mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Sicilia. Le ragioni del Sì del Psi
al referendum Costituzionale
Pubblicato il 07-06-2016


sicilia

Le ragioni del Sì al referendum per la riforma della Costituzione sono state spiegate questo pomeriggio nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino, il presidente nazionale del Psi Carlo Vizzini e i componenti del gruppo Psi-Pse all’Ars Giovanni Di Giacinto, Nino Oddo e Antonio Malafarina.

Sono diversi i temi che sposa il Partito Socialista in Sicilia e che andranno a sostenere il Sì al referendum costituzionale. “Diminuzione del numero dei parlamentari, con una specifica funzione del Senato che sarà la camera del territorio, eliminazione del Consiglio Nazionale Economia e Lavoro, velocizzazione del processo legislativo con indicazione dei tempi in cui un provvedimento deve essere approvato, e di conseguenza – ha sottolineato il presidente nazionale del Psi Carlo Vizzini – si metterà fine all’uso e all’abuso della decretazione d’urgenza, ai maxi emendamenti del governo, alle leggi delega e ai decreti delegati. Sarà restituita la centralità alla Camera dei deputati- ha aggiunto Vizzini – e i tempi di legiferazione saranno in linea con le esigenze di famiglie e imprese”.

“Inoltre – ha proseguito Vizzini – è prevista la revisione del titolo V che elimina le competenze concorrenti tra Stato e Regioni, causa spesso di confusione e conflitti di fronte alla Corte costituzionale, la riforma non si occupa però di regioni a Statuto speciale. Ma per quanto ci riguarda il tema vero e nuovo della Sicilia – ha detto Vizzini – è quello della specialità che deve essere riorganizzata, considerando che la Sicilia è diventata un portale dell’Italia e dell’Europa nei confronti di un altro continente e su questo presupposto e su un processo di immigrazione che non sarà breve nel tempo occorre riconoscere strumenti reali che consentano lo sviluppo zone franche, detassazione e incentivi fiscali. La Sicilia deve essere in grado di accogliere e non raccogliere i migranti da morti tra mare e spiagge”.

Il Partito Socialista in Sicilia si prepara anche a costituire una decina di Comitati referendari soltanto a Palermo e saranno organizzati il 18 e 19 giugno nelle maggiori piazze delle città siciliane alcuni banchetti per la raccolta delle firme a sostegno del Sì al referendum. “Ci sarà una mobilitazione generale dei socialisti in Sicilia per sostenere le ragioni del Sì, speriamo anche di arrivare nei centri minori, spiegheremo i motivi per i quali bisogna dire Sì, molti non conoscono ancora il nuovo testo”.

“Uno Stato che vuol definirsi moderno ha bisogno di razionalizzare la vita politica e parlamentare – ha spiegato Antonio Malafarina – e riteniamo che con questa riforma possano essere accelerati i percorsi legislativi”.

Non è mancato un passaggio al commento dei dati elettorali e all’esigenza di riforma della legge elettorale in Sicilia che possa abbassare lo sbarramento del 5%, per fare in modo che ci sia una rappresentanza anche delle forze politiche cosiddette minori.

“Il dato elettorale di questa tornata amministrativa in Sicilia ci conforta molto – ha osservato Nino Oddo – abbiamo raggiunto e superato in alcune città il 4 per cento, ma il quorum del 5 per cento non ci ha permesso di essere rappresentati nei consigli comunali. Siamo la seconda forza politica del centrosinistra questo è fuor di dubbio”.

In Commissione Affari istituzionali all’Ars è fermo un disegno di legge presentato dal vice presidente vicario Antonio Venturino che punta ad abbassare la soglia al 3%. Tra i punti essenziali: 1) elezione del Presidente della Regione a maggioranza dei votanti (50% + 1), se questa non viene raggiunta, secondo turno di ballottaggio dopo una settimana senza apparentamento; 2) Premio di maggioranza fisso pari al 60% dei seggi (42 seggi) per dare modo al Presidente della Regione eletto di avere una maggioranza all’Ars; 3) Abrogazione del listino regionale: tutti i deputati per essere eletti devono essere votati, tranne il candidato Presidente migliore sconfitto (leader dell’opposizione) cui è riservato per questo un seggio; 4) Maggiore rappresentanza delle minoranze tramite l’abbassamento della soglia di sbarramento dal 5 al 3% e aggiudicazione dei seggi a livello regionale e non provinciale (dove i pochi seggi in palio nelle circoscrizioni più piccole, come Enna o Caltanissetta, provoca una soglia di sbarramento di fatto); 5) Composizione delle liste in modo da garantire la presenza di entrambi i sessi e doppia preferenza di genere: l’elettore può dare una seconda preferenza se di genere diverso dalla prima.

“A proposito del referendum – ha detto Venturino – purtroppo c’è una eccessiva disinformazione, soprattutto sui social. Mentre sulla riforma elettorale non si comprende perché in Sicilia dobbiamo avere la soglia del 5% quando per il Parlamento nazionale siamo al 3%. E’ giusto allargare la rappresentanza anche alle minoranze”.

“Da qui a breve sicuramente andremo a discutere la riforma elettorale – ha assicurato il capogruppo Psi-Pse Giovanni Di Giacinto, componente della Commissione Affari istituzionali – noi crediamo che sia anche opportuno oltre all’abbassamento della soglia al 3% anche l’eliminazione del listino, visto che ci saranno settanta deputati con la prossima tornata elettorale”.

Roberto Ginex

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