martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Senza alcun dubbio
Pubblicato il 16-06-2016


‘Repubblica’ oggi fuga ogni dubbio. Cita incontri e fonti. Sarò sincero: D’Alema scelga pure la Raggi e il No ma mi chiedo se un dirigente del nostro partito possa tramare contro il suo partito con innaturale pervicacia e proprio con chi giudicava i socialisti o superflui o dannosi (taccio i giudizi su Craxi padre). Per mesi, per mantenere una cornice di unità, abbiamo taciuto e abbiamo tenuto la porta spalancata. Abbiamo fatto la cosa giusta. Poi la corda si spezza. I fatti? Eccoli.
Le minoranze partecipano ai congressi e si battono nei congressi. La nostra, no. E non ci parlino di procedure e regole. Chi le contesta né è stato protagonista per anni. Con Boselli segretario e dopo.
Le minoranze collaborano nelle scadenze elettorali. La nostra, no. Anzi. Cito il caso di Roma. Ho chiesto personalmente a Craxi e a Sollazzo di impegnarsi per la lista socialista nella capitale. Nessuna risposta. Addirittura il vecchio segretario della federazione romana, anch’egli legato ad Area Socialista, ha sostenuto pubblicamente candidati del Pd. Bartolomei, invece, diventa sponsor di Fassina e via discettando. E dicevano – e dicono – di volere liste socialiste alle elezioni.
Le minoranze non si rivolgono ai giudici se vengono politicamente sconfitte. La nostra, sì. Area Socialista ci ha trascinati in tribunale per chiedere la cancellazione del congresso di Salerno. Abbiamo vinto noi!
Una minoranza che dice di volere simboli socialisti ovunque approfitta delle amministrative per presentarli, perlomeno dove governa il partito. E invece no. Vogliamo parlare del risultato di Milano?
Nelle tesi congressuali si legge che il partito costituirà Comitati referendari per il Sì ma naturalmente sono consentite posizioni diverse. Ma una cosa è consentire a ciascuno degli iscritti libertà di giudizio e di espressione, altro pensare alla costituzione di Comitati per il No sotto la stella dalemiana e minacciare scissioni. Si legga l’intervista on line di Craxi di alcuni giorni fa. Fa il paio con i propositi espressi da D’Alema. Proprio ieri un caro vecchio compagno rifletteva con me: ‘Somigliano al PSIUP. A parole difendono l’ortodossia ma nei fatti… e D’Alema, da piccolo non entusiasmò Togliatti?’.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Caro compagno Riccardo,dopo il Congresso di Salerno siamo tutti convinti che il futuro è nel socialismo del PSI.Per superare comunque lo sbarramento del 3% attuiamo un accordo con i cattolici popolari e laici e sosteniamo l’alleanza tra le forze che sostengono l’esecutivo con un programma da sviluppare fino alle elezioni politiche del 2018.Ti abbraccio.Manfredi Villani.

  2. La tesi espressa dal Segretario riguardo ai comitati referendari non mi sembra priva di logica, ma è probabilmente la logica che poteva valere all’epoca dei vecchi partiti, mentre oggi a me pare che tutto si affidi a “prove di forza”, e in questo “scontro” ogni soggetto in campo cerca di utilizzare gli strumenti di cui dispone, o che gli sono più congeniali, e a me pare che lo stesso principio venga applicato alla legge elettorale, tra chi la sostiene e chi invece l’avversa (così che anche i ballottaggi di domenica e il referendum di ottobre diventano occasioni per misurarsi)..

    E in quest’era mediatica, e dell’immagine, e della “velocità”, vediamo che viene sovente impiegata e funziona, giustappunto per rafforzare la propria posizione, anche la politica degli “annunci”, cui semmai non seguono fatti concreti, e riesce spesso ad essere più convincente, e ad avere dunque la meglio, chi ha doti per “bucare il video” (e a noi che siamo semplici spettatori non resta che prenderne atto)..

    Le doti di un tempo, vale a dire la stima e credibilità guadagnate per conoscenza diretta all’interno di una comunità, continuano probabilmente a valere nella periferia del Paese, quella che una volta chiamavamo “provincia”, ossia l’Italia dei campanili, che molti tuttavia non amano considerandola troppo chiusa ed identitaria, ma che forse col tempo arriveremo a rimpiangere.

    Paolo B. 17.06.2016

  3. Chi nutre interesse per la politica e sente il bisogno di partecipare può farlo in modi diversi.
    Chi sceglie di farlo attraverso l’iscrizione e la militanza in un partito, deve essere mosso anche dalla convinzione che unirsi con altri sia utile a dare più forza ad una posizione e a creare le condizioni perchè questa possa affermarsi.
    E’ chiaro quindi che l’adesione comporti, nei casi controversi, la definizione di una linea maggioritaria alla quale i militanti sono chiamati ad uniformarsi.
    Non si chiede una rinuncia alla libertà ma di rinnovare, talvolta con un pò di sacrificio, il senso dell’appartenenza ad una comunità.
    La nostra, quella socialista del PSI.
    Caro segretario, io sono con TE
    Massimo Lulli PSI Palestrina

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