domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Manfredi Villani:
Il referendum e l’Anpi
Pubblicato il 16-06-2016


Nella conferenza stampa del presidente del consiglio svoltasi al termine del recente Consiglio dei Ministri, è stata rilanciata da Renzi la sfida sul referendum di ottobre con l’assunto: il percorso riformatore va avanti. La madre di tutte le sfide è la riforma costituzionale che si propone di dare stabilità e governabilità all’Italia nei prossimi anni. Inoltre, la sottolineatura: i poteri del governo non cambiano, cambiano le regole del gioco, diventa un valido corollario per il referendum. Intanto rinfreschiamoci la memoria sulla Costituzione. Essa venne approvata dal Parlamento con una maggioranza di quasi il 90 per cento, fu promulgata il 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1°gennaio  1948.
Da allora è stata riaggiustata molte volte, ma mai riformata. Tutti sanno che la Costituzione italiana si compone di 139 articoli, nonchè di 18 disposizioni transitorie e finali.
Dal 1993 al 2001 sono stati inseriti anche vari commi agli articoli (Art.48-56-57-60-68-79-96-114-116-117-118-119-120-122-123-125-126-127-131-134-135) mediante le seguenti leggi costituzionali: legge 9 febbraio 1963 n.2, legge 27 dicembre 1963 n.3, legge 16 gennaio 1989 n.1, legge 6 marzo 1992 n.1,legge 29 ottobre 1993 n.3,legge 22 novembre 1999 n.1,legge 17 gennaio 2000 n.1, legge 23 gennaio 2001 n.1, legge 18 ottobre 2001 n.3.
Questo mio intervento è stato stimolato da una notizia tratta da Televideo RAI del 16 giugno 2016. Riguarda il Presidente dell’ANPI, Smuraglia il quale ha accentuato il NO al referendum e chiosa: “Cos’altro possiamo fare se non dire NO?, la riforma è un obbrobrio dal punto di vista della democrazia, è perfino scritta male tecnicamente. Tolgono potere di rappresentanza ed esercizio alla sovranità popolare e ai cittadini, riducono gli spazi della democrazia, siamo obbligati a impegnarci allo spasimo perchè la Costituzione non venga stravolta.
“Con questo commento riaffermo tutto il rispetto per la competenza di Smuraglia nella gestione dell’associazione partigiana. Però non posso smorzare il disappunto sulla sua frettolosa avversione per il SI. Non si sa bene se c’è stata una assemblea dei soci ANPI a supportare la dichiarazione del Presidente Smuraglia. Sono peraltro convinto che in democrazia tutti i cittadini hanno diritto di conoscere a fondo, ciascuno per la sua cultura e capacità di intenti, l’oggetto sul quale apporre consenso o diniego durante le operazioni di voto. Risulta anche che l’ANPI difficilmente si componga ancora di partigiani attivi fino al 25 aprile 1945. E’ lecito ritenere che l’organico ANPI sia prevalentemente politicizzato ed arricchito dai figli e nipoti di quegli eroi che seppero combattere il fascismo. Le decisioni verticistiche hanno sempre le gambe corte. Riferiamo sempre il contributo dell’assemblea dei soci.
Manfredi Villani

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