome dell’ex magistrato sono stati 185.907 che in riferimento ai 788.291 elettori che potevano votarlo, ma non lo hanno fatto, significano che solo il 23,58% degli elettori napoletani lo ha scelto come Sindaco. È una percentuale che non può certamente farlo esultare perché dimostra che, anche se una buona fetta di elettori ha disertato le urne per una scelta anti Lettieri, la maggioranza degli astensionisti lo ha fatto perché non ha voluto votare per il Sindaco uscente, una specie di messaggio di non gradimento. Ragion per cui ricordi De Magistris che, quando circolerà per le strade della sua città, solo un cittadino (anzi meno di uno) di ogni quattro che incontrerà, lo ha voluto come Sindaco. C’è, quindi, poco da esultare.

La vicenda, comunque, si presta ad un’altra considerazione che è quella della cecità di quanti non volendolo come Sindaco gli hanno però permesso di poterlo diventare, con la semplice astensione dal voto. Costoro solo oggi, forse, capiscono quanta inutile è stata questa scelta. Il rifiuto di un candidato si combatte scegliendo il suo avversario ma questo, purtroppo cozza con lo schieramento ideologico a prescindere. Alcuni si giustificano sostenendo che nessuno dei due meritava la fiducia degli elettori. Può essere. Ma in questi casi (tempi di ‘cambiamento’ dice Renzi) si doveva puntare sulla novità come sindaco rifiutando ‘la minestra riscaldata’ abbondantemente provata e senza apprezzabili risultati.

Giovanni Alvaro

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