domenica, 11 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Giovanni Alvaro:
La Borghesia “stracciona”
Pubblicato il 03-06-2016


Era tanta la voglia di schierarsi con Renzi che Vincenzo Boccia, all’Assemblea generale della Confindustria, organizzazione che lo ha scelto come presidente, lo ha fatto a briglie sciolte dichiarando il proprio sostegno alle riforme costituzionali e riproponendo l’antico vezzo confindustriale di sostegno al governo di turno, salvo quello di Silvio Berlusconi. Questa operazione Arturo Diaconale ha voluto egregiamente battezzarla come ‘il renzismo acritico di Confindustria’ anche perché le scelte economiche del governo Renzi non hanno prodotto nulla per favorire la fuoruscita dalla crisi. Anzi sono andate in tutt’altra direzione.

Avendo quindi fatto una scelta ‘fuori natura’, Boccia si è sentito autorizzato a richiedere una ricompensa e nel farlo si è lasciato sfuggire un enorme strafalcione economico. Questo strafalcione, ormai abbastanza conosciuto, è tutto racchiuso nella richiesta di “spostare il carico fiscale alleggerendo quello sul lavoro e sulle imprese e aumentando quello sulle cose“. A prima vista sembrerebbe una richiesta cinica che in soldoni viene interpretata come ‘riduci le tasse alle imprese e passale a carico di altri’.

A ben riflettere, però, non si tratta di cinismo ma della conferma di quanto aveva visto giusto Giorgio Amendola qualificando l’imprenditoria italiana come ‘borghesia stracciona’, a volte priva di scrupoli e accattona. Ridurre la pressione fiscale alle imprese non serve a rilanciare la produzione perché se quel carico fiscale viene spostato sui prodotti (magari sotto forma di aumento dell’IVA) significa che ciò che viene immesso sul mercato costerà di più ed è, quindi, più difficile che i cittadini siano stimolati a comprarlo. Tutta l’operazione Boccia si esaurirebbe, quindi, con un risparmio fiscale per la ‘borghesia stracciona’ con magazzini che continueranno a essere pieni di invenduto e, quindi, costretti a frenare la produzione e, di conseguenza, a mettere in Cassa Integrazione o licenziare gli esuberi. La crisi, malgrado Boccia e il suo ispiratore, continuerà a massacrarci e a distruggere il nostro Paese.

Il problema allora, cari imprenditori spinti a diventare ‘prenditori’ e ‘sudditi’ di un venditore di fumo, non è quello di ‘spostare’ parte dei carichi fiscali per alleggerire le vostre singole posizioni perché l’operazione sarebbe una vera e propria elargizione senza riflessi positivi sul Paese, ma al contrario con gravi ripercussioni negative. Se avesse riflettuto un po’ di più, Boccia avrebbe potuto scoprire il famoso ‘uovo di Colombo’ e capito che è il carico fiscale che pesa sull’intero Paese che va ridotto per determinare grandi benefici all’industria italiana, grande o piccola che sia, e per rilanciare i consumi di quanto viene prodotto.

Giovanni Alvaro

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento